Aprile 2019

SALUTE

OSPEDALE, LE VOCI DEL COORDINAMENTO E L'ENERGIA DI QUELLE 17.498 FIRME

ospedale

17.498 firme, e non è ancora terminata la raccolta. Una delle più belle esperienze come azione di democrazia partecipata del territorio, con la responsabilità assunta da volontari che hanno rinunciato a parte del loro tempo per andare a spiegare personalmente ai cittadini di cosa si trattasse e perché si chiedeva di sottoscrivere la petizione. Non per uno stato d’ansia, ma per la tutela del nostro ospedale messa nero su bianco. “Le associazioni di volontariato danno appoggio psicologico, materiale e fisico tutti i giorni al fianco dei malati e delle famiglie, proprio all’interno dell’ospedale: il loro fardello nell’assumersi anche questo compito è pesantissimo – ha detto Catiuscia Rosati nell’introdurre la conferenza – Nessuno vuole sostituirsi alla politica o all’amministrazione, l’appello è relativo all’applicazione di quel comma 17 bis della legge 145 che sospenderebbe tutte le iniziative di declassamento per l’ospedale di Rieti a seguito del dramma del terremoto.”

Santina Proietti presidente Alcli  “La nostra è una battaglia che parte da lontanissimo, dal 2013 addirittura quando nell’era del direttore Gianani si era intrapreso un progetto di esternalizzazione di molti servizi, in barba al risparmio. Attuammo allora una raccolta firme per bloccare tale strategia.  E così periodicamente i problemi si ripresentano. Le istituzioni che dovrebbero difenderci a volte sono poco attente. Noi cerchiamo continuamente di affidare le nostre rivendicazioni a chi ci governa ma con scarsi risultati, soprattutto in termini di coerenza. “I decreti esistono da 4 anni - ci dicono - ma non sono mai stati applicati, siate tranquilli” ripetono. Fu addirittura Zingaretti, commissario ad acta, a dire che entro il settembre 2014 avrebbe emanato specifico atto per mantenere la situazione esistente nel nostro Ospedale ed anzi potenziandola! Gli stessi che in passato condividevano i nostri punti di vista oggi dimenticano ciò che dissero o fecero all’epoca, remando in altre direzioni. Non chiediamo la luna, nessun favore, vogliamo solo ciò che ci riconosce la legge! Il decreto esiste, è già stato scritto, è il terremoto ad averlo ispirato. Le associazioni chiedono che venga recepito dalla Regione Lazio e che vengano sospesi tutti gli atti fino al 2021. Questa Città è stanca e sempre più spesso ci rivolgono la domanda sul perché ci si ostini a rimanere in questa regione."

Giuliano Cardone presidente provinciale dell’ANMIC, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili “Nessuno può rimproverare questo Coordinamento tacciandolo di allarmismo. Onestà intellettuale vuole si riconoscano le battaglie fatte per potenziare la Radioterapia ed avere a Rieti, ad esempio un acceleratore: merito dell’Alcli, solo chi non conosce o è in cattiva fede può dimenticarlo. Inutile rassicurarci se poi il  depotenziamento del laboratorio d’analisi è confermato come da decreto (quello del 2014 che ci auguriamo di poter sospendere) attraverso l’atto aziendale del 2019! Sembra di assistere ad una morte lenta, testimoniata dai 13 primari che mancano o sono declassati da unità complessa a quella semplice. Ad oggi sono scoperti Neurologia, Geriatria, le due Medicine accorpate in una ma senza primario, la Chirurgia generale anche in questo caso divenuta una e la Fisiatria. Sono declassati Gastroenterologia, Malattie Infettive, Pediatria, Laboratorio Analisi e Immunotrasfusionale. Lo staff nasce e cresce sotto un buon primario. Quando si accorpa un reparto ovviamente si riducono anche i posti letto… pian piano pur rimanendo, l’ospedale si svuoterà, incrementando la mobilità passiva.  Nel 2014 fu lo stesso Zingaretti a parlare di ‘clinicizzazione’ aprendo alcuni reparti alla Università, oggi vorremmo quanto ci era stato promesso! Il Coordinamento ha incontrato tutti i rappresentanti politici, a prescindere dai loro colori, il nostro Consiglio Comunale per la prima volta ha votato all’unanimità recependo le nostre richieste. E’ ora di indire la Conferenza dei Sindaci, sperando di non vedere come  accaduto in passato su 73 sindaci solo una quindicina partecipare. Mancano gli atti concreti.”

