Aprile 2019

MIGRANTI, PREFETTURE, COOPERATIVE E CONTI ALL’ARIA

immigrazione

(di AlCE) Dal 2006 al 2019 sono arrivati in Italia 862.206 migranti con un incremento tra il 2014 ed il 2015 del 250%.

Tra il 1° gennaio 2015 ed 15 marzo 2019, sono state presentate complessivamente presentate 399.080 domande di richieste d’asilo e le decisioni adottate sono state 357.307.
E’ stato riconosciuto nel 24,14% dei casi lo status di rifugiato, per il 35,38% lo status di protezione sussidiaria e per il 75,26% la protezione umanitaria.
I dinieghi e gli irreperibili sono stati 179.167, in percentuale il 62,40%.

Al 15 marzo 2019 le domande ancora da esaminare erano pari a 220.823.

Perche arrivano da noi?
Per Cause congiunturali,
o di medio periodo, come le persecuzioni; le guerre o i conflitti in corso e i mutamenti climatici, che sono alla base del flusso dei richiedenti asilo e, in generale, dei soggetti meritevoli di protezione internazionale o nazionale (spinta di tipo umanitario).

Per Cause strutturali, o di lungo periodo, come quelle demografiche, economiche e culturali che stanno alla base dell’enorme numero di partenze dei cosiddetti migranti economici, che espatriano volontariamente, alla ricerca di migliori condizioni di vita (spinta economica).

Tali migrazioni sono favorite da: estrema povertà e boom demografico di molti Paesi d’origine; mass media/internet che diffondono la convinzione che in Europa vi siano maggiori opportunità di lavoro/ benessere/welfare; PIL pro-capite medio europeo superiore a quello dei Paesi d’origine. In questo contesto trovano terreno fertile le organizzazioni criminali che organizzano il traffico o la tratta di esseri umani.

La situazione economica attuale:

Di norma il Ministero dell'Interno, trasferisce i fondi destinati all'accoglienza dei richiedenti asilo alle Prefetture già con ritardo, proprio per "ritmi amministrativi contabili", ultimamente però i tempi si sono allungati in maniera preoccupante. Molte cooperative sono andate in default perché si sono concentrate solo sull'accoglienza, avendo tra l'altro poco margine economico per far fronte ai ritardi dei pagamenti: ne scaturisce così un quadro altrettanto complicato e difficile per fornitori, operatori, locatori.

Cosa sta accadendo?

Le Prefetture effettuano i pagamenti a seguito di verifica delle condizioni contrattuali: vale a dire accertando il fatto che siano state rispettate le condizioni contrattuali (abitazione, pasti, vestiario, assistenza sanitaria ecc.). Quindi o qualche Dirigente è stato particolarmente zelante, oppure non vuole assumersi responsabilità, o non riesce ad organizzare il personale interno alle Prefetture, radicato sul territorio e con conoscenze dirette dei gestori e degli operatori, per effettuare le dovute verifiche.

Sappiamo di alcune Cooperative locali rivoltesi addirittura agli avvocati per rivendicare un credito consistente maturato o di altre in cui gli stessi dirigenti risultano ormai essere ‘uccel di bosco’, la maggior parte di esse non ha accettato di parlare con noi pur trovandosi giornalmente sotto pressione da parte dei creditori ed affrontando la defezione di personale, sperando di avere poco e subito, anziché dopo una battaglia legale che darebbe risultati in tempi biblici.

Ci siamo quindi rivolti considerando il generale muro di gomma, ad una cooperativa che "viene da fuori" - in tal caso da Roma, che per le sue capacità economiche sta ancora lavorando, all'interno del territorio provinciale in accordo con il Comune di Poggio Mirteto. Anch’essa al pari delle altre, ha molti dubbi relativamente alla propria sussistenza e capacità di sopravvivere. Non solo per i ritardi registrati da parte della Prefettura, ma perché se la mission delle Cooperative - per lo più nate a seguito del massiccio afflusso di migranti - era tutta incentrata sull'accoglienza, con "i porti chiusi" e con la riduzione del costo di gestione che è passato da 35 € a 25 €, non sempre si riesce ad offrire i servizi minimi e di qualità con un margine conseguente per il gestore e gli operatori, cosa fattibile solo con grandi numeri ed attuando delle economie di scala.

Tant'è che con l'entrata in servizio di nuovi funzionari amministrativi del Ministero dell'Interno, preposti all'esame delle richieste d'asilo pendenti, entro fine anno sarà sanato tutto l'arretrato, venendo così meno di contro la necessità di accoglienza, se non minimale per coloro che hanno diritto a rimanere nel nostro Paese, con lo status di rifugiato o altro status.

 

La virtuosa esperienza di Poggio Mirteto

La Cooperativa che abbiamo contattato sta aderendo ad un progetto FAMI (Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020) per offrire ai rifugiati un supporto psicologico ben mirato, partendo dall'assunto che sono persone vulnerabili. "Ed io commenta Awan Jamil, presidente della Cooperativa Synergasia - so cosa significa, essendo stato rifugiato. Dietro ad ognuno di loro ci sono storie di violenze fisiche e psicologiche, tralasciando segni evidenti sulla pelle che sono solo la parte esterna e visibile delle ferite non del tutto guaribili che ti porti a vita nell'animo".

Incontriamo quindi Alfonso Urbay Silvano, coordinatore del CAS di Poggio Mirteto, gestito dalla cooperativa Synergasia, dove attualmente sono ospitati 24 ragazzi,con un’età media di 24 anni, prevalentemente di religione islamica.

 

Quando è stato aperto il vostro C.A.S. (Centro Accoglienza Straordinario)?

E' stato aperto nel 2016 e sono transitati 47 beneficiari di conseguenza 23 utenti che sono usciti dal progetto hanno tutti ricevuto un permesso di soggiorno di almeno di 2 anni. Alcuni di loro sono stati inseriti presso uno SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di zona, perché hanno ottenuto lo status di rifugiato. Due nostri ospiti, purtroppo, avendo ottenuto la protezione umanitaria, in base al Decreto sicurezza, si sono ritrovati per strada. 

Quali sono le maggiori attività a sostegno ed integrazione degli ospiti di Poggio Mirteto organizzati dalla Cooperativa Synergasia?

Agli ospiti è stato fatto orientamento e supporto ai servizi territoriali presenti in zona. Per esempio sono stati accompagnati durante il percorso di iscrizione al SSN (Servizio Sanitario Nazionale) con conseguente affidamento ad un MMG (Medico di Medicina Generale) ed attivazione dell’esenzione al pagamento del ticket sanitario nonché l’iscrizione all’anagrafe competente.

Dal punto di vista legale sono stati svolti colloqui di preparazione alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma.

Sono state organizzate anche altre attività d’integrazione e sostegno?

Per gli ospiti della struttura è stato realizzato un corso di italiano con docenti in loco nonché stipulato un protocollo d’intesa, per rafforzare l’apprendimento della lingua, con il CPIA (Centro Provinciale Istruzione per Adulti) di Rieti, così si migliora, tra l’altro la possibilità di interagire in modo elementare in italiano con parlanti madrelingua.

Anche hanno anche la possibilità al CPIA di seguire un regolare corso scolastico?

Si certo, attualmente 2 beneficiari frequentano regolarmente il corso di terza media dopo aver acquisito una scolarizzazione adeguata.

La scelta di Poggio Mirteto da dove nasce?

Durante il flusso dei picchi migratori c’era necessità di favorire l’accoglienza diffusa su tutto il territorio italiano. La Cooperativa individuò un ex ostello nel centro storico che era in disuso da anni, ormai inagibile perché totalmente vandalizzato. L’edificio è stato ristrutturato a nostre spese e reso fruibile. Quando l’attività cesserà l’ex ostello sarà a disposizione della comunità locale.

E’ l’unica ricaduta positiva per i cittadini mirtensi?

D’intesa con il presidente delle Cooperativa, Awan Jamil, abbiamo deciso di strutturare tutto il nostro lavoro rifornendoci dell'essenziale per l'espletamento dei servizi da fornitori locali, questo per permettere che la nostra struttura sia una risorsa economica anche per le attività commerciali di zona, difatti la frutta e la verdura vengono acquistati dal fruttarolo di paese, così come il pane, il necessario per la colazione, i prodotti di cancelleria e pulizia. Si è cercato di dare un po’ di respiro a piccole realtà commerciali che, come sappiamo, oggi faticano a rimanere aperte in quanto sovrastate dai grandi colossi.

Ci sono altri riflessi positivi, dalla presenza del CAS nella cittadina poggiana?

Gli ospiti sono stati invitati a svolgere attività di volontariato e l’attivazione di una convenzione specifica sta permettendo: la sistemazione delle aree verdi, dei parchi, del cimitero ed altra attività di lavoro socialmente utile.

Che tipo di lavoro socialmente utile?

Alcuni dei ragazzi si sono resi disponibili ad aiutare una signora disabile che ha delle problematiche ad uscire di casa con la carrozzina. Abita nel paese vecchio e non vi sono rampe che gli permettano di raggiungere le aree di passeggio site in paese.

Questo vuol dire che si sono ben integrati, in una realtà territoriale, a soli 50 km da Roma e 40 da Rieti ma a loro del tutto sconosciuta?

Vivono serenamente questa realtà sociale come fossero persone del posto e hanno stretto amicizie. Dal 2016 ad oggi non si segnalano episodi di disagio o violenza di nessun genere, non abbiamo avuto lamentele dai cittadini e non ci sono segnalazioni di alcun genere alle forze dell'ordine.

Con le nuove disposizioni legislative ed organizzative del Ministero dell’Interno cosa cambia?

Purtroppo visto il nuovo decreto sicurezza e i pesanti tagli imposti dal governo, molto probabilmente saremo incapaci di proseguire il lodevole lavoro attualmente svolto, nel nuovo bando di gara sicuramente non ci sarà spazio per lo psicologo e il professore di italiano.

Un’esperienza positiva, quella della Cooperativa Synergasia e dei suoi operatori che andrà a concludersi?

Sicuramente il taglio del budget, non ci permetterebbe: di far fronte alle spese che quotidianamente affrontiamo e sarà inevitabile la chiusura del centro; di conseguenza la perdita del posto di lavoro per 8 operatori. I ragazzi naturalmente si ritroverebbero a dover confluire verso la Capitale e perderebbero oltre che un tetto per dormire anche amicizie e relazioni.

Purtroppo visto il nuovo decreto sicurezza e i pesanti tagli imposti dal governo, molto probabilmente saremo incapaci di proseguire il lodevole lavoro attualmente svolto, nel nuovo bando di gara sicuramente non ci sarà spazio per lo psicologo e il professore di italiano.

Un’esperienza positiva, quella della Cooperativa Synergasia e dei suoi operatori che andrà a concludersi?

Sicuramente il taglio del budget, non ci permetterebbe: di far fronte alle spese che quotidianamente affrontiamo e sarà inevitabile la chiusura del centro; di conseguenza la perdita del posto di lavoro per 8 operatori. I ragazzi naturalmente si ritroverebbero a dover confluire verso la Capitale e perderebbero oltre che un tetto per dormire anche amicizie e relazioni.

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