Diretta dalla danzatrice e coreografa Claudia Cipitelli Gallotta la compagnia, che ha mutato negli anni il suo organico, ad oggi è composta dalle danzatrici Valeria Petrongari e Martina Santarelli, e si avvale di diverse collaborazioni e di progetti culturali che abbracciano realtà artistiche del territorio, e non solo.
Il progetto Chiasmi Lab, fondato per dare spazio ad una ricerca
espressiva radicata nell’ uso del corpo e nell’ impatto visivo di atmosfere surreali, ha l’intento di esplorare il confine sottile tra movimento, immaginazione e vita quotidiana, portando sul palco un linguaggio che intreccia armoniosamente danza, teatro e suggestioni oniriche. Sono questi gli ingredienti dell’ ultimo lavoro della Compagnia, dal titolo ” Il sogno di Adam”, progetto inserito all’Interno del Festival dei Corpi Sociali” guidato dal Teatro Rigodon, ha previsto tre repliche nelle serate del 22, 23 e 24 agosto 2025. Lo Spettacolo ha interessato per l’occasione tre diverse location, rispettivamente: la splendida cornice degli antichi lavatoi del pittoresco borgo di Posticciola, in provincia di Rieti, l’interno della suggestiva abbazia benedettina di San Salvatore Maggiore a Concerviano, per concludersi nella serata finale, sulla piazza del piccolo borgo medievale di Valle Cupola, in provincia di Rieti.
Lo spettacolo, che per l’occasione si è avvalso della preziosa collaborazione della performer Silvia Miluzzi, dell’ artista Greta Nobili, e dell’attore Germano Gentile, ha accompagnato lo spettatore attraverso un percorso onirico, nelle dimensioni dei tre mondi: l’inferno, il purgatorio, il paradiso.
Nasce cosi’, un viaggio visionario, che non segue la logica lineare della narrazione, ma quella più intima e perturbante di Adam, il protagonista, che si muove tra luci, ombre e apparizioni, risvegliandosi poi nuovamente nel purgatorio: metafora di una quotidianità sospesa.
Chiasmi Lab conferma ancora una volta, la sua vocazione a creare esperienze capaci di portare il pubblico oltre il visibile, in quello spazio fragile e poetico, che solo il teatro danza sa evocare.