Enrico Zepponi presidente Lilt ed ex primario del laboratorio analisi  “Nel 2014 ero in consiglio comunale con delega alla sanità. Già da allora ci rassicuravano. Ma i decreti esistono e se domani arrivasse un nuovo Presidente in Regione più attento alla loro applicazione ed intendesse farlo? In base al decreto 219 del 2014, ad esempio,  il laboratorio d’analisi non sparisce ma diventa ‘di base’ quindi riduce il numero delle sue prestazioni (solo per pazienti ricoverati e urgenze)  tutti gli altri esami verranno inviati presso il laboratorio dell’ Azienda Ospedaliera  S. Filippo Neri di Roma con una ricaduta negativa sull’occupazione di personale medico e paramedico, Senza un laboratorio analisi certificato e di livello, non è possibile effettuare studi clinici o partecipare a sperimentazioni. L’allungamento dei tempi di refertazione comporta un allungamento dei tempi di diagnosi ed ogni ripetizione di esami incerti ne aumenta il rischio . L’applicazione del comma 17 bis della legge del  7.04.17 sospende i termini di questi interventi a discapito  del nostro ospedale, fino al 2021, per questo puntiamo ad esso. Sento scoramento ed invece c’è bisogno di molta energia positiva quella che queste firme ci restituiscono. Ricordo l’ultima bella relazione del prof. Mario Santarelli: se fossero stati applicati quei decreti penalizzanti per noi, non avremmo avuto radioterapia, gastroenterologia, chirurgia vascolare. Inutile negarlo: oggi chi ha bisogno di un intervento consulta internet, chiede all’amico, e sceglie sicuramente tenendo conto dei nomi, delle eccellenze presenti sul territorio. Noi ne abbiamo ancora, come  il polo oncologico testimonia. E siamo ancora pronti come associazioni a lavorare fianco a fianco con la Asl, ogni volta che verremo interpellati, come ad esempio per l’iniziativa che si replicherà al Perseo per gli screening gratuiti.
I centri decisionali vanno coltivati e  noi continueremo ad essere da pungolo. Il Coordinamento ha chiesto tante volte di parlare con il Presidente della Regione Lazio, intanto martedì saremo alla commissione sanità regionale.”

Antonio Ferraro coordinatore di CittadinanzAttiva  “Di tre ospedali ne è rimasto uno sul territorio e se fosse ridimensionato in base alle norme esistenti su 11 reparti 6 sarebbero tagliati. Siamo una popolazione anziana, con famiglie mononucleari, non possono obbligarci a viaggiare su Roma. Reggere il patto con l’unico ospedale  è dovere morale. Rieti è stata inserita purtroppo tra le zone sismiche Riteniamo incomprensibile che il Presidente della Regione, l’On. Nicola Zingaretti non abbia voluto applicare l’art. 17 bis della legge 45 del 7/04/2017, che esiste da ben 2 anni e prevede la sospensiva degli accorpamenti per il nosocomio reatino, perché area inserita nel cratere sismico. Una legge va applicata non solo quando penalizza la popolazione. La Regione Abruzzo, ha già fatto quanto oggi si chiede alla Regione Lazio: non la creazione ex novo di un impianto volto al salvataggio, ma banalmente una firma per applicare quello che già esiste, previsto dalla legge, che aderisce alle specifiche già in possesso della città di Rieti.”

In rappresentanza del Sindaco di Rieti, presente alla Festa della Polizia di Stato in svolgimento in contemporanea, è intervenuta l’assessore ai servizi sociali Giovanna Palomba manifestando estrema solidarietà al Coordinamento “Non vedo scoramento, vedo dei combattenti. La battaglia è fatta di molti passaggi e l’audizione alla Regione è comunque un traguardo importante. Siamo tutti coinvolti per la difesa del diritto alla cura, ma abbiamo anche necessità di porci il problema dal punto di vista umano a difesa dei bisogni di tante persone anziane che non possono viaggiare, che debbono avere il supporto e il conforto dei propri familiari accanto nel momento della malattia. Abbiamo professionalità eccellenti e una storia da preservare, dobbiamo fare in modo che i giovani medici tornino a Rieti. E’ una città che soffre, che reclama aiuto ma è anche disposta a dare tanto, rispondendo ad ogni appello di solidarietà. Insieme 'lo facciamo'. Confido molto in questa sinergia, le istituzioni hanno un ruolo importante, mi metto a disposizione per questo. Andrò oggi al Consorzio Sociale Rieti 1 che include 25 Comuni della provincia, chiederò un’assemblea. Perorerò questa causa e farò in modo parta un’iniziativa tendente a sensibilizzare i sindaci, confrontandomi con il nostro. Abbiamo la necessità di rinascere, il sisma ha lasciato una ferita profonda ovunque, non possiamo permettere che la nostra Città subisca ulteriori difficoltà.”

foto @Michele D'Alessandro

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