Aprile 2024

SALUTE

NUOVO OSPEDALE, SOLO UNA CHIMERA?

amministrazione, ospedale, politica, salute, sanità

di Massimo Palozzi - Con l’intervento del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il 18 marzo sono stati inaugurati il rinnovato Pronto soccorso e i reparti di Ostetricia-ginecologia e Neonatologia dell’ospedale San Camillo de Lellis, a loro volta oggetto di un profondo restyling.

Il Pronto soccorso è stato interessato da tre interventi di ristrutturazione e ampliamento per portarne la superficie a 1740 metri quadrati. I lavori (costo 1 milione e 200mila euro) hanno permesso di estendere le aree di permanenza, di osservazione e le sale d’attesa. Contestualmente è stato completato il riallestimento dei reparti di Neonatologia e Ostetricia-ginecologia. Il primo è ora dotato di quattro postazioni di monitoraggio, mentre il secondo può contare su 15 posti letto.

“Sono particolarmente soddisfatto della ristrutturazione e rimodulazione del Pronto soccorso”, ha dichiarato Rocca in conferenza stampa. “Nell’ambito delle risorse per l’edilizia sanitaria, inoltre, abbiamo unificato i reparti di Neonatologia e di Ginecologia, dotandoli delle tecnologie più innovative. Le risorse connesse al Giubileo 2025, 7 milioni di euro, saranno destinate ad un ulteriore ammodernamento del Pronto soccorso, oltre alle decine di milioni di euro previsti dal Pnrr per la digitalizzazione, le nuove apparecchiature e la realizzazione di Case della salute e Ospedali di comunità. Finalmente”, ha concluso il presidente della Regione, “dopo molti anni è tornata centrale la programmazione in sanità, in un’ottica non più romanocentrica per restituire dignità e attenzione a quei territori del Lazio spesso dimenticati”.

Depurate della fisiologica dose di propaganda, le parole di Rocca dipingono un quadro all’apparenza incoraggiante per il futuro della sanità reatina. Gli investimenti sull’ospedale servono del resto a fortificare un’offerta a tutela della salute che non è mai troppa. Il punto è proprio questo: tanti soldi e tanti lavori su una struttura in dismissione si giustificano solo con il mantenimento di standard elevati di assistenza nel periodo (certamente non breve) che ci separa dall’apertura del nuovo ospedale? O si stratta di un cambio di rotta verso l’abbandono di quel nosocomio altamente tecnologico e rispettoso di stringenti criteri ambientali, il cui studio di fattibilità fu presentato a dicembre 2021 dalla precedente amministrazione regionale di centrosinistra con tanto di rendering e di informazioni di dettaglio (70mila metri quadrati di estensione e 440 posti letto)?

Secondo il governatore, tutti i nuovi ospedali laziali, per i quali sono stati stanziati 1 miliardo e 200 milioni, saranno costruiti. “Ho scoperto però che mancano i fondi sull’aspetto caro a questa zona, quello antisismico e antincendio”. In altri termini, sostiene Rocca, il nuovo nosocomio reatino “è stato annunciato senza soldi”, anche se “c’è un costante rapporto con Inail”.

L’Inail è l’ente designato a condurre i lavori, previa una convenzione con la stessa Regione che prenderà in carico l’ospedale una volta in esercizio, pagando a rate la quota anticipata dall’Istituto. La convenzione ad oggi non è stata però ancora sottoscritta. E senza convenzione i cantieri non partono, mentre crescono gli interessi pretesi dall’Inail rispetto al 2,5 per cento inizialmente programmato.

La stessa figura di soggetto realizzatore è tornata ad essere dibattuta. Stando a quanto finora noto, il soggetto deputato a gestire l’appalto sarebbe per l’appunto l’Inail, mentre adesso anche questo aspetto viene messo in discussione perché, a sentire il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Matteo Carrozzoni, il nuovo ospedale dovrebbe passare attraverso l’ufficio gare della Asl, come terminale della Regione, mentre l’Inail si ritaglierebbe il ruolo di mero finanziatore.

A dire il vero questi particolari erano stati già chiariti tre anni fa dall’allora parlamentare Pd Fabio Melilli, che aveva seguito il dossier molto da vicino. “Il nuovo ospedale”, dichiarò l’ex presidente della Provincia, “verrà realizzato dall’Inail con uno stanziamento di 179 milioni. La Asl di Rieti bandirà la gara per la progettazione e consegnerà il progetto all’Inail per la sua realizzazione”. Secondo questo cronoprogramma, Asl e Inail si dovrebbero insomma occupare di due fasi distinte della procedura.

A gettare ulteriori dubbi sul futuro del nuovo ospedale ci ha pensato nei giorni scorsi il direttore generale della Asl, Mauro Maccari, secondo il quale il “vecchio” progetto sarebbe superato dalla collaborazione in atto con la Sapienza per la prossima apertura della facoltà di Medicina, che richiederebbe una struttura diversa. A suo giudizio persino la collocazione vicino all’attuale de Lellis andrebbe ripensata nell’ottica di un più facile accesso alle principali vie di comunicazione cittadine.

A questo punto, non solo i tempi per la materiale edificazione della struttura diventano per lo meno problematici (e sicuramente lunghi), ma ne viene rimessa in discussione la fattibilità stessa, nonostante la rassicurazione di Rocca sull’esito favorevole di tutti i progetti di edilizia sanitaria previsti sul territorio regionale. Il dubbio è che la volontà politica di procedere lungo il sentiero tracciato nella scorsa legislatura non sia così ferma, dovendo impegnare risorse importanti per il bilancio della Regione su un’infrastruttura ancora tutta da decifrare.

da Format mar-apr 2024

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