Crisi in Comune mentre riapre il PalaSojourner

23/11/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – Settimana intensa, quella che si conclude oggi, inaugurata lunedì dalla decisione della Federazione Italiana Pallacanestro di revocare la chiusura del PalaSojourner dopo i tragici fatti del 19 ottobre. Si tratta di una novità di grande rilievo, che restituisce agli sportivi reatini un luogo simbolo del basket e alla Sebastiani il giusto contorno di pubblico durante le partite casalinghe.

La notizia è importante anche sul piano reputazionale. La riapertura dell’impianto assume infatti il significato di una manifestazione di fiducia nei confronti di un ambiente trascinato suo malgrado nella gogna mediatica dal gesto terribile di alcuni facinorosi assassini, come confermato dalla decisione assunta martedì dal Consiglio comunale di costituirsi parte civile nel processo per la morte di Raffaele Marianella. Ovviamente questo non basterà da solo a sanare la ferita inferta dall’assalto al pullman sulla superstrada per Terni. Ci vorrà ancora tempo e un’irreprensibilità assoluta per smaltire le scorie di quella sanguinosa serata.

Sempre lunedì è stata rilanciata un’altra notizia. Nella graduatoria sulla qualità della vita nelle province italiane stilata da Italia Oggi e Ital Communications con la collaborazione dell’Università di Roma La Sapienza, Rieti è risultata 74^, guadagnando 7 posizioni rispetto all’anno precedente. Il dato è positivo solo come tendenza, perché raggiungere il piazzamento numero 74 su 107 concorrenti non autorizza a gridare al miracolo. Sicurezza e istruzione sono le voci che hanno contribuito maggiormente alla risalita. A sorpresa, il dato sui reati sembra ridimensionare l’allarme sociale ormai ampiamente diffuso tra la popolazione. Se i numeri danno un minimo di conforto, la percezione di insicurezza non si basa tuttavia solo su sensazioni. I ripetuti episodi di violenza urbana e i veri e propri atti criminali che ogni giorno vengono denunciati tra furti, truffe, danneggiamenti e risse (l’ultima venerdì sera con una ventina di partecipanti in pieno centro tra via Potenziani e via Pennina) non autorizzano alcun ottimismo.

Decisamente preoccupanti sono invece i dati sulla salute, che vedono la provincia di Rieti arretrare di 21 posizioni, mentre si tocca addirittura il fondo della classifica alla voce turismo, intrattenimento e cultura. Negli anni delle ricorrenze francescane il territorio sembra aver perso occasioni irripetibili. Lo stesso dicasi per il capoluogo, incapace di proporre un’offerta in grado di allargare gli orizzonti nonostante il traino (un po’ abusato) di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, che in effetti tocca Rieti solo in maniera molto marginale, al di là della propaganda e delle speculazioni politiche. Per una città che aspira a una dimensione universitaria, è una lacuna piuttosto grave.

A proposito di politica, in settimana a Palazzo di Città e dintorni si è vissuto un vero e proprio psicodramma. Tutto è cominciato quando, nel corso della seduta del Consiglio comunale di martedì, il presidente Claudio Valentini ha comunicato il passaggio a Forza Italia di Roberto Carlucci. Carlucci è uno dei dissidenti di Fratelli d’Italia che l’anno scorso ha dato vita al raggruppamento Fratelli di Rieti in aperto contrasto con il sindaco Sinibaldi, insieme allo stesso Valentini, a Emiliana Guadagnoli e a Sara Principessa, quest’ultima però rientrata dopo pochi giorni in FdI, dopo la precedente militanza nella Lega e l’elezione con la lista Agire. Dell’ingresso di Carlucci in Forza Italia né gli assessori Fabio Nobili e Giovanna Palomba né la consigliera Alberta Paris sapevano niente. La mossa ha quindi colto di sorpresa non solo gli amministratori forzisti (e questa è una cosa piuttosto singolare) ma tutto l’ambiente politico cittadino. Il ritorno di Carlucci in maggioranza non andava infatti rubricato come un semplice cambio di casacca, visto che sembrava aver modificato in maniera determinante i rapporti di forza all’interno del Consiglio comunale, puntellando la risicatissima maggioranza di cui dispone Sinibaldi.

Un nuovo colpo di scena era però dietro l’angolo. Il giorno successivo anche la consigliera Guadagnoli ha reso nota la sua adesione a Forza Italia, nel quadro di un’operazione evidentemente decisa a Roma che ha portato alla costituzione di un nuovo soggetto politico, frutto dell’alleanza tra la stessa Forza Italia e Federazione Civica, che a sua volta raccoglie Fratelli di Rieti, Udc e l’agguerritissimo (contro Sinibaldi) consigliere Antonio Emili.

La collaborazione tra Forza Italia e Federazione Civica aprirebbe scenari inediti, alla luce del comunicato congiunto con il quale i due movimenti hanno annunciato l’appoggio alla candidatura di Claudio Valentini a sindaco di Rieti nel 2027. La prospettiva è chiara: mollare definitivamente Sinibaldi quando si voterà fra meno di due anni, puntando sull’attuale presidente del Consiglio comunale. Nel frattempo resta però tutto da decifrare il percorso che seguirà la neonata formazione. Forza Italia è infatti uno dei tre pilastri che sorreggono l’attuale giunta, insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia. Gli scissionisti di Fratelli di Rieti hanno lasciato un anno fa FdI proprio per non sostenere più l’attuale primo cittadino. Se continuasse l’ostracismo nei suoi confronti, verrebbero quindi meno i numeri per governare, prima ancora che il patto politico che con sempre maggiore difficoltà garantisce la sopravvivenza dell’esecutivo cittadino, costretto da tempo ad appoggiarsi ai voti di due consiglieri eletti con l’opposizione.

Al contrario, se i neoacquisti ricominciassero a votare i provvedimenti portati in Consiglio dal sindaco, ci troveremmo di fronte a una drastica inversione di rotta rispetto alle loro stesse decisioni prese in quest’ultimo scorcio di consiliatura, con la prospettiva di un’ulteriore sterzata al prossimo appuntamento elettorale dove Sinibaldi arriverebbe senza l’appoggio di una parte degli alleati.

La questione era talmente grossa che giovedì un terremoto ha scosso Forza Italia alle fondamenta. Con un’iniziativa senza precedenti, il gruppo consiliare e la segreteria provinciale del partito hanno sfiduciato il segretario provinciale Emanuele Fagiani, reo di aver gestito in solitaria l’ingresso dei due nuovi consiglieri ma, soprattutto, di aver deciso l’alleanza con la squadra a sostegno di Valentini. Dal canto loro, gli assessori forzisti hanno ribadito fedeltà al sindaco e alla linea politica tracciata a seguito delle elezioni del 2022. Alla fine, ieri il gruppo di Forza Italia ha respinto l’adesione di Carlucci e Guadagnoli per motivi procedurali, eleggendo come nuovo capogruppo Alberta Paris.

Ovviamente la partita è tutt’altro che chiusa. La città osserva con un misto di curiosità e smarrimento, mentre i partiti si interrogano su dove porterà questa ulteriore crisetta nella sempre più instabile maggioranza al potere da quasi tre anni e mezzo.

 

23-11-2025

 

 

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