Gennaio 2022

REGISTRO DI CLASSE

SCUOLA: DIFFICILE LA GESTIONE DELLE ATTIVITÀ

amministrazione

"E’ diventata ormai una sfida quella che ogni giorno  sono costretti ad affrontare i lavoratori della scuola, dirigenti in testa ma non solo, anche i docenti referenti covid, quelli che devono gestire le attività didattiche ed al personale  ATA in prima linea per portare avanti le attività amministrative e quelle per assicurare la sicurezza - Lo sottolinea lo Snals Confsal - Sembra che il nemico peggiore, oltre ovviamente al covid, sia diventato quello dei rapporti burocratici con le ASL, con continui rimbalzi di responsabilità tra due settori stremati da due anni di emergenza e succubi della copiosa attività normativa.

I dirigenti scolastici lamentano disfunzioni da parte delle strutture sanitarie locali, che scaricherebbero i compiti previsti proprio sugli istituti.

Le scuole sono diventate di fatto sedi staccate delle Usl, con dirigenti, docenti e personale Ata impegnati praticamente a tempo pieno nel tracciamento, a individuare i contatti stretti, a caricare dati su piattaforme, a rispondere ai dubbi e alle preoccupazioni delle famiglie, a ricevere e inviare incessantemente comunicazioni. Ci si sente soffocati da nuove incombenze e responsabilità che nulla hanno a che vedere con la funzione della scuola, che è quella di educare attraverso l’istruzione.  E’ necessario quindi ,secondo noi, restituire alla scuola il proprio ruolo e alleggerire i compiti e le competenze che il sistema sanitario richiede loro”.

In queste settimane, oltre ai dirigenti scolastici, un ruolo chiave lo hanno assunto i  cosiddetti referenti covid delle scuole, impegnati senza tregua, anche fuori dall’orario di servizio e nei giorni festivi, per individuare e tracciare i contagi, sostituire i docenti assenti, reperire i supplenti, attivare la didattica mista, interloquire con le strutture sanitarie, gestire le comunicazioni con le famiglie.

“Un impegno gravoso, non riconosciuto, che sta causando stress e confusione a causa di una continua evoluzione delle indicazioni ministeriali che obbliga ad applicare protocolli spesso in contraddizione tra loro, basti pensare agli istituti comprensivi nei quali occorre conoscere e adottare tre differenti regole sulla base dell’età degli alunni e dello stato vaccinali. La diversa applicazione di questi sta diventando, purtroppo, a volte causa di tensioni per le indicazioni impartite dalla scuola e le interpretazioni o i punti di vista dei genitori”.

Il sindacato, incessantemente ha chiesto modifiche soprattutto e sul fronte quarantene chiedendo ai ministeri della Salute e dell’Istruzione di aggiornare le norme in particolare per quanto riguarda la didattica a distanza.

Ci sarebbero modifiche in vista, la prima  riguarderebbe la distinzione tra vaccinati e non vaccinati - al momento valida solo per medie e superiori ed abbassare da 10 a 7 i giorni per la quarantena degli alunni vaccinati.

Si starebbe anche ragionando per l’equiparazione tra scuola media e primaria portando a 3 la soglia per attivare la DAD.

Quello che auspica il sindacato e che si facciano presto gli interventi promessi perché, contrariamente a quanto afferma lo stesso Ministro Bianchi, la situazione è tutt’altro che “gestibile e sotto controllo”.

Fonti ben informate dicono che la prossima settimana il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid metterà mano alle regole che disciplinano le quarantene all’interno del mondo della scuola.

Staremo a vedere!" conclude lo Snals.

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