Gennaio 2022

'SìAMO RIETI' :"RACCOLTA FIRME ON LINE PER MATRIMONIO EGUALITARIO"

danza

Sì matrimonio egualitario .
Da oggi si può firmare online per il matrimonio egualitario (nel sito è possibile leggere il ‘quesito’ completo, pubblicato nella Gazzetta ufficiale). - così in una nota il gruppo SìAmo Rieti -  Un diritto dato non toglie nulla a chi è contrario e gli vengono già riconosciuti quei diritti, appunto ad altre/i negati. Molte persone ci hanno sempre detto che il Pride non serve perché siamo tutti uguali, che iniziative per LGBT+ non servono, perché ci si ghettizza e siamo tutti uguali, che un'associazione Arcigay non serve, perché siamo tutti uguali; ebbene, tutte le nostre battaglie le facciamo proprio perché sappiamo di essere uguali alle altre persone, chiediamo così una firma, per avere gli stessi diritti e per avere riconosciuto lo stesso amore. Basta andare sul sito sopra citato e firmare online con SPID o firma digitale e pagare €1,50. SìAmo Rieti ha supportato questa battaglia di civiltà e due dei suoi componenti, Domenico Di Cesare e Manuela Fusacchia, sono tra i 19 firmatari.
Arcigay Rieti LGBT, come l’Arcigay nazionale, si è schierata a favore di questa iniziativa e riportiamo la dichiarazione ufficiale: ‘Se il Parlamento è latitante l’uguaglianza deve trovare altre strade’. “Seguiamo con interesse l’iniziativa referendaria che mira ad abrogare dalla legge sulle unioni civili tutti gli aspetti che attualmente la pongono un gradino sotto il matrimonio, ristabilendo l'uguaglianza che il legislatore non ha voluto conferire ai due istituti, a partire dall'esclusione delle coppie same sex dai percorsi dell'adozione. Come ribadiamo sempre, ogni iniziativa che punti a realizzare la piena uguaglianza di tutte e tutti dinanzi alla legge, merita la nostra attenzione e il nostro sostegno. La storia di Arcigay è quella di un'associazione che rispetta le istituzioni e che ne riconosce le funzioni e gli scopi: per questo la nostra battaglia è sempre stata quella di ottenere dal Parlamento leggi giuste, ma dobbiamo constatare con amarezza che sempre più la politica istituzionale non riesce a dare risposte alle tante domande di uguaglianza che negli altri Paesi europei hanno trovato riscontro da molti anni. Qualora il percorso referendario proposto dovesse concretizzarsi e raggiungere il proprio obiettivo, sarebbe inevitabile prendere atto della totale incapacità del Parlamento di corrispondere alla domanda di diritti della cittadinanza. Una prospettiva che a nostro avviso minerebbe ulteriormente il rapporto tra Paese e politica, già profondamente compromesso. L’auspicio, dunque, è che l'iniziativa referendaria riesca nell'intento di porre all'attenzione dell'agenda politica del Paese il tema della rimozione di ogni disparità di trattamento tra coppie eterosessuali ed omosessuali e magari serva anche a richiamare i Partiti e le coscienze degli eletti e delle elette del Parlamento, che con un'azione parlamentare efficace potrebbero portare alla piena uguaglianza prima di qualsiasi referendum. Perché in uno stato civile i diritti delle minoranze dovrebbero essere garantiti a prescindere dalla volontà delle maggioranze”.

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