Giugno 2021

VIVERE CON CONSAPEVOLEZZA: ESEMPI VIRTUOSI

L’eredità del lockdown

ambiente, salute, società

Alessandra cammina… dice che la fa star bene, la fa sentire parte della natura, condividendo con altri il rispetto per l’ambiente. “Cammina, conosci, custodisci” è l’iniziativa dell’associazione ‘Con Francesco nella Valle’  un po' gita e un po' miracolo: si raggiungono i luoghi dello spirito in gruppo con guanti e sacchi della spazzatura, per pulire dai rifiuti la tappa e rendere il Cammino di Francesco più accogliente (domenica 6 giugno da Contigliano a Greccio, domenica 20 giugno da Cantalice a Poggio Bustone).

Francesca pratica il foraging e mentre percorre i sentieri del Cicolano, raccoglie erbe e infiorescenze edibili selvatiche: un po’ botanica un po’ strega, a volte mette alla prova le sue amiche nell’identificare il proprio bottino vegetale.

Donne consapevoli, qualche volta fuori dal coro, additate per scelte giudicate un po’ troppo rigide, come nel caso di Catiuscia che ha deciso di utilizzare un’alimentazione sana come terapia: fai del cibo la tua medicina. “Il cibo ti accompagna ogni giorno e se tutti i giorni ingurgiti elementi sbagliati stai male. E’ la consapevolezza che stare nel mondo non può prescindere dall’amore e dal rispetto per l’ambiente. In famiglia non utilizziamo alimenti in barattolo (se non pomodori pelati) altrimenti nulla di preparato a livello industriale. Se imparassimo a leggere le etichette scopriremmo il gran numero e la ‘qualità’ dei conservanti presenti, destinati ad accumularsi nel nostro corpo e in quello dei nostri figli. Per i cibi freschi poi è importante saper riconoscere la filiera: non basta acquistare verdura se non sai da quale terra provenga e quanti pesticidi siano stati impiegati per ottenerla.  La carne, nella giusta quantità, può far bene o male, dipende se abbiano o meno usato antibiotici. Occorre veramente conoscere la storia di un prodotto prima di acquistarlo, fortunatamente abbiamo una zona che ancora ci permette varietà e  qualità.” Si avvicina il cameriere chiede cosa vorremmo consumare, propongo una spremuta d’arancia (spero di fare bella figura) ma la mia ospite lo incalza “Di dove sono le arance?” Il ragazzo balbetta “Fresche, le hanno scaricate questa mattina” “Sì, ma da dove? Sono biologiche? Non ne conoscete la provenienza?” Lei ha perfettamente ragione nel voler capire cosa berrà a breve, ma l’impatto credo non sia sempre essere positivo. “E’ così. A volte non comprendono me e mio marito, ci prendono in giro bonariamente, ci accusano di essere inflessibili. Eppure, in questa ricerca, abbiamo scoperto un mondo di alternative come la quinoa, ricca di fibre, amminoacidi, minerali, proteine o il topinambour una rapa tedesca ma spontanea anche nella nostra zona: due alimenti adatti per una dieta, ad esempio, priva di glutine che noi in famiglia seguiamo per brevi periodi con l’obiettivo di disintossicarci: la nostra vita è migliore in quei giorni. Non è il glutine a far male, è la supermolecola che hanno voluto generare ad avere ripercussioni persino sul sistema neurologico.” Facile a dirsi, magari per due adulti, ma come si fa a convincere un bambino a non farsi tentare da ciò che mangiano i suoi compagni? “A volte siamo noi genitori a non educarli al cibo sano. Perché un bambino non dovrebbe amare le carote che sono dolcissime? I piselli frullati come condimento alla pasta, mantecata con il parmigiano, perché no? Mangia il cuore dell’insalata come fosse uno snack ed ascolta i nostri discorsi conoscendo da tempo le virtù di ogni alimento. A lui ovviamente qualche eccezione è concessa ma, per quanto possibile, tenendo conto della qualità: è una nostra responsabilità nei riguardi della sua salute.”

Il lockdown ha impresso un’accelerazione d’uso ad un termine come ‘wellness’, una filosofia di vita che mette al centro il benessere della persona “A distanza di un anno da quei giorni, io credo che abbiamo avuto una terribile ma utilissima esperienza di insegnamento - spiega Paola - E se non l’abbiamo colta siamo proprio “di coccio”. Se siamo diventati più digitali utilizzando Meet, Zoom, e tutte le altre piattaforme con cui si organizzano riunioni e lezioni, se utilizziamo di più lo Spid, ossia l’identità digitale, o la firma digitale, se acquistiamo di più online non solo da Amazon ma anche dal piccolo negozio che con la pandemia ha scoperto le opportunità dell’e-commerce, sarebbe veramente riduttivo se avessimo imparato solo l’utilizzo di tecnologie nuove senza averle apprese come strumenti per riprogettare alcune parti della nostra vita a vantaggio nostro e del pianeta. Quanti chilometri di spostamenti inutili risparmiati, quanta benzina non consumata, quanta Co2 non prodotta, quanto tempo guadagnato per noi stessi e per i nostri cari. Meglio 4 ore al giorno di “pendolarismo” per lavorare 6-8 ore a 100 chilometri di distanza o magari un mix intelligente tra smart working e lavoro in presenza per poi dedicare le ore risparmiate alla cura della propria salute fisica e mentale e prendersi un aperitivo con le amiche? Ora che stiamo uscendo dal periodo più difficile e stiamo recuperando lucidità è ora di riprogrammare la nostra vita in senso sostenibile, intendendolo come concetto molto ampio che va dall’equilibrio del nostro essere alla salute dell’ambiente. Ecco quindi che fare il pane con la pasta madre diventa un’abitudine anche fuori dall’emergenza Covid perché ora sappiamo come tagliare i rami secchi rappresentati dalle ore sprecate in attività inutili, ecco quindi che questo essere diventati più digitali ci ha reso facile scaricare app di riduzione degli sprechi alimentari come “Too good to go” che già da un po’ giravano senza troppo seguito, ma che in questi ultimi mesi hanno conquistato anche i più restii, ecco ancora che aver subito la costrizione di rimanere in casa ci restituisce la soddisfazione di camminare di più all’aria aperta, evitando di prendere l’auto per fare qualunque cosa, anche a pochi metri da casa. Se tutto questo riuscirà a trasformarsi nelle nuove abitudini, allora avremo vinto noi e l’ambiente in cui viviamo e che negli ultimi decenni abbiamo danneggiato così tanto da farlo rivoltare contro di noi”.

 

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