La XVII edizione, con la nuova presidenza di Claudia Cattani, si chiude con un bilancio altamente positivo. La varietà dei repertori e dei generi, l’attenzione per il teatro musicale così come per la musica da camera, la musica sacra, la musica contemporanea e la musica proposta ad hoc per i ragazzi sono stati ancora una volta gli ingredienti di un festival aperto al nuovo e ai giovani nella scia della grande tradizione classica.
Le produzioni di teatro musicale hanno riscosso un grande successo di pubblico e di critica. L’opera di Antonio Salieri La partenza inaspettata proposta per la prima volta in tempi moderni, in occasione del bicentenario della morte del compositore, in una edizione appositamente realizzata dal Reate Festival, è stata una vera riscoperta, drammaturgicamente efficace e musicalmente di altissimo livello. L’allestimento di un’opera che in questa occasione ha particolarmente interessato musicologi e appassionati d’opera, resterà nel tempo grazie alla registrazione live che verrà pubblicata prossimamente in DVD da Dynamic.
Il Trittico di brevi opere che comprendeva La scuola di guida di Nino Rota su libretto di Mario Soldati (1959), Una mano di bridge di Samuel Barber su libretto di Giancarlo Menotti (1959), e Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi in prima esecuzione, di Marcello Panni è stato realizzato in coproduzione con l’Associazione Nuova Consonanza e con l’Associazione Roma Sinfonietta. Alla prima presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti si sono succedute le repliche romane che hanno suggellato il successo di un allestimento di teatro musicale comico di grande classe, che rievoca le atmosfere di metà del ‘900 con qualità musicale e godibilità garbata.
La rassegna di musica sacra, con eventi a Rieti e a Roma, ha valorizzato un repertorio di grande valore proposto ai giovanissimi con in finale una assoluta primizia, la prima esecuzione in tempi moderni dell’oratorio Giuseppe glorificato in Egitto di Niccolò Jommelli, avvenuta nella cornice suggestiva della Basilica di Santa Cecilia a Roma gremita di pubblico.
La stagione di musica da camera, intitolata a Maurice Ravel a 150 anni dalla nascita, ha avuto un nuovo prestigioso luogo di ambientazione presso l’Accademia Nazionale di San Luca, accanto alla Fontana di Trevi a Roma, istituzione con cui è nata una proficua collaborazione. Gli 8 concerti si sono svolti in una sala elegante e dall’ottima acustica, molto adatta per la musica da camera, che ha attratto il pubblico romano, registrando sempre il tutto esaurito. Nell’ottica di implementare l’offerta culturale delle scuole reatine, due degli otto concerti sono stati realizzati in orario mattutino per permettere al Liceo Musicale e al Liceo Artistico non solo di assistere a concerti di grande valore musicale, ma anche di visitare la preziosa galleria presente nell’Accademia.
La valorizzazione dei giovani talenti è una delle missioni del festival, nel cast degli spettacoli come tra i protagonisti dei concerti da camera. Il Concorso Internazionale di Interpretazione di Musica Contemporanea, giunto alla sesta edizione, ha confermato la sua unicità nel panorama internazionale e un grande successo di adesioni con un totale di 145 domande e 400 giovani musicisti coinvolti da 31 paesi. I vincitori, prescelti da una giuria formata da musicisti di livello internazionale (Monica Bacelli per il Canto, Andrea Lucchesini per il Pianoforte, Alessandro Carbonare per i Fiati, Giovanni Sollima per gli Archi, Francesco Gesualdi per la Fisarmonica, Antonio Caggiano per le Percussioni), provenienti da varie parti d’Europa, oltre ai premi in denaro hanno avuto l’opportunità di esibirsi presso una sede prestigiosa come l’Auditorium del Goethe-Institut a Roma. Tra di essi, due giovanissimi musicisti ucraini, che grazie a questa opportunità, hanno potuto lasciare momentaneamente il proprio paese in guerra per venire a suonare per Roma.
Infine, gli appuntamenti dedicati al Progetto Scuole hanno coinvolto istituti comprensivi del territorio reatino, scuole medie e licei di Roma e del Lazio. Le lezioni concerto e le anteprime degli spettacoli teatrali hanno visto il tutto esaurito, adottando la felice e già collaudata formula che vede musicisti giovani esibirsi e spiegare le interpretazioni ad un pubblico anagraficamente vicino. Non poteva mancare l’opera per i più piccoli, Il barbiere di Siviglia, allestita da Europa In Canto, che come sempre prevedeva una fase laboratoriale precedente alla rappresentazione, con grande coinvolgimento dei giovanissimi e delle loro famiglie.
Il Festival si è concluso il 1° dicembre con un concerto dei migliori talenti del Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli” di Rieti, nel quale 11 studenti si sono esibiti presso la Chiesa di San Giorgio a Rieti, a coronamento della collaborazione fra questa istituzione e la Fondazione.



