Giugno 2021

VUOI ANCHE TU SCRIVERE IL FUTURO? DAI LA TUA CONFERMA

città, politica

 

Vieni venerdì 18 giugno alle ore 17,30 a le Tre Porte? Per scrivere insieme il manifesto dell’economia sociale e civile   della comunità di Rieti lavoriamo insieme per proposte comuni e concrete per uno sviluppo armonico ed equo del nostro territorio, perchè diventi attraente, accogliente e ricco di relazioni economiche e culturali per tutti 

Lo scenario delle opportunità, alle quali intendiamo proporre la partecipazione attiva della rete delle esperienze di economia sociale e civile, si compone delle seguenti iniziative:

·         Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR- Recovery Fund- che ha creato notevoli aspettative e, soprattutto una grande mobilitazione a tutti i livelli, anche delle istituzioni del nostro territorio, articolato su sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute;

·         Contratto Istituzionale di Sviluppo Cratere Centro Italia, che, con una dotazione di circa 120 milioni di euro e con la prospettiva di ulteriori aumenti di fondi, sosterrà nei comuni del nostro cratere sismico 5 aree di intervento: ambiente e risorse naturali, cultura e turismo, trasporti e mobilità, riqualificazione urbana, infrastrutture sociali;

·         Accordo di Programma Quadro per l’Area Interna dei Monti Reatini appena firmato e approvato.

Viviamo e lavoriamo insieme sul territorio, animiamo le collettività locali dell’area di Rieti, valorizziamo le nostre risorse naturali, culturali e umane, operiamo perché lo sviluppo sia più equilibrato, giusto, inclusivo e sostenibile.

Riteniamo che queste opportunità per essere efficaci, devono essere coerenti con le indicazioni e gli orientamenti del Green Deal Europeo e del pacchetto di strategie, in esso incluso: Farm to Fork, Strategia sulla Biodiversità per il 2030 e Azione Climatica, nonché, dal Regolamento relativo al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e dalla Riforma della Politica di Coesione 2021-2027.

Riteniamo che il nostro approccio territoriale allo sviluppo sia il solo in grado di correggere i limiti dell’approccio settoriale corrente e siamo orgogliosi di dimostrarlo nelle nostre esperienze.

Per tali motivi riteniamo che venerdì sia un’occasione di confronto e di lavoro comune che ha i seguenti obiettivi:

1.      elaborare un Manifesto dell’economia sociale e civile da presentare alle diverse istanze istituzionali che gestiscono la pianificazione e la programmazione delle opportunità succitate;

2.      condividere strategie per rafforzare le nuove economie territoriali integrate e le nuove forme di creazione di valore, in corso di realizzazione (biodistretti, gas, filiera corta, eco-tur ismo, inserimento lavorativo di gruppi svantaggiati, ecc.) fondate sia su relazioni di prossimità sia sulla valorizzazione, salvaguardia e riproduzione del patrimonio delle risorse territoriali (naturali, ambientali, paesaggistiche, insediative e socio-culturali) che sono gli elementi costitutivi dell’identità locale di un particolare luogo;

3.      co-progettare programmi di azione secondo criteri di multisettorialità e multifunzionalità, configurando una crescita di autonomia dei sistemi produttivi locali rispetto alla crescente dipendenza da approvvigionamenti esterni;

4.      definire le modalità organizzative di funzionamento della rete dei soggetti e individuare i “portavoce” che svolgono funzioni di raccordo tra i componenti e tra questi e le istituzioni delle iniziative identificate.

 

In particolare, il nostro valore e i nostri elementi comuni, di un universo di diverse esperienze, è che sappiamo superare i limiti e risolvere i problemi causati:

·         Dalle politiche agricole ed economiche, che non investono abbastanza sul territorio e che non valorizzano abbastanza l’agricoltura biologica, le produzioni locali, il consumo di prossimità, le risorse naturali, sociali, economiche e culturali locali, l’energia pulita e gli altri apporti innovativi delle nostre buone esperienze;

·         dall’inurbamento, dalle emergenze derivanti da disastri naturali e dell’abbandono delle campagne, cercando nuovi equilibri tra lo sviluppo urbano e quello rurale; tra tempi di vita e di lavoro;

·         dalla mancanza diffusa di partecipazione e dalla deresponsabilizzazione, offrendo molte occasioni di dialogo tra tutti gli attori economici e sociali, anche quelli generalmente meno ascoltati, sulle cose concrete da fare per rispondere meglio ai bisogni ritenuti prioritari delle persone e della collettività;

·         dalla frammentazione delle pratiche, facendo lavorare assieme i diversi settori e le diverse professioni per trovare risposte e strumenti capaci di risolvere i problemi complessi dell’agricoltura e dello sviluppo, in particolare quelli della povertà, della disoccupazione, dell’esclusione, della discriminazione, della violenza e del degrado ambientale;

·         dalla frammentazione dei finanziamenti, destinandoli non a pioggia, ma a piani integrati di sviluppo territoriale di medio periodo in cui ogni settore può essere finanziato solo se opera in modo complementare e sinergico con tutti gli altri;

·         dalla dispersione delle risorse umane ed economiche, concentrando l’attenzione sulle priorità identificate discutendo tra tutti e facendo convergere verso gli obiettivi prioritari le azioni dei diversi attori per il bene comune;

·         dalla burocratizzazione, adottando procedure che evitano le barriere tradizionali tecniche e finanziarie, aiutano chi ne ha bisogno a operare in modo efficace e trasparente, consentono l’accesso alle risorse anche ai soggetti tradizionalmente esclusi e adottano metodi di valutazione rigorosa che non servono a bloccare le attività, ma ad aiutarle a essere più efficaci ed efficienti;

·         dal pericolo della sfiducia della gente nella politica, mostrando che le istituzioni possono lavorare insieme con gli attori sociali e appartengono effettivamente alla popolazione.

