Giugno 2019

MONTENERO, CONVENZIONE CON L'UNIVERSITA' FRANCESE PER GLI SCAVI NELL'AREA DELLA DEA VACUNA

archeologia

 

Il 17 giugno u.s., nel territorio di Montenero Sabino, hanno preso il via gli scavi archeologici nel sito di Leone, ritenuto di estremo interesse, per la presenza di un’area cultuale dedicata alla dea sabina Vacuna, attestata da un’iscrizione trovata nel secolo scorso – lo comunica il consigliere delegato Daniele Farese - Altri santuari dedicati alla stessa divinità sono testimoniati in Sabina, ma è la prima volta che un luogo di culto di questo tipo è indagato secondo le moderne metodologie di scavo archeologico. Dopo circa un anno di studi preliminari, sopralluoghi e approfondimenti, effettuati in condivisione tra i docenti universitari del Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte dell’università di Lione (“Lumière Lyon 2”) ed il consulente archeologico del nostro ente (Dott. F. Giletti), il Comune di Montenero Sabino ha stipulato con l’Università francese una Convenzione per l’avvio di un’indagine archeologica, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti (nella persona del Dott. A. Betori) e il CNR (nella persona del Dott. A. Angelini). Il team di una quindicina di archeologi è diretto dai Professori Aldo BORLENGHI e Matthieu POUX, coadiuvati da professionisti dell’archeologia preventiva (società Archeodunum SA).

Dopo una ripulitura dell’area dalla vegetazione, due delle terrazze che componevano il santuario sono state oggetto di sondaggi per documentare la stratigrafia e lo stato di conservazione di eventuali vestigia. Dopo appena una settimana di scavo, sono stati messi in luce importanti resti murari, pavimenti in signino e materiali ceramici che indicano una frequentazione del’area compresa tra la media età repubblicana (III sec. a.C.) fino alla fine dell’età imperiale (IV sec. d.C.).

Il Comune si è fatto carico delle spese per l’accoglienza del gruppo di lavoro, garantendo vitto e alloggio ai ricercatori e agli studenti per l’intera durata del progetto (un mese). In tal senso è stato utile il sostegno economico e materiale offerto dalla V° Comunità Montana ed il contributo volontario e spontaneo di diversi cittadini di Montenero e non solo, che hanno offerto le proprie abitazioni, il proprio aiuto nella preparazione dell’area di scavo, la fornitura di cibo o attrezzature. Un ringraziamento è dovuto al vicino Comune di Monte San Giovanni e assai apprezzati sono stati i contributi materiali dati da alcuni sponsor quali: Agriturismo “Le Mole sul Farfa”, “Il Vecchio Forno” dei fratelli Belli di Poggio Mirteto, il “Frantoio Duranti” di Giampaolo Duranti di Salisano.

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