Aprile 2019

NANDO PAGNONCELLI APRE LE SFIDE MESSE IN CAMPO DALLA CHIESA DI RIETI

I dati parlano e se illustrati come ha fatto ieri Nando Pagnoncelli restituiscono una realtà diversa dalla percezione che ne hanno gli italiani. Insomma va male ma non troppo. La situazione non è disperata. Ci sono aspetti che sono preoccupanti ma altri connotano in modo positivo la nostra nazione rendendola ‘unica nel suo genere’. “Abbiamo straordinarie possibilità rispetto a quelle che avevano i nostri nonni, non abbiamo mai vissuto una stagione così florida dal punto di vista della tecnica, della scienza, della medicina, eppure vediamo tutto attraverso lenti pessimiste”. Il noto sondaggista ha presentato e l’indagine “Italia 2019 Comunitari e Cosmopoliti, le nuove fratture”, da poco pubblicata dalla società di demoscopica Ipsos Italia, presente in 89 Paesi e con all’attivo solo in Italia 800 ricerche all’anno che consentono di “indagare sulla società e sui comportamenti dei cittadini con l’obiettivo di anticipare le tendenze, dal punto di vista sociale, economico, culturale”. “Per fare degli esempi, in economia siamo messi meglio rispetto a Francia e Spagna, mentre le nostre importazioni sono molto diversificate rispetto alla Germania”.

E la domanda a cui la Chiesa di Rieti, ormai entrata nel tessuto sociale locale con spinta propulsiva,  chiede risposta è “Come stiamo messi?” Non si può ogni volta iniziare da zero. L’Osservatorio RiData inaugurato ieri con questo primo incontro, fornirà la base giusta partendo dalla raccolta ed elaborazione dei dati per abbandonare argomenti emotivi e ripartire, anche senza negare motivi di sconforto.

“Pagnoncelli evidenzia come siamo dentro una tensione costante tra un rimpianto ed un obbligo: rimpianto per un passato rassicurante mitizzato ma non replicabile ed un futuro che siamo obbligati a percorrere ma pieno di insidie, cui non siamo sicuri di saper rispondere – ha spiegato il vescovo mons. Domenico Pompili -  Se penso alla nostra città  nei mitici anni Settanta sembrava dovesse raddoppiare da un momento all’altro, l’obbligo è proprio quello di non farsi irretire da questa immagine ed osservare la realtà per quello che è. Se non si incardina l’analisi sui dati si rischia di essere sedotti da luoghi comuni e pregiudizi accodandosi ad argomenti emotivi che fanno perdere di vista il quadro generale. Siamo preda di reazioni istintive. Per questo con alcuni amici (come Nome officina politica, Next Rieti che in un recente passato avevano raccolto dati, o ad altre sigle sindacali) abbiamo pensato come sia possibile raccogliendo dati fornire una piattaforma condivisa. Ci rivolgiamo a tutti, siamo aperti a nuovi ingressi anche istituzionali, a coloro che si iscriveranno tramite questo indirizzo ridata@chiesadirieti.it

Noi vogliamo mettere in evidenza 4 sfide da raccogliere: economia, salute, cultura, educazione. Non mancano le competenze nel nostro territorio ma competenza e laboriosità vanno messe a sistema: tanti fili d’erba altrimenti non fanno un prato. L’appartenenza ad un territorio non è un’emozione passeggera ma l’impegno fermo e perseverante di contribuire al bene comune.”

Puto di arrivo sarà restituire al dibattito pubblico i risultati attraverso “incontri di cittadinanza” proprio nel tentativo di ricostruire un tessuto sociale disgregato, in opposizione perenne, che sappia invece contrapporre le singolarità di questo territorio rispetto a letture generiche e fuorvianti.

Prossima “Sfida” il 24 maggio Economia - “Declino inesorabile o nuove possibilità? (occupazione, giovani, donne, immigrati, impresa).

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