Febbraio 2021

NPC

TUTTO ANCORA DA DECIDERE

basket

di Luigi Ricci -“Del doman non v’è certezza” diceva Lorenzo il Magnifico verso la fine del 1400: forse aveva già avuto una visione dello scenario del Covid-19, vero arbitro dei destini di tutto, incluso lo sport. Come nel caso dell’attesa visita di Ferrara in casa della Kienergia Npc. Gli emiliani, dopo avere effettuato venerdì i tamponi, risultati negativi, sono partiti il sabato per Rieti, dove però un giocatore ha accusato la febbre in albergo. Effettuati ulteriori tamponi, il verdetto: 7 giocatori e un membro dello staff positivi al Covid 19, tutti asintomatici. Una vera fortuna perché se quel giocatore non avesse accusato la febbre il sabato sera, il giorno dopo si sarebbe giocato e anche gli atleti reatini avrebbero potuto essere contagiati.

Dunque protocolli non del tutto sicuri, senza contare che i positivi devono restare in isolamento 10 giorni e poi ripetere i test fin quando non tornano positivi, e che su tale aspetto domina la massima incertezza poiché, tanto per citare un giocatore assai noto a Rieti, l’ex Nuova Sebastiani dei tempi di Papalia, Guido Rosselli, ora a Verona, è tornato negativo dopo ben 41 giorni: un ulteriore dato che fornisce l’indicazione di quanto possano essere soggetti alla fortuna i risultati di una squadra che, tra l’altro, se avesse 4 giocatori positivi, non importa quali, potrebbe comunque disputare una gara di campionato  perché si può andare in campo se sono disponibili almeno 6 giocatori negativi, pure in questo caso non importa quali. Quindi il risultato di una stagione per una squadra può dipendere da se e in quale fase della stagione può colpirla il virus e in che misura. Immaginarsi se un fatto del genere capitasse nella fase cruciale della stagione: stravolgerebbe promozioni e salvezze. Meglio non pensarci.

Ciò premesso, e facendo i dovuti scongiuri, fino a ieri le non poche assenze di giocatori in casa Npc sono dipese solo da infortuni, ai quali si sono aggiunte la lunga crisi personale di Dalton Pepper, colpito dalla perdita del padre senza averlo potuto salutare un’ultima volta poiché questa maledetta pandemia non consentiva di fare un viaggio lampo in patria, nonché la scoperta di qualche lacuna tecnica e caratteriale di Taylor. Senza contare che, quando s’è meditato di tagliare Pepper, si è scoperto che, per una clamorosa e collettiva svista, il suo status di cittadino italiano - uno dei motivi per cui era stato scelto poiché permetteva di risparmiare uno dei due visti per extracomunitari concessi dai regolamenti - era incompleto. Quindi, secondo visto inutilizzabile, Jazzmarr Ferguson, pronto a sostituirlo, è rimasto a Cipro, e mercato dei tagli ristrettissimo a pressoché nessuna alternativa. Per fortuna nel frattempo Pepper ha lanciato segnali di ripresa, Taylor ci ha messo un po’ più di impegno e così, prima dello stop di Ferrara, la Npc ha castigato due regine del campionato - Scafati e poi Napoli in casa propria - ha riaperto una crisi che pareva chiusa perdendo a Rieti con Ravenna difendendo come mio nonno in carrozzina, salvo poi confezionare un capolavoro a Pistoia, sorretta dall’asse Stefanelli, Sanguinetti, De Laurentiis, vero ago della bilancia della squadra, facendo dimenticare precedenti sconfitte interne, altri passi falsi, nonché l’obbrobriosa gara persa in casa della Stella Azzurra, fanalino di coda. Purtroppo la verifica con Ferrara se la crisi fosse alle spalle è saltata. Tutto rimandato alla successiva infrasettimanale a San Severo, andandoci riposati dalla pausa forzata, e alla visita dell’Eurobasket, squadra sorpresa del girone. Quando leggerete, già saprete com’è andata.

da Format gen/feb 2021

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