Dicembre 2018

#ORGOGLIO REATINO

TANTI AUGURI DOM BEDOS ROUBO!

Quanti sogni rimasti sospesi...

città

Era l'8 dicembre del 2008 quando si inaugurò quello che può essere definito un vero e proprio tesoro: lo strumento di Rieti è infatti il lavoro d’organaria ed ebanisteria più elaborato mai costruito in Europa dopo la Rivoluzione Francese, per la cura delle sculture e la costruzione interamente manuale. 

Nel giorno dell’Immacolata del 2008 il cardinale Tarcisio Bertone benediceva lo strumento, nato dalla volontà di mons Luigi Bardotti di completare il recupero della grande chiesa – riaperta al culto nel 1999, dopo decenni di abbandono – dotandola di uno strumento adeguato.

Un’impresa, quella della costruzione dell’organo monumentale, che ha visto mons Bardotti, affiancato dal Comitato San Domenico, affidare il lavoro all’organaro Barthélemy Formentelli, artigiano che costruisce e restaura secondo le regole classiche dell’arte organaria. L’opera fu resa possibile grazie all’apporto finanziario in massima parte della Regione Lazio, con il contributo del Comune e della Provincia di Rieti, della Fondazione Varrone, della famiglia Begi e di piccole donazioni private. Ma è stato il lungo lavoro di mediazione, sensibilizzazione, coinvolgimento svolto da don Luigi a permettere a questo ambizioso progetto di vedere la luce.

Nel 2000 nasce l'idea: durante l'inaugurazione dell'organo giubilare presso Santa Maria degli Angeli in Roma, un gruppo di appassionati reatini, Sergio Colasanti, Alessandro Nisio, Giuliano Aguzzi, Filippo Tigli e l'interessatissimo Don Luigi Bardotti discutono di arte organaria con il M° Formentelli. Il Comitato aveva espresso piu' volte l'idea di dotare la Basilica di San Domenico di uno strumento degno del livello della chiesa restituita alla cittadinanza. Formentelli spiega i principi ispiratori dell'arte organaria, spiega come il suo lavoro sia ispirato strenuamente all'opera e ai dettami di Dom Bedos De Celles; attratti dall'idea di costruire un organo secondo i progetti dell'organaro-collaudatore-esperto settecentesco, nasce l'idea per un progetto ambizioso: unire uno dei progetti di Dom Bedos con una cassa d'organo spettacolare disegnata nella stessa epoca da Monsieur Roubo le Fils questo connubio non e' mai stato costruito in realtà. L'idea porterà  al capolavoro di oggi. 

Il Dom Bedos Roubo è un organo classico alla francese, con cinque tastiere e pedaliera di 30 tasti; ha 57 registri e 4054 canne, con positivo tergale, consolle a finestra nello stile dei organi storici della Francia. La pedaliera a leggio alla “francese”, come da originale Dom Bédos-Roubo, è alternabile con una pedaliera diritta alla tedesca, per agevolare l’esecuzione della letteratura europea più recente. La cassa monumentale dello strumento misura 13 metri. Le pale musicali, le basi delle torri, tutte le decorazioni fitomorfe, compresi i vasi di spezie che sormontano le torri sono scolpite e incise a mano dal mastro ebanista Sergio Bellani, su legno di cirmolo.

Lo strumento presenta le canne di “Trompette a bataille” poste in bella vista, in orizzontale, secondo la moda spagnola dell’epoca. Barthélemy Formentelli ha completato l’organo con accessori aggiuntivi come gli usignoli dal pastorale effetto, l’unione tra la seconda e terza tastiera ed il pedale, e la predisposizione per un futuro ulteriore registro di “Gran Cornetto” sul grand’organo. 

Per don Luigi era un sogno concretizzato, ma aveva ancora in serbo per questa 'creatura' un domani radioso. Lo stesso cardinale Tarcisio Bertone  nella propria omelia ribadì alcuni dei progetti a lui  cari   e che abbiamo visto sfumare con la sua dipartita "Cari fratelli e sorelle - disse il cardinale - è veramente una coincidenza provvidenziale il fatto che l’inaugurazione del nuovo organo avvenga nella festa dell’Immacolata Concezione. Questo ci permette di affidare alla Madonna quanto già è stato realizzato e i progetti che il Comitato San Domenico ha ancora in cantiere per rendere la liturgia sempre più ricca e coinvolgente grazie al contributo della musica sacra. L’uso della musica nella liturgia, come ricorda il Concilio Vaticano II, “costituisce un tesoro di inestimabile valore che eccelle tra le altre espressioni dell’arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia solenne” (Sacrosanctum Concilium,112), e chi canta bene, amava ripetere sant’Agostino, prega due volte. Proprio per educare al senso vero della musica voi avete in animo altre realizzazioni come, ad esempio, la Scuola di musica che potrebbe fare di Rieti un punto di riferimento per diverse Chiese particolari, non soltanto perché avete un organo che è unico, ma soprattutto perché, con questa scuola di musica, potreste diventare un centro musicale per formare organisti veri per le Cattedrali e le parrocchie, e per formare Scholae Cantorum che sappiano cantare “inni con arte” (Salmo 48, 8). Altra iniziativa interessante è la Bottega artigiana che il comitato ha intenzione di istituire sotto la guida del Maestro organaro Bartolomeo Formentelli per il recupero dei tanti organi sperduti, dimenticati, abbandonati nelle nostre Chiese non solo a Rieti, ma in tutta Italia e in tutta l’Europa, portando anche una nuova possibilità di impegno e di lavoro per i nostri giovani."

Nulla di tutto questo è stato poi concretizzato: una delle opere europee più preziose rimane spesso muta, sola, chiusa dentro la sua gabbia d'oro. Uno dei punti di forza su cui far leva per tutte le ragioni che allora bene espresse il cardinale Bertone, sembra non interessare più alcuno, tolti i maestri organisti che pur di vivere l'esperienza di suonare questo strumento arriverebbero da ogni dove. Oggi fortunatamente alte si leveranno le note per questo compleanno: alle ore 18 avrà luogo uno speciale concerto d’organo, ad ingresso gratuito, affidato al maestro Frédéric Deschamps

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