 

In questo senso, sono già in moto iniziative che potremmo definire, segnali di futuro, che indicano l’esigenza di abbinare, all’intraprendenza delle comunità, una nuova stagione di investimenti in un welfare produttivo a matrice comunitaria che parte dalla coesione sociale e tiene insieme impresa, patrimonio territoriale e cultura:

 

ü  prima della recente legge regionale, sono partiti dei processi per la creazione dei biodistretti; lo scorso 9 giugno è nato il comitato promotore del biodistretto Terra Viva nell’ Alta Valle del Velino, in Sabina sono in movimento da tempo ed è partita anche la promozione del biodistretto Montagna Reatina, prefigurando un’innovazione assoluta della gestione territoriale con un ruolo innovativo, nello spettro merceologico, dei settori che concorrono alla valorizzazione del patrimonio territoriale come bene comune: la filiera agricoltura- artigianato-cultura-turismo; la produzione energetica locale da fonti rinnovabili; i settori relativi alla sicurezza idrogeologica, all’antisismica, alla produzione di servizi ecosistemici;

alle infrastrutture della mobilità dolce; alla bioedilizia, alla riqualificazione e rigenerazione urbana e alla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;

ü  3 GAL (Gruppi di azione locale), rispettivamente Sabino, Salto Cicolano e Vette Reatine hanno messo a disposizione circa 5 milioni di euro in più, ognuno, per realizzare processi di miglioramento tecnico-organizzativo e di valorizzazione di filiere produttive nei territori di competenza;

ü  Il Commissario Straordinario per il Sisma ha siglato nei primi mesi di quest’anno un protocollo d’intesa con la Fondazione MAXXI per l’ideazione e l’elaborazione di progetti di riqualificazione e di rigenerazione territoriale di aree, borghi e spazi pubblici a maggior rischio di marginalità, anche tramite processi partecipativi, e un accordo quadro di partenariato con Cittadinanzattiva e Action Aid per il progetto “percorsi di partecipazione comunitaria per la ricostruzione”

ü  Recentemente un bando della regione per la promozione turistica ha portato all’unione di più di 50 Comuni e più di 200 attori privati. Ci sarà da aspettare la graduatoria, ma intanto è un bel dato di fatto che ci sia stato l’impegno di tutti questi attori ad unirsi in un’associazione pubblico/privata per uno scopo comune

ü  Enti pubblici e Chiesa, insieme agli amministratori locali, stanno disegnando per Greccio 2023 una prospettiva internazionale importante.

 

In tutto questo, e molto altro, ci dovremmo essere tutti noi, che viviamo qui, tanti, portatori di un patrimonio enorme e pluriennale di esperienze, di fatti, di costruzione di una comunità solidale e operatori di economia sociale e civile. Siamo i soggetti attivi dello sviluppo locale del nostro territorio, insostituibili, quelli presenti e che fanno “atterrare” la concretezza del fare. Adesso c’è bisogno di non andare in ordine sparso, vogliamo valorizzare le competenze che qui esistono e che si sono maturate sul terreno, dimostrare quello che sappiamo fare tutti insieme, davvero senza lasciare indietro nessuno e senza escludere nessuno. E’ impegnativo, ma si può fare. Vogliamo proporre di avere responsabilità condivise nelle cabine di regia che ci riguardano in quanto persone e abitanti di queste terre, dove si fanno i piani, si stabiliscono i budget, si assegnano le risorse, si valutano gli impatti e i risultati in termini di dinamismo economico e sociale. Vogliamo che si ascoltino le proposte di “un mondo diverso possibile” e che si assegni una parte delle risorse e chi dimostra o si impegna per il bene comune.

In questo quadro di opportunità e “segnali”, proponiamo un incontro “tra pari”, dove non ci sono promotori e invitati, per scrivere insieme il manifesto dell’economia civile e sociale della provincia di Rieti e attivare un impegno comune di progettazione concreta, da portare poi in tutte le sedi opportune. Non c’è nessuno che convoca, è lo spazio de Le Tre Porte, nato come spazio della comunità, officina territoriale, che apre queste porte.

 

VENERDì 18 GIUGNO, ALLE 17,30, A LE TRE PORTE, VIA DELLA VERDURA 21-25, RIETI

 

Per cortesia confermate la vostra presenza a letreporte@campagnasabina.it o al numero 353 4083619 (anche whatsapp) per permetterci di rispettare le limitazioni numeriche legate alle norme COVID in atto.

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