Marzo 2019

TERREMOTO

SCHEGGE DI PIETRA NEL CUORE DI AMATRICE, LA CITTÀ ABBANDONATA

ricostruzione

(di Camillo Berardi) Schegge di pietra nel cuore della città abbandonata  "Matrix Pulcherrima".

Nel terzo inverno dopo il sisma, la cittadina di Amatrice è ridotta in schegge e miseri frammenti, e si configura un deserto immenso e agghiacciante, dominato da un silenzio spettrale.
Osservato di notte dall’alto, dall’Eremo della Croce, il centro storico del borgo appenninico appare come un buco nero abissale, una voragine che ha ingoiato tutto: il passato, il presente e il futuro, forse anche la speranza di rinascita.
Chi resiste nella cittadina e nelle sue numerose frazioni - abitando nelle SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza), che a volte hanno mostrato segnali d’inadeguatezza - è profondamente legato al territorio nel quale è nato e cresciuto e spera nella rinascita del borgo distrutto e abbandonato.
Il sindaco vicario di Amatrice dice che i “detriti e le macerie bloccano la ricostruzione”, ma le attività di ripristino, non potevano essere iniziate nelle aree del borgo già liberate dalle macerie? Non potevano essere sgombrati dai detriti piccoli quartieri e avviare un progressivo processo di ricostruzione?
La rinascita di Amatrice per il momento è un sogno e il borgo, adesso, è una città invisibile, abbandonata e dimenticata, nonostante si siano avvicendati tre Presidenti del Consiglio e tre Commissari Straordinari per la Ricostruzione.
Il video allegato, realizzato con le foto scattate di recente da Camillo Berardi e Concetta Persico, mostra i frantumi della cittadina, circondati dalle maestose montagne innevate; gli stessi autori, stavolta in veste di musicista il primo e poetessa la seconda (anche lei figlia di questo borgo) hanno voluto affidare la speranza di rinascita alla canzone “Matrix Pulcherrima” con l’augurio che la cittadina possa presto risorgere e tornare all’antico splendore.

Ecco il video con l’eloquenza spettrale delle immagini e per ascoltare il malinconico canto di speranza “Matrix Pulcherrima”:
 

condividi su: