Il Natale culturale di Rieti guarda al 2026 … e al dossier condiviso con L’Aquila

17/12/2025 | Cultura, Notizie in evidenza

Rieti entra nel clima natalizio con un fitto cartellone di appuntamenti culturali e con lo sguardo già rivolto al 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale italiana della Cultura, un titolo che coinvolgerà direttamente anche la città di Rieti. L’assessore alla Cultura Letizia Rosati racconta a Format l’atmosfera di questo periodo.

Mostre aperte durante le feste

“Le mostre inaugurate nelle ultime settimane rimarranno tutte aperte durante le festività, secondo gli orari del Museo Civico. Nella sezione archeologica sarà possibile continuare a visitare la mostra “Acque nascoste”, mentre nella storico-artistica convivono l’esposizione dedicata alla Grande Guerra e i quattro ovali provenienti dalla chiesa di San Benedetto, dipinti scampati alla distruzione e riportati alla luce con grande cura. “Sono davvero splendidi” sottolinea Rosati, che invita a cogliere l’occasione delle feste per rivederli da vicino.

Il calendario di dicembre è fitto di appuntamenti.

Il 12 ha preso il via il Premio Letterario, il giorno dopo è tornata la stagione teatrale con Chicchignola di Petrolini e il 27 dicembre arriva uno spettacolo dedicato ai più piccoli, Gli elfi di Babbo Natale, con cui l’assessore vuole avviare una vera e propria stagione per bambini, finora poco presente. Il 13 dicembre nella sezione storico-artistica del Museo conferenza “Le chiavi romane e la loro simbologia”, il 28 appuntamento con “Un magister del ‘400 reatino: Liberato di Benedetto tra arte e restauro”. A inaugurare il nuovo anno, come tradizione, il Concerto di Capodanno al Teatro Flavio Vespasiano”.

2026: una presenza attiva accanto alla Capitale della Cultura

Accanto a questo programma natalizio, però, c’è un lavoro ancora più ampio che sta prendendo forma: quello legato alla Capitale italiana della Cultura 2026. Rosati ricorda che il dossier con cui L’Aquila si è aggiudicata il titolo, è stato redatto anche grazie al contributo  del Comune di Rieti. L’inaugurazione ufficiale sarà il 17 gennaio all’Aquila, alla presenza del Presidente Mattarella, seguita da una serata inaugurale anche a Rieti. “È già attivo un portale gestito dalla città capofila, che via via implementeremo con attività e informazioni. Abbiamo già inoltrato tutte le attività calendarizzate che si svilupperanno nel 2026: la Scuola dei Giullari, il Premio Letterario, le mostre… Il progetto culturale era già chiuso a giugno; poi c’è tutta la parte amministrativa (contratti, documenti) che gli uffici devono completare. Man mano che si sistemano questi aspetti, comunicheremo le iniziative. Da febbraio inizierà un percorso di eventi che si svilupperà lungo tutto il 2026, con un crescendo pensato per coinvolgere la città e valorizzarne il patrimonio”.

“Uno dei filoni principali, indicato già nel dossier, è la rigenerazione urbana: come ripensare le città dopo il terremoto, ma anche dopo l’abbandono dei territori, la crisi demografica, la desertificazione giovanile e imprenditoriale. Per questo ci saranno inaugurazioni di edifici storici, riaperture importanti pensate come un segnale di rinascita”. Rosati porta l’esempio dell’Oratorio di San Pietro Martire, alla Verdirosi. L’intervento è da 515.000 euro, finanziato con l’otto per mille della Presidenza del Consiglio dei Ministri: è il ciclo di affreschi rinascimentali più importante della provincia di Rieti.  Il restauro era necessario e attesissimo: l’ultimo intervento risale al 1907, quando gli affreschi riemersero e furono restaurati secondo i criteri dell’epoca. A giugno inaugureremo il luogo, con l’idea non solo di recuperarlo, ma di renderlo fruibile ogni fine settimana”.

Il nuovo anno segnerà anche l’avvio del Museo Diffuso, un progetto che unisce in un unico circuito cinque luoghi della cultura cittadina. Le prime due sedi a partire saranno le due sezioni del Museo Civico, affidate alla gestione di Archeoares, una società specializzata nella valorizzazione dei beni culturali. Non cambia la proprietà delle collezioni né il ruolo del direttore, ma cambiano gli orari e l’organizzazione: l’obiettivo è garantire una maggiore apertura, soprattutto nei fine settimana e nelle ore serali, superando le attuali difficoltà dovute alla carenza di personale.

A queste due sedi si aggiungeranno poi il Teatro Flavio Vespasiano (dotato anche di un’area biglietteria e bookshop), il Palazzo Comunale con la sala consiliare restaurata e nuovi spazi espositivi, e infine l’Oratorio di San Pietro Martire, una volta completato il restauro. Tutti luoghi che diventeranno accessibili con un unico biglietto, in un percorso più ampio che mira a rendere il centro storico vivo e fruibile.

“Sarà un anno importante anche per altre riaperture simboliche. Tra queste la chiesa di San Francesco, che tornerà parzialmente visibile proprio in occasione degli 800 anni della morte del Santo: lavori consegnati, a breve si vedranno le impalcature. Per quanto riguarda l’enorme lavoro che ci attende per il futuro Museo Nazionale dei Sabini, 4.000 metri quadri!, all’interno dell’ex convento degli Agostiniani (Sacchetti-Sassetti), si tratterà inizialmente di un momento di riflessione su questo progetto che sarà presentato con un primo intervento”.

“Ci aspettano mesi intensi – conclude l’assessore – ma è un lavoro che guarda lontano: vogliamo che il 2026 non sia un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo modo di vivere e raccontare Rieti”.

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