Aprile 2019

TUTTO HA UN INIZIO E UNA FINE

società

(di Lucio Boldrin) ... ed è giunto anche me per il momento si salutarvi e affido alle pagine di FORMAT questo mio saluto a tutti voi, un mezzo, una preziosa e costante occasione che per molti anni è stato uno strumento di unione tra me e Rieti: la  città che ho amato di più e che di più mi rimarrà nel cuore.

Questo è anche il mio ultimo articolo per questo giornale, dato che fra pochi mesi lascerò Roma. Non so ancora dove i superiori mi chiederanno di andare e dato che in tutta la nostra  Provincia Stimmatina del Nord, sono rimaste solo quattro parrocchie, Trento, Milano, Parma e Roma, non sarò neppure più parroco.

Ogni trasferimento è doloroso... è strappare una parte di me e di cuore e prima che cicatrizzi si vuole tempo e quindi per un certo periodo ho deciso di staccare la presa dai social e probabilmente, da fine estate, cambierò anche il numero di cellulare. Scusatemi... ma, il silenzio, in certi momenti è la cosa migliore. 

Era l’agosto del 1984 quando venni a Rieti. Arrivai col cuore gonfio di dolore da Trento. Ma in pochi mesi la vostra città mi ha preso completamente: la parrocchia di Castelfranco e l’impegno con i ragazzi del convitto, che mi hanno portato a conoscere meglio la provincia reatina,  entrarono con prepotenza nella mia vita, assieme ai ragazzi/e e famiglie de “le Villette” e l’incontro con gli amici dell’”ALCLI Giorgio e Silvia”, per non uscirvi più. Dopo due anni, altro strappo doloroso, con la chiusura del convitto e trasferimento a Gemona del Friuli e dopo due anni rieccomi nel Lazio come vice parroco nell’attuale parrocchia. Un’esperienza bellissima e formativa fino al 1992... e quindi nuovamente a Rieti, come parroco della chiesa di San Giovanni Battista”. Sei anni, fino al 1998, splendidi e irripetibili: parroco di una comunità gioiosa e collaboratrice di giovani e adulti insieme per le feste di carnevale, i capodanni, i tornei “dagli stimmatini”, ma anche momenti di confronto, di crescita e vera comunione spirituale. Senza dimenticare le "partite del cuore", segno del grande cuore di reatini. L’impegno affidatomi da mons. Giuseppe Molinari quale responsabile della pastorale giovanile diocesana e l’impegno comunale quale trait-d’union tra esigenze dei giovani e le risposte istituzionali. Impegno deciso dal vescovo e il sindaco Antonio Cicchetti, in un momento delicato, segnato per la nostra città da un forte disagio giovanile espresso anche ad alcuni suicidi di giovani che porto ancora nel cuore. La collaborazione col “Il Messaggero”, RTR, il Rieti Calcio e l’ALCLI... fino alla costruzione della nuova chiesa di Campolaniano. Un quartiere in crescita, ma nel quale ho convissuto troppo poco, solo da novembre a settembre. Poi arrivarono i giorni della mia partenza da Rieti per Parma che coincisero con la morte di Lucio Battisti. Cosa che creò un piccolo fraintendimento con mons. Delio Lucarelli il quale, non sapendo della morte del cantautore e vedendo le locandine nelle edicole dei giornali che dicevano “Lucio, non dimenticheremo mai”, pensava che fosse stata una mia azione per evitare il trasferimento.
Poi tutto chiarito. Da Parma nel 2003 eccomi nuovamente nel Lazio come parroco a Roma. La vicinanza col capoluogo sabino mi ha dato la possibilità di rivedere e riabbracciare tanti amici reatini e, fino che mi è stato possibile, venire a Rieti per pomeriggi di incontro e crescita con l’ “ALCLI”, condividere momenti di gioia, per battesimi matrimoni, e di dolore a causa di qualche perdita.
Un contatto con voi attraverso le pagine di questo giornale e Radio Onda Verde, con il breve ciclo di trasmissioni assieme a Stefania Santoprete, che non smetterò mai di ringraziare, e Maurizio Festuccia per l'amicizia nata e cresciuta nel tempo e l’opportunità che mi si offriva per continuare ad avere un contatto diretto con l'intera collettività reatina, anche grazie al programma “Le ragioni del Cuore”.

Grazie di cuore a tutti. Nessun nome, ma un sincero ringraziamento per tutto e a tutti, anche a quelle persone con cui non c'è mai stato un vero e proprio feeling o si sono avuti momenti di contrasto, perché siete le persone che maggiormente mi hanno aiutato a crescere come uomo e prete.

Permettetemi un saluto particolare agli amici di Amatrice ed Accumoli, ai quali auguro una rapida ripresa alla vita.

Un saluto a tutti e vicino con la mia preghiera con la speranza che le varie istituzioni politiche abbiano da impegnarsi seriamente, e veramente, perché Rieti non abbia da morire soffocata da parole e false promesse, ma che possa riprendersi pienamente  culturalmente ed economicamente e ad avere quanto merita: il lavoro come dignità delle persone. E, affinché i giovani non continuino a svuotare la città, il superamento di un evidente isolamento causato dalla mancanza di infrastrutture adeguate, oltre ad un rilancio a livello turistico delle perle che Rieti possiede da secoli.

Ciao grandi, e grazie di tutto!

Lucio, arrivederci!

Chissà perché quando la Vita ci mette al fianco di persone piene di Luce, pensiamo che le stesse siano destinate a rimanere per sempre. Da Lucio ci separava una Rieti-Roma certamente non facile, eppure lui l’ha percorsa con il sorriso sulle labbra e carico di doni per tanti lunedì, quelli appunto passati con Stefania Santoprete nella conduzione de ‘Le ragioni del cuore’. Non è facile affrontare i temi della quotidianità accanto ad un sacerdote, si rischia di sapere da subito quale sarà la posizione che difenderà e quale quella che contrasterà. Con Lucio non è mai stato così, sia in radio che attraverso queste pagine, ha sempre lasciato trasparire una profonda conoscenza dell’animo umano e dei suoi turbamenti, delle debolezze e delle angosce dei figli di questa epoca. Il suo sguardo mai scontato ma pieno di comprensione ed accoglienza ha avuto il pregio di costituire ricchezza per noi, che siamo stati al suo fianco e conserveremo per sempre l’affetto che ci unisce, e di essere terreno di crescita per le riflessioni che ha provocato. L’importante è porsi le domande giuste ed in questo Lucio è maestro. Non sarà certo un’altra città o un’altra realtà a dividerci, speriamo solo che la ricchezza portata in dono divenga anche altrove seme di rinascita per molti. Ma una lacrima scende nostro malgrado…

La redazione

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