Febbraio 2019

REGISTRO DI CLASSE

"MEDITATE CHE QUESTO E' STATO"

Incontro degli studenti con il dott. Canzio

eventi

(di Manuela Marinelli) È stato un bellissimo momento di Scuola, sabato 9 febbraio 2019, l’incontro con il dott. Giovanni Canzio, Primo Presidente Emerito della corte di Cassazione, professore di diritto penale e di Ordinamento Giudiziario all'Università Cattolica di Milano, con gli studenti e i docenti del Liceo Classico M.T.Varrone e del Liceo Artistico. Molti anche i cittadini venuti ad ascoltare la Lectio del dott. Canzio che ha spiegato con chiarezza e rigore logico  i passaggi giuridici che hanno portato l’Italia a diventare “legalmente”uno stato razziale negli anni bui del regime fascista.

Moltissimi gli spunti di riflessione suscitati dall’articolata analisi del relatore, capace di rendere comprensibili tematiche estremamente tecniche anche ad un pubblico di non addetti ai lavori.

Sul problema del vasto consenso ricevuto dalle leggi razziali si è, fra l’altro, soffermato il dott. Canzio.

Le leggi razziali in Italia, ha spiegato, hanno trovato la quasi totale maggioranza della popolazione consenziente sia per opportunismo, perché la discriminazione degli ebrei dava la possibilità di usufruire di vantaggi economici e di carriera; sia per ignoranza.

Infatti la martellante propaganda antisemita, condotta con maestria pubblicitaria e rivolta ad un pubblico scarsamente alfabetizzato, ha prodotto il radicamento di comode convinzioni pseudo scientifiche che garantivano l’inoppugnabilità della tesi razzista.

A tal proposito la Lectio del dott. Canzio ha indotto a riflettere sullo smisurato potere persuasivo della pubblicità e sull’uso spregiudicato delle false notizie. Il concetto stesso di razza, completamente errato sul piano scientifico, è stato infatti utilizzato proprio per giustificare ogni scelta discriminatoria nei confronti degli ebrei e di tutte le minoranze. Fino alla famigerata “soluzione finale”.

Barlumi di coscienza e sporadici, quanto ammirevoli,episodi di salvataggi di ebrei e minoranze hanno incrinato il compatto tessuto fascista solo quando sono iniziati i rastrellamenti e le deportazioni. 

“Italiani brava e mala gente” li ha definiti il dott. Canzio, citando il famoso film del neorealista Giuseppe De Santis, ricordando, come esempio di coscienza civile ed eroismo,il grande campione di ciclismo, Gino Bartali, annoverato fra i “giusti” che si sono adoperati per salvare migliaia di ebrei dallo sterminio.

Il dott. Canzio ha poi sottolineato la presenza della dicitura “razza” anche nella nostra Costituzione.L’Art. 3 infatti recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Proprio perché le leggi emanate nel periodo fascista si basavano sul falso concetto di “razza” come requisito fondante per il riconoscimento dei diritti giuridici e umani, la Costituzione lo ha acquisito per disinnescarlo, così da scongiurare ogni futura deriva di strumentalizzazione pseudoscientifica