di Massimo Palozzi – Alla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, è stata inaugurata venerdì la Cittadella dello Sport a Campoloniano. L’intervento è stato finanziato con 900mila euro di fondi Pnrr dedicati alle infrastrutture sociali e alla valorizzazione delle comunità.
Come ha notato Sinistra Italiana mercoledì, in realtà la Cittadella dello Sport esiste già grazie al PalaSojourner e alla piscina, risalenti al 1974, e allo stadio Manlio Scopigno aperto nel 1991 (e ci sono pure il pattinodromo, il bocciodromo, il PalaMalfatti e il centro Ciccaglioni – Rietello). Adesso sono stati realizzati interventi di contorno e raccordo, come il nuovo campo polivalente all’aperto e la pista ciclopedonale intitolata a Raffaele Marianella, il secondo autista del bus dei tifosi di Pistoia ucciso il 19 ottobre nel corso dell’agguato teso da alcuni ultras reatini sulla superstrada per Terni al termine della partita di basket contro la Sebastiani.
L’inaugurazione segue di pochi giorni l’annuncio da parte del sindaco Sinibaldi dell’avvio dei lavori di demolizione dell’ex mattatoio a Foro Boario, preliminari alla realizzazione del Parco della Musica. In questo caso la nuova struttura non è finanziata con risorse del Pnrr ma rientra comunque nel vasto fiorire di cantieri che stanno ridisegnando parti importanti della città.
Dal canto suo, Asm ha installato martedì i primi cassonetti intelligenti per la raccolta dei rifiuti in via delle Stelle, zona Porta d’Arce. Sono 56 in totale i moduli previsti nel centro storico per un investimento di 950mila euro, questo sì rientrante nel Pnrr. Il sistema andrà a regime con i tempi tecnici necessari alla collocazione di tutti i contenitori e alla distribuzione delle tessere ai residenti per aprire i cassonetti e depositare i rifiuti al loro interno. In questo modo ogni operazione verrà tracciata e registrata. Le strutture sono infatti dotate di pannelli digitali e sorvegliate da videocamere collegate con la Polizia Locale per segnalare eventuali comportamenti scorretti.
La scorsa settimana Confartigianato Imprese Rieti aveva pubblicato una rilevazione del proprio Ufficio Studi elaborata con i dati al 30 giugno, da cui emergeva una certa preoccupazione per la tabella di marcia dei vari progetti nel capoluogo. Con le novità di questa settimana il panorama va necessariamente aggiornato, anche alla luce delle precisazioni fornite dall’assessore comunale ai Lavori pubblici e allo Sviluppo economico Claudia Chiarinelli, secondo la quale lo stato di avanzamento dei lavori connessi alle opere finanziare con il Pnrr sfiora l’80%: “Tutti i fondi del Pnrr destinati ai lavori pubblici del Comune di Rieti sono stati regolarmente utilizzati e la città non perderà neanche un euro”.
Le rassicurazioni dell’assessore rinforzano la convinzione che la vera sfida non sarà tanto sul “quando”, quanto sul “come”. La corsa a chiudere i cantieri entro il fatidico termine del 31 agosto 2026, pena definanziamento e recupero delle erogazioni disposte in sede Ue nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si scontra spesso con le rigidità burocratiche e gli inciampi amministrativi. Illuminante è proprio la vicenda dei cassonetti “intelligenti”. La gara era stata vinta nel 2024 da una impresa marchigiana grazie all’offerta economicamente più vantaggiosa presentata. Un ricorso al Tar della ditta arrivata seconda (respinto dai giudici amministrativi), le verifiche sull’aggiudicataria e le lungaggini sulla consegna hanno di fatto rinviato al prossimo anno l’effettivo avvio delle nuove modalità di conferimento.
Se, come sembra, il cronoprogramma sarà rispettato nella sua globalità, un velo di dubbio ricopre invece la qualità delle realizzazioni. La fretta dettata dalle rigorose tempistiche unionali, l’accavallarsi a volte caotico dei cantieri, la necessità di adattare il ritmo dei lavori ai capricci del meteo o alle esigenze di eventi di rilievo come la Fiera del Peperoncino, sono elementi che nel loro insieme inducono quantomeno alla prudenza. E non parliamo di dettagli. Lo straordinario sforzo di programmazione, sorveglianza ed esecuzione a cui sono stati chiamati gli uffici del Comune può in effetti far passare in secondo piano qualche eventuale sbavatura. Il vero punto di caduta resta la gestione politico-amministrativa dell’intero esercizio, che dovrà dare prova di tenuta nel prossimo futuro.
In quest’ottica, non aiuta molto la spiccata postura autoreferenziale tenuta finora da Palazzo di Città. L’esempio più eclatante è l’ostinata applicazione del nuovo piano parcheggi, calato dall’alto e imposto nel momento forse meno opportuno, viste le difficoltà che cittadini e imprenditori incontrano da mesi proprio a causa dei tanti cantieri aperti.
Dopo anni di inerzia, questo soprassalto di decisionismo chiuso a ogni forma di dialogo appare spropositato e incompatibile rispetto a interessi più immediati da tutelare. E se è vero che il continuo rimandare alla fine incancrenisce i problemi invece di risolverli, è altrettanto innegabile che le forzature quasi mai aiutano a uscire dall’impasse.
07-12-2025



