Marzo 2019

REGIONE

OSPEDALE: UN DECRETO LO DEPOTENZIA, UN ALTRO LO SALVA. QUALE SCEGLIE LA REGIONE?

sanità

Leggendo alcune dichiarazioni sui media locali, diventa sempre più confusa l’opinione dei cittadini sulla questione ospedale. Parliamo del depotenziamento del De Lellis in base al decreto dell’ex Ministro Lorenzin n.70 del 2015 (qui cosa prevederà) per il quale si sono espressi in molti, tra istituzioni e soggetti protagonisti. “Se il nosocomio provinciale non è a rischio - come taluni dicono - perché mai dovremmo raccogliere firme o, come esorta a fare il Sindaco, ipotizzare una grossa manifestazione?”. Torniamo quindi al problema principale e non di poco conto: l'applicazione dei decreti.

Alcuni denunciano infatti le richieste, confuse, per quanto riguarda il respingimento dell’applicazione della legge appellandosi talvolta alle “zone interne” e talaltre alle “zone a rischio spopolamento”. La rivendicazione, da parte delle associazioni che si muovono in favore della tutela del nosocomio provinciale, non annoverano però nessuna delle due diciture: si chiede l’applicazione dei decreti  n. 45/2017 e n. 8/2017 che prevedono la sospensiva di qualsiasi depotenziamento dei servizi sanitari nelle aree terremotate del Cratere sismico, Rieti compresa, dal 2017 al 2020. Ci pensò l’allora legislatura Gentiloni all’emanazione dei decreti sopra riportati, inibendo il dg Lorenzin per 36 mesi all’interno del cratere, a cui, in seguito, il termine si alzò a 48, ovvero 4 anni. I compagni di sventurata sorte, in fatto di sisma, aquilani chiesero ed ottennero dalla regione Abruzzo quanto oggi si chiede alla Regione Lazio, non la creazione ex novo di un impianto volto al salvataggio, ma banalmente una firma per applicare quello che già esiste, previsto dalla legge, che aderisce alle specifiche già in possesso della città di Rieti. La questione è chiara, univoca e al riparo da fraintendimenti: c’è la volontà della Regione Lazio di firmare i decreti per salvaguardare il San Camillo de Lellis?

Attendiamo, pazienti, risposta.

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