Luglio 2020

OMOFOBIA, COMITATO POLIS PRO PERSONA: "PDL ZAN NON VADA IN AULA, MA TORNI IN COMMISSIONE GIUSTIZIA"

“Consideriamo positivo il lavoro svolto dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, la quale, chiamata a esprimere il parere sul testo unificato Zan in tema di contrasto alla omo-transfobia, ha evidenziato due condizioni fondamentali: una connessa ai rischi di sanzionare penalmente opinioni liberamente espresse, che non siano collegate ad atti di violenza, l'altra relativa all’estrema genericità dell’uso di categorie come genere, identità di genere e orientamento sessuale. La Commissione Affari Costituzionali, quindi, conferma le critiche e le riserve espresse da tanti giuristi durante le audizioni. E’ evidente, allora, che l’esame debba tornare in Commissione Giustizia e non andare in Aula il 3 agosto”. E’ quanto dichiarano, in una nota, le 50 associazioni non profit aderenti al Comitato Polis Pro Persona, che sottolineano come “la prima commissione condiziona il proprio parere favorevole alla riformulazione dei testi normativi su tali essenziali concetti. E ciò è evidente dal tenore letterale del parere, nel momento in cui, sia quanto alle condizioni sia quanto alle osservazioni, esso ripete la formula “valuti la Commissione di merito…”.

Ad esigere un ritorno in Commissione Giustizia, secondo il Comitato Polis Pro Persona, è poi “la sostanza del provvedimento: dopo la forzatura dell’aver anticipato le norme finanziarie del testo con l'inserimento degli articoli 7 e 9 nella legge di conversione del DL Rilancio, e dell’avere ignorato in Commissione Giustizia le osservazioni e la condizione poste dal Comitato per la Legislazione, oggi non va aggiunta forzatura a forzatura, sui delicati profili di costituzionalità. Pertanto – conclude – non è possibile che la proposta di legge Zan sia calendarizzata in Aula il prossimo 3 agosto 2020: è in gioco il rispetto dei principi fondanti della nostra Costituzione”.

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