Dicembre 2019

SALUTE

INCHIESTA SANITÀ: CISAL, I REATINI GODONO DI UN DIRITTO ALLA SALUTE A SCADENZA

sanità

"19.000 firme raccolte a tutela della sanità reatina, contro il declassamento dell'ospedale San Camillo De Lellis, consegnate lo scorso aprile dal Comitato per il Diritto alla Salute di Rieti alla Regione Lazio, ma sembrerebbe che i rappresentanti delle istituzioni abbiano perso la parola - è quanto scrive la Cisal Rieti tramite il suo segretario apportando un contributo consistente alla  inchiesta sulla sanità di Format - Riteniamo che i cittadini sottoscrittori della petizione,  intervistati ed informati correttamente sul rischio concreto del ridimensionamento di alcuni reparti dell’ospedale che ancora oggi non hanno avuta una risposta concreta e fattiva, meritano atti certi, esaustivi delle legittime richieste e preoccupazioni. Ancor di più se questi cittadini risiedono in un territorio che ricade in un area di crisi complessa e martoriato dal terremoto. Contrariamente sconosciuti interessi politici aggravano i già pesanti disagi di chi vive questa provincia.

L’unico atto partorito dalla Regione Lazio, forse finalizzato a placare gli animi,  è quello che solo temporaneamente ha scongiurato la chiusura del laboratorio analisi. Un documento questo che come per le supposte ha breve scadenza, infatti la funzionalità del laboratorio così come è oggi, è garantita solo fino a tutto il 2020. Tutto ciò non è più ammissibile, una sanità a scadenza non è tollerabile da una comunità che ha già pagato troppo in termini di vite umane e infrastrutture, un conto pesantissimo presentato dal  terremoto del 2016.

Non comprendiamo  ancora le ragioni per le quali non viene attuata una sospensiva dei provvedimenti di declassamento, razionalizzazione ed accorpamento, come tra l’altro consentito da una Legge dello Stato (Legge 45/2017 art. 17 bis) e adottata invece ad esempio dalla giunta Regionale dell'Abruzzo.

Il rischio di tagli alla sanità reatina è concreto, ma non per tutti, come ad esempio per la Direzione aziendale della A.S.L. e per alcuni rappresentanti delle Istituzioni Regionali. Sembrerebbe infatti che per costoro tutto sarebbe derubricatile ad un generico e inutile allarmismo. Sempre con lo stesso atteggiamento, gli stessi   minimizzano la situazione che si sta delineando per diversi reparti ospedalieri, tra cui il Neonatale ed il reparto di Pediatria. Infatti se quest'anno si raggiungerà il numero di 500 nuovi nati, necessari al mantenimento della struttura, l’anno prossimo come accade per la raccolta dei bollini ai distributori del carburante, si dovrà ricominciare da capo ed impegnarsi a completare la scheda della raccolta punti. Il problema maggiore per pediatria è la mancanza di medici, i concorsi banditi non riscontrano domande di partecipazione da parte dei candidati ed il pagamento a gettone di personale esterno tampona il problema fino al periodo pre-natalizio e poi?

Chiunque ha un po' di buonsenso, dovrebbe capire che i numeri non possono essere l'unico metro di giudizio per mantenere in efficienza un ospedale a servizio di un territorio svantaggiato come il nostro. Quasi tutti i reparti soffrono di una carenza cronica di personale che accoppiata alla scellerata legge dei numeri, rischiano la chiusura o il declassamento.

A tutto ciò, aggiungiamo le forti preoccupazioni riguardo la gestione quotidiana del nosocomio:

- Il pronto soccorso è nel caos giornaliero ed i medici non trovano con facilità posti letto per i ricoveri ordinari.

- sono stati ridotti di decine di unità i letti chirurgici  così come quelli di ricovero ordinario delle medicine.

- la continua ricerca di letti e la promiscuità delle patologie favorisce le infezioni ospedaliere.

- gli spazi operatori sono stati ridotti di centinaia di sedute in un anno, causa questa di un crollo generalizzato della produzione chirurgica, non determinata dalla capacità degli operatori ma bensì dalla mancanza di sedute operatorie.

- la diminuzione degli interventi chirurgici e dei ricoveri ordinari ha generato una riduzione delle prestazioni del laboratorio analisi e dell’anatomia patologica e a cascata una diminuzione di tutti gli altri settori ospedalieri.

- ad inizio del 2019 era stato creato appositamente un team con personale specializzato per l’impianto di p.i.c. e mid-line, presidi medici importantissimi per la gestione e la cura tra l’altro dei pazienti oncologici. In soli 4 mesi un numero ragguardevole di pazienti ha beneficiato di questa tecnica all'avanguardia. Nonostante il successo, non si sa per quale motivo il team è stato messo in condizione di non poter più operare e sostituito con altri operatori, conseguenza questa di una lista di richieste rimaste insoddisfatte, destinata ad essere sempre più lunga.

-  il reparto oncologico entrato in funzione aperto il 19/07/2018, mai inaugurato ufficialmente, ha purtroppo troppo pochi posti a disposizione per fare fronte ad un problema che ormai è dilagante anche in terra sabina, tanto che spesso i malati sono appoggiati in altri reparti, creando così problemi e disagio ai pazienti oncologici che invece avrebbero bisogno di posti letto dedicati.

 Come spesso accade a chi conduce battaglie a tutela del bene comune, e il diritto alla salute ne è l'emblema, subisce una sorta di isolamento rappresentativo e mediatico. Anche per questa ragione si è deciso di tentare di riaccendere i riflettori sull'argomento “Diritto alla Salute”.

Il depotenziamento dei reparti, la riduzione dei servizi offerti in generale, rende per l'utenza  poco appetibile il nosocomio reatino, ma lo rende anche poco allettante per i professionisti medici che preferiscono restare dove sono o trasferirsi in altri lidi.  Anche Il fatto di pagare i professionisti esterni a gettone per supplire alla carenza di personale, aumenta i costi di gestione della struttura e incentiva la  mobilità passiva della quale ci piacerebbe conoscere i dati aggiornati.

Se è vero che due indizi costituiscono una prova, in questo documento ne abbiamo citati almeno una decina, ce ne sarebbero anche molti altri, ma sono sufficienti per rivendicare con forza atti concreti che attestino la volontà delle istituzioni a garantire il diritto alla salute, senza l'imposizione di scadenze e traguardi. I reatini sono stanchi di promesse non mantenute e provvedimenti tampone, siamo certi che la mobilitazione riscontrata per la raccolta delle 19.000 firme, potrà scuotere le coscienze di chi è chiamato a rappresentare il territorio, da questi ci aspettiamo l'adozione della legge 45/2017 che eviterebbe l'applicazione di algoritmi scellerati per un territorio come quello reatino, e di conseguenza attivare il potenziamento dell'ospedale in termini di organico, attrezzature e servizi offerti.

Non consentiremo a nessuno di smontare il nostro ospedale pezzo per pezzo, siamo sicuri che i cittadini sapranno giudicare anche eventuali atti diversivi, finalizzati a depotenziare l'offerta sanitaria in sordina."

#sanità
23_12_2019 09:50

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