a cura di Massimo Palozzi

Luglio 2022

IL DOMENICALE

TRA POLEMICHE E MALUMORI NASCE LA GIUNTA SINIBALDI

amministrazione, elezioni, politica


di Massimo Palozzi - Comincia con un paio di grossi inciampi l’avventura della nuova giunta comunale di Rieti. Dopo quindici giorni di trattative, il neosindaco Daniele Sinibaldi mercoledì ha firmato i decreti di nomina degli assessori. Nove in tutto, uno in più della precedente giunta guidata da Antonio Cicchetti, con quattro donne e cinque uomini.
Il rispetto delle 
quote rosa è stata una delle principali difficoltà nella composizione dell’esecutivo, che alla fine rispecchia in maniera coerente l’esito del voto del 12 giugno. Non tutto però è filato liscio, con polemiche e malumori legati soprattutto all’investitura di Letizia Rosati, Chiara Mestichelli e Andrea Sebastiani.
La parte del leone l’ha fatta ovviamente Fratelli d’Italia, che oltre al sindaco porta a casa il presidente del Consiglio insieme a due assessorati con deleghe molto pesanti. A Claudia Chiarinelli sono stati infatti affidati i Progetti del Pnrr, lo Sviluppo economico e i Lavori pubblici, mentre a Giovanni Rositani è toccata l’Urbanistica, il Centro storico e la Valorizzazione dell’identità locale (qualunque cosa significhi). L’assessorato che fu di Antonio Emili è stato dunque spacchettato per evitare di concentrare nella stessa persona la titolarità su materie fondamentali come Urbanistica e Lavori pubblici.
Difficile dire se sia stata una scelta oculata, anche tenendo conto del fatto che l’Urbanistica è andata alla Chiarinelli, già titolare dell’altra delicatissima delega allo Sviluppo economico. Settore a sua volta separato dal Turismo (appannaggio della Mestichelli), a valle di un percorso politicamente significativo. Nella scorsa consiliatura, Attività produttive e Turismo erano  infatti entrambe di competenza del neosindaco Sinibaldi: averle divise sembra quasi l’ammissione di un fallimento nella loro gestione congiunta.
La Lega, piazzatasi al secondo posto tra le preferenze dei reatini, conferma invece Oreste De Santis al Personale, con in più la Polizia locale che fu di Onorina Domeniconi, e si prende con il neoacquisto Giuliano Sanesi Sostenibilità ambientale, Rinnovabili e Agricoltura (per l’ex presidente del Consiglio comunale si tratta di un ritorno in grande stile sotto le insegne del Carroccio, dopo i fasti degli anni passati con Forza Italia).  I berlusconiani, quarti per numero di voti dopo il Pd, conquistano anche loro due assessorati, mantenendo Giovanna Palomba alle Politiche sociali, Salute pubblica e Pari opportunità. A lei si affianca il recordman di preferenze Fabio Nobili, nuovo titolare di Manutenzione, Decoro urbano e Frazioni. Quest’ultima è una delega di nuova introduzione, la cui necessità era stata fortemente avvertita durante la precedente consiliatura per il ruolo non sempre di primo piano riservato alle zone periferiche del capoluogo.
Gli altri tre assessorati sono stati assegnati ad altrettanti esponenti di liste civiche. La cruciale delega a Bilancio e Patrimonio passa ad Andrea Sebastiani, eletto con Moderati per Rieti. La decisione suona per certi versi sorprendente, vista la forte opposizione che Sebastiani ha condotto contro la giunta Cicchetti (di cui Sinibaldi era il vice) dopo essere stato eletto nel 2017 tra le fila della maggioranza in una civica, per poi transitare nella Lega ed esserne infine espulso. La cosa ha dato particolarmente fastidio all’ex assessore a Urbanistica e Lavori pubblici Antonio Emili, che nel lamentare l’esclusione dal nuovo esecutivo (pur essendo l’unico eletto della lista #Iocisto) ha evidenziato proprio la scarsa congruenza di una scelta tesa a premiare un “avversario”, invece di un fedele collaboratore. Ma si sa, la politica spesso segue dinamiche all’apparenza oscure.
Cultura, Scuola e Università vanno invece a Letizia Rosati, sempre di #Iocisto, che raccoglie l’eredità di Gianfranco Formichetti dopo essere stata consigliera delegata alla Scuola nella precedente consiliatura.
Un’esperienza segnata tra l’altro da roventi polemiche quando nel 2019 si espresse in termini assolutamente censurabili sull’eventualità che Rieti ospitasse il Lazio Pride e che oggi la stessa comunità Lgbt+ non manca di ricordare chiedendo al sindaco di prendere le distanze. Sulla stessa linea le opposizioni, Pd, Rieti Città futura e lo stesso Simone Petrangeli in testa, già sulle barricate contro la nomina di un personaggio controverso per le sue posizioni omofobe mai rinnegate, per di più destinataria di deleghe da esercitare nel segno di politiche inclusive e non retrive come le dichiarazioni dell’epoca lasciano temere. Ovviamente, dal Municipio hanno fatto quadrato intorno alla Rosati, che si tiene stretta il posto dopo averlo strappato al compagno di lista Roberto Donati. L’altro grande escluso di questa infornata di nomine è proprio l’ex consigliere delegato allo Sport, a lungo in predicato di gestire il neoistituito assessorato e che invece è stato superato al fotofinish dalla Rosati (una bella nemesi per un ex velocista di successo). Donati non l’ha presa affatto bene e lo ha dichiarato senza mezzi termini. A bruciargli, l’aver preso parecchi voti in più della collega, 273 contro i 200 della professoressa, nonostante nessuno dei due sia stato eletto (l’unico a entrare in Consiglio per #Iocisto è infatti l’ex assessore Antonio Emili). Con un consigliere conquistato, alla lista spettava un solo assessore e contrariamente alla linea seguita per tutti gli altri partiti, la scelta di Sinibaldi è caduta sulla terza arrivata. Sicuramente per questioni di genere, ma anche in perfetta condivisione della base politico- culturale di entrambi. Come hanno pacatamente notato quelli di SìAmo Rieti, la formazione nata sull’onda del Lazio Pride dello scorso settembre (il cui capolista Domenico Di Cesare è stato per inciso il più votato dello schieramento progressista, benché non sia riuscito a prendere il seggio nell’aula Calcagnadoro), “con coerenza, le nomine sono conseguenza della schiacciante vittoria della destra locale”.
La polemica amarezza di Donati si è quindi riversata su Chiara Mestichelli, che oltre ad essere stata nominata vicesindaco con delega al Turismo, è pure la nuova titolare dello Sport. L’assessorato è stato ricostituito dopo che Cicchetti lo aveva eliminato cinque anni fa e l’ex atleta azzurro ha avuto parecchio da ridire sulle competenze in materia dell’avvocato eletta con la lista Agire, vicinissima al sindaco Sinibaldi, che per sé ha mantenuto le deleghe a Protezione civile, Transizione digitale e Società partecipate.
Lo sport a Rieti rappresenta in effetti un patrimonio prezioso da coltivare, ricordando le tante luci (ultime quelle accese la settimana scorsa dalla parata di stelle ai campionati italiani assoluti di atletica leggera) ma anche le molte ombre, di cui la grottesca gestione del Rieti Calcio e dello stadio Manlio Scopigno è solo la punta dell’iceberg. Tutto questo in un ambito nel quale sull’impiantistica c’è ancora molto da fare, in città come altrove: il Terminillo ne è un esempio paradigmatico, tra infrastrutture per lo sci e piscina coperta.
Rispetto alla giunta Cicchetti sono dunque tre le conferme. Oltre a Sinibaldi, restano Palomba (FI) e De Santis (Lega). Promossa da consigliere delegato Rosati (#Iocisto), mentre Claudio Valentini (FdI) trasloca alla presidenza del Consiglio. Per il resto facce (relativamente) nuove.
Novità di rilievo è sicuramente la nomina a vicesindaco di una donna, per di più all’esordio, anche se si tratta di un déjà vu (con Petrangeli nel quinquennio 2012-2017 ricoprì la carica Emanuela Pariboni).
Il nuovo Consiglio è stato convocato per giovedì prossimo, 7 luglio. Sarà l’occasione per vederlo nella sua composizione definitiva, considerando che gli assessori sono incompatibili con la carica di consigliere e quindi a loro subentreranno i primi dei non eletti nelle rispettive liste. Tra i grandi ritorni, la rediviva Lidia Nobili per Forza Italia, mentre nuovo presidente è stato designato l’assessore uscente al Bilancio Claudio Valentini di Fratelli d’Italia, la cui nomina sarà ratificata dall’assise nella sua prima riunione.
Sistemate le caselle da riempire e sedati i malumori degli esclusi più o meno eccellenti, adesso comincia il lavoro di governo di una città che presenta in negativo tutti i maggiori indici di benessere e sviluppo. Il 12 giugno i reatini hanno fatto una scelta netta, confermando la tradizione di centrodestra (più destra che centro, per la verità) degli ultimi 28 anni a parte la legislatura precedente a quella appena conclusa. Evidentemente le formule politiche e le ricette di governo della città sono state giudicate all’altezza o quantomeno preferibili alle altre proposte. Il che interroga nel profondo anche tutte le forze di opposizione che da domani dovranno farsi carico del ruolo altrettanto importante di controllo e stimolo dell’azione amministrativa.

03–07-2022

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