La nascita del comitato SoStareaRieti non è stata programmata: è esplosa nel giro di pochi giorni, quando Daniele Zanatta, oggi portavoce del gruppo, racconta di essere tornato a casa dopo una situazione che definisce assurda. Era andato a richiedere il permesso di parcheggio negli stalli gialli riservati e gli era stato comunicato che anche nei parcheggi blu i residenti avrebbero dovuto pagare la stessa tariffa degli altri utenti. “Onestamente, non mi è piaciuto per niente: sembrava di essere a Zelig”, commenta. Tornato a casa, spinto dalla frustrazione del momento, ha lanciato una petizione online.
In pochi giorni le firme sono cresciute a ritmo vertiginoso: prima 300, poi 500, poi oltre 700. Zanatta spiega che, vedendo quel movimento spontaneo, ha cominciato a confrontarsi con altri cittadini, fino a decidere insieme di costituire un comitato informale. Da lì è partita un’attività costante di comunicazione, riunioni, incontri, ma soprattutto un gruppo Facebook esplicativo che documenta, con aggiornamenti frequenti, le difficoltà quotidiane dei cittadini e l’instabilità di un provvedimento che finora non ha soddisfatto nessuno.
L’assessore comunale ha chiesto un confronto diretto non appena ha percepito la portata della protesta. “Un incontro durato tre ore che però ha prodotto poco, se non un piccolo contentino, che probabilmente era il suo unico margine di manovra.” Nel frattempo, il numero di firme, come racconta Romeo Morelli, ha superato quota 1.000 testimonianza che il malcontento è ormai ampio e radicato.
Il comitato denuncia soprattutto la scarsità degli stalli riservati ai residenti. Nel centro storico, spiegano, i posti gialli sono appena 98, distribuiti in poche vie e altri 38 nelle aree esterne al centro, utilizzabili attraverso l’erogazione di un solo contrassegno per ogni nucleo familiare. La nuova organizzazione della sosta, dominata dagli stalli blu, costringe molti residenti a pagare 4 euro al giorno quando non trovano posto. “Si arriverebbe a spendere fino a 1.200 euro l’anno solo per parcheggiare sotto casa”, sottolinea il portavoce.

A questa difficoltà economica si aggiunge quella pratica: parcheggi gialli insufficienti e occupati a volte abusivamente senza alcun controllo, parcheggi bianchi occupati senza rotazione e l’impossibilità di utilizzare quelli blu tramite abbonamento agevolato, come un tempo. “Sono già arrivate multe a chi parcheggia sforando addirittura la demarcazione bianca. Qualcuno è stato sanzionato per 30 e più euro per dieci minuti di ritardo ed era lì per lavorare. La gente non muove più la macchina per paura di perdere il posto, altro che rotazione!”
Il caos si è esteso anche alla gestione dei permessi: un solo sportello, orari ridotti, file con perdita di tempo in fascia lavorativa. La situazione è diventata talmente confusa che il comitato ha presentato una diffida formale al Comune “Non troviamo la delibera delle tariffe dei parcheggi, che per regolamento andava approvata in Giunta e in Consiglio e inserita nel bilancio. Nel caso mancasse, le tariffe sarebbero illegittime. Gli stessi consiglieri, durante la Commissione del 13 ottobre, lamentarono la mancanza di atti ufficiali scritti.”
Anche tra i commercianti permangono criticità: sebbene fosse stata l’Ascom a sottolineare l’urgenza di una regolamentazione dei parcheggi, e il presidente Tosti avesse richiesto circa il 15% di stalli blu in zone strategiche, oggi il piano non viene considerato adeguato da tutti. Diversi negozianti hanno parlato di cali anche del 50% rispetto al periodo precedente. Il titolare di una pasticceria ha riferito di aver perso una cifra considerevole tra cantieri PNRR e nuovo piano parcheggi. Anche i dipendenti dei negozi lamentano un problema quotidiano: non sanno più dove lasciare la propria auto.
Il comitato sostiene che il sistema adottato sia troppo rigido. In altre città italiane, come Modena o alcune realtà dell’Emilia-Romagna, esistono formule flessibili che garantiscono la rotazione senza penalizzare residenti e lavoratori: abbonamenti modulati per aree, tariffe differenziate, sistemi misti. A Terni viene riservata particolare attenzione anche alle persone anziane. “Qui invece si è voluto imporre una divisione netta, senza alternative reali”, commenta Zanatta.
Le richieste
Alla luce di queste criticità, il comitato sostiene che il Comune possa e debba sospendere il piano parcheggi. “Chiediamo che il piano venga sospeso fino al termine dei lavori PNRR, che stanno già limitando la viabilità e riducendo gli spazi disponibili. E che venga riattivato solo dopo la creazione delle nuove aree di sosta, già individuate e in parte pianificate”. Il portavoce aggiunge che il progetto debba essere rivisto insieme a tutti i soggetti coinvolti: commercianti, lavoratori, pendolari, residenti. “Un piano condiviso è possibile: basta ascoltare davvero la città”. E’ per questo che durante il consiglio comunale del 23 dicembre il Comitato ha consegnato le 1231 firme raccolte finora, nella speranza si arrivi ad una revoca o sospensione del piano parcheggi, soluzione che appare improbabile. L’assessore Rositani ha evidenziato come una revoca esporrebbe il Comune di Rieti al rischio di danno erariale e all’apertura di un contenzioso con la società concessionaria Saba Italia.
Il comitato nel frattempo continua ad invitare chiunque voglia contribuire con idee o proposte a partecipare attivamente. È possibile farlo tramite la pagina Facebook @SoStareaRieti oppure scrivendo all’indirizzo: SoStareaRieti@gmail.com



