Febbraio 2021

SALUTE

POTENZIATA LA TERAPIA INTENSIVA AL DE LELLIS "AFFRONTEREMO MEGLIO GIORNI DIFFICILI"

salute, sanità

E’ stato inaugurato questa mattina il secondo reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale De’ Lellis di Rieti, situato nella zona antistante l’ex Pronto Soccorso del nosocomio reatino. Realizzata con i fondi della Presidenza dei Ministri (struttura commissariale emergenza covid19) sotto la supervisione della Asl di Rieti incaricata di gestire e coordinare i lavori, la struttura si sviluppa in circa 500 mq, coibentati, composta da 10 stanze singole a pressione negativa ognuna delle quali è dotata di un letto elettrico, monitor per il monitoraggio clinico del paziente, ventilatori polmonari, pompe per infusione e pompe a siringa e altre attrezzature per l’assistenza respiratoria e l’assistenza al paziente critico. Inoltre, al suo interno, potrà contare su una centrale di monitoraggio pazienti, apparecchiature mobili per radiologia, un sollevatore per pazienti a soffitto, elettrocardiografi, defibrillatori e tutte le più moderne apparecchiature elettromedicali di anestesia e rianimazione. Trattandosi di uno spazio sanitario aggiuntivo di grande valore, è facile intuirne l’utilità per molteplici impieghi futuri (un pronto soccorso infettivo? Una lunga degenza?) è intenzione della Asl mettere in campo ogni azione per fare in modo di trasformarlo da struttura temporanea a fissa, sebbene lo stesso smantellamento sia già stato inserito nell’appalto e previsto alla fine dell’emergenza.

“Si tratta di una struttura modulare che, al momento, risponde alle esigenze della pandemia, ma che in futuro potrà essere riconvertita in base alle emergenze ed all’attività dell’ospedale – ha spiegato infatti la dg Marinella D’Innocenzo - Una bella pagina di sanità pubblica, un investimento straordinario e un risultato importante per la provincia di Rieti, a beneficio di tutta la comunità”.

All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore regionale al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione Claudio Di Berardino, il consigliere regionale Fabio Refrigeri oltre al vescovo Pompili che ha benedetto il nuovo reparto.

“Presa in carico di chi è malato e vaccino per distruggere il covid – ha ricordato il presidente Zingaretti facendo però un appello diretto a tutti: “Attenzione ai comportamenti individuali perché l’ultimo miglio è quello più pericoloso. Quando pensi sia finita, il contagio, come sta avvenendo in questi giorni, schizza in aria. Questo è dovuto alle varianti, ma anche ad eccessivi assembramenti tra persone. Un assembramento è una fabbrica di malati di covid. Noi ce la stiamo mettendo tutta: il Lazio anche questa settimana è in zona gialla ed è una boccata d’ossigeno per tante categorie, come ristoratori e gestori di bar. Con questa curva dei contagi però, si corre il rischio di portare indietro le lancette dell’orologio e registrare nuove vittime: dobbiamo assolutamente evitarlo. Il raddoppio terapie intensive mostra che ci stiamo preparando al peggio, possiamo scongiurarlo comportandoci in modo responsabile”.

 

“E’ molto importante quanto è stato realizzato con questa tempistica: non saranno settimane facili, inutile far finta di non capire cosa accadrà – evidenzia il consigliere regionale Fabio Refrigeri -Abbiamo visto tutti crescere i numeri tra giovedì e sabato. Raddoppiare le terapie intensive è un elemento di grande sicurezza rispetto all’onda d’urto che può molto probabilmente arrivare. Ringrazio tutto il personale tecnico, quello medico, tutti quelli che hanno lavorato per far sì che venisse realizzata la struttura in meno di tre mesi. Permettetemi di sottolineare il modo di lavorare in questo Ospedale, di cui spesso ci lamentiamo. Qualche giorno fa il familiare di una persona ricoverata per covid a Roma, causa mancanza di posti qui dentro, mi ha telefonato per sottolineare la differenza di trattamento tra Rieti, dove veniva chiamata due volte al giorno e  poteva vedere il suo familiare da dietro un vetro e quello che sta accadendo in altri plessi ospedalieri. C’è gente qui che ci mette l’anima: sottolineare anche l’umanità che si mette nelle cure in un momento così drammatico è un aspetto che può aiutarci ad affrontare un po’ più serenamente i prossimi giorni. Non saranno facili.”

 

“Per questo nuovo reparto – puntualizza la dottoressa Alessandra Ferretti Direttrice dell’Unità di Anestesia e Rianimazione – non avevamo la possibilità di creare un gruppo di soli anestesisti per la carenza di anestesisti-rianimatori, ne abbiamo quindi organizzato uno multidisciplinare composto da anestesisti, broncopneumologi e internisti, che abbiano già avuto esperienza con il covid, quindi già formati. Ci siamo conosciuti, abbiamo già sperimentato questa unione lavorando fianco a fianco nell’altra rianimazione: siamo convinti che funzionerà in maniera ottimale. Da oggi stesso in questa nuova terapia verranno trasferiti pazienti che faranno una ventilazione non invasiva, pazienti critici, che si troveranno in un luogo più idoneo.”

01_03_21 

ph M. D'Alessandro

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