I militanti delle comunità identitarie reatine hanno gettato nel fiume velino delle rose rosse in ricordo della tudentessa italiana, istriana di un villaggio nel comune di Visignano, uccisa dai partigiani
jugoslavi nei pressi della foiba di Villa Surani, dopo essere stata più volte violentata e torturata dai titini.
Aveva 23 anni, e la colpa di essere italiana.
Il 9 dicembre 2005 è stata insignita della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria.
Il ricordo della giovane italiana è stato anche un momento per testimoniare il sacrificio di tante donne vittime di violenza nel corso dei conflitti, ancora ai giorni nostri come stiamo purtroppo vedendo.
Dopo che per anni la sinistra italiana ha tentato di nascondere, svilire il sacrificio degli italiani di Fiume Istria e Dalmazia, oggi le attività del comitato 10 febbraio, l’istituzione del giorno del ricordo, stanno
riportando nella coscienza degli italiani un massacro che fu compiuto per odio etnico nei confronti di donne, uomini, preti, bambini colpevoli di essere italiani.
Alla cerimonia ha preso parte l’assessore Rositani in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Rieti, ed erano presenti le comunità identitarie che militano nella nostra provincia.
Chicco Costini Area Rieti



