Aprile 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

SI INAUGURA LA CHIESA DELLA COMUNITÀ RUMENA: È IN STILE MARAMURES

chiesa

Festa grande nella comunità rumena che venerdì 23 aprile alle ore 17 inaugura un proprio personale luogo di culto dopo essere stata ospitata per lungo tempo nella Chiesa di Santa Lucia (resa inagibile dal sisma) in quella della  Madonna dell’Orto e per le celebrazioni più significative a Regina Pacis.

La costruzione che sfiora con il suo campanile i 20 metri e che appare, a sorpresa, nel popoloso quartiere di Campoloniano, sarà dedicata a san Giuseppe il Nuovo di Partos, vescovo di Timisoara, titolare della comunità parrocchiale che afferisce alla diocesi italiana della Chiesa ortodossa romena (come si legge sul portale in legno che introduce all’area) ma anche a Santa Barbara, martire assai venerata nella cristianità orientale.

In via don Benedetto Riposati, in mezzo al verde, un edificio avulso dal contesto, ci trasporta ai confini delle fiabe rievocando il paesaggio della zona di Maramures, una regione storica autonoma confinante con la regione etno-culturale della Transilvania cui fa riferimento. Chiesa quindi unica nel suo genere, al momento la seconda, sembrerebbe, nata in Italia, il che ne determinerebbe un valore, trattandosi di  un’opera d’arte appunto costruita secondo la tradizione delle altre chiese Maramures, come ci conferma  padre Constantin Holban: costruzioni strette ed alte, con campanili particolarmente alti e sottili situati sul lato occidentale dell'edificio, completamente in legno e a incastro, grazie all’abilità dei maestri artigiani giunti da quella terra, che hanno anche realizzato a scalpello il pezzo unico del portale e delle arcate entrambi intarsiati.

Alla cerimonia di inaugurazione e benedizione, rigorosamente all’aperto, parteciperà sua eccellenza Siluan Span, vescovo della diocesi Ortodossa Rumena d’Italia, accompagnato dal suo diacono Efrem e da altri preti provenienti dalle parrocchie ortodosse di Roma, accolti da padre Costantin Holban. Presenti il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili e il sindaco Antonio Cicchetti.

La porte saranno aperte a chiunque vorrà essere vicino alla comunità in qualsiasi momento dell’anno.

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