Dicembre 2018

TERME DI FONTE COTTORELLA

Un rinnovo come atto di sviluppo

città

Il 28 novembre 2019 scadrà il titolo di concessione per lo sfruttamento delle acque minerali Fonte Cottorella e la Regione sarà chiamata al rinnovo. I consiglieri della Lega Antonio Boncompagni, Andrea Sebastiani e Onorina Domeniconi (nel frattempo assessore), considerati gli atti amministrativi che si erano succeduti sulla vicenda sin dal 1009, avevano presentato ad ottobre scorso un’interrogazione urgente per conoscere le intenzioni in merito, considerando che l’atto deliberativo del rinnovo della concessione del 1989 aveva approvato un programma tecnico-finanziario per la realizzazione di un complesso di ‘pubblica utilità’ da realizzarsi nella sua interezza entro il termine di 4 anni dalla data di emanazione della delibera. “La questione è di particolare importanza - dicono -visto che il Comune di Rieti avrebbe diritto preferenziale di rilascio e che la realizzazione effettiva della Cittadella Termale concretizzerebbe a tutt’oggi una presenza qualificata nel territorio di cure sanitarie legate alla qualità terapeutiche delle Acque Cottorella, una dimensione ludico ricreativa sportiva per la collettività reatina, e un’opportunità occupazionale non trascurabile.”

A rispondere è l’assessore alle attività produttive Daniele Sinibaldi che, pur sottolineando come l’attuale amministrazione creda nel nostro patrimonio idrico, come occasione strategica di sviluppo nel campo medico e sanitario, nel comparto industriale con particolare riferimento alla farmaceutica, in campo energetico e turistico ricettivo con l’ambizione di veder sorgere un vero complesso termale alle porte delle città, non possieda purtroppo le risorse finanziarie per avanzare una richiesta di concessione.

“E’ evidente che il piano di sviluppo in questi anni si è limitato ad un parziale ampliamento dello stabilimento di imbottigliamento da parte della società Antiche Fonti Cottorella senza produrre pubblica utilità o valorizzazione del bene. Anni addietro ci si interrogò sulla possibilità che ciò avesse potuto costituire causa di decadenza e se il Comune  avesse potuto vantare diritti in favore della collettività o del Comune stesso. La possibilità risulta ampiamente esclusa, così come si evince dal parere legale reso all’allora assessore Boncompagni il 2 ottobre 2009. La gestione del rapporto concessorio spetta alla Regione escludendo al Comune la possibilità di intraprendere azioni amministrative o giudiziarie in tal senso.” La legge che regola le concessioni minerarie è del 1980 ed ha come oggetto ‘della cura e diligenza’ esclusivamente l’acqua, il Comune è chiamato a  esprimersi ma il suo parere non è vincolante. “Dalla Conferenza dei Servizi si è aperta la procedura per il rinnovo ed abbiamo inviato entro i termini, richiesta per alcune integrazioni: non risultava esserci una valutazione rispetto alle opere che dovevano essere realizzate, c’erano delle criticità rispetto alla diligenza con cui è stata espletata la concessione e abbiamo anche chiesto di capire quale fosse il valore economico della concessione per ipotizzare, nel caso, opere compensative per il territorio.”

In breve: il rinnovo di questa concessione può trasformarsi in un progetto di sviluppo per il territorio? La Regione potrebbe far sedere ad un tavolo Comune, azienda, i driver dello sviluppo presenti in un’area che rientra comunque nel cratere e ha molti benefici cui avvalersi? “L’area in cui insiste lo stabilimento è privata - puntualizza Sinibaldi - ma la concessione mineraria è ubicata lungo la direttrice di ingresso alla città di Rieti, in un’area strategicamente rilevante sia ai fini economico ambientale che turistico-ricettivo. Noi abbiamo due aree destinate urbanisticamente al parco termale, potremmo metterle sul piatto della bilancia nel caso appunto ci fosse una visione per il futuro, la solidità dell’investimento e l’intenzione da parte anche della Regione. A quest’ultima abbiamo espresso le nostre perplessità rispetto ad una procedura che non può avvenire d’ufficio ma deve essere appoggiata da una Conferenza dei Servizi in cui esprimere valutazioni e non attraverso atti scritti. Il livello d’interlocuzione che abbiamo cercato è politico, per questo continuiamo a chiedere dal mese di luglio un incontro con lo staff dell’assessore Manzella che si è detto finalmente disponibile ad ascoltare le nostre osservazioni. Non abbiamo assolutamente nulla contro una società che ben rappresenta una delle eccellenze del territorio, ha MOLTI dipendenti ed è sicuramente in buona salute, ma in tempi come questi non possiamo non interrogarci su quale possibilità di sviluppo della nostra zone potrebbe rappresentare tale rinnovo.”

E mentre Boncompagni (che da anni torna sull’argomento) così come la Cisal, rivendica la cittadella termale presentata nel programma tecnico finanziario con un investimento complessivo di 1.940.000.000 delle vecchie lire (palestra, ambulatori, sale conferenze e ristoro, piscina e impianti sportivi), l’amministrazione sarebbe pronta anche ad un ripensamento “Nell’89 probabilmente si credeva al parco termale - puntualizza il vice sindaco -  oggi potrebbe non essere più commercialmente valido, le prospettive potrebbero essere diverse. Vorremmo quindi capire se si intenda portare a termine quel cronoprogramma o si sia sostituito con un altro di cui non abbiamo notizie. Nostro obiettivo è che la Regione diventi coordinatore per un’azione di sviluppo basata sulla valorizzazione dell’area con conseguente indotto economico e occupazionale generato, se attrezzata con servizi adeguati e competitivi. Nel caso non fosse così sarebbe comunque un atto politico rilevante, a discapito del territorio. Al momento possiamo contare sull’appoggio di chi ben conosce ciò di cui si parla, l’assessore Di Berardino.”

 

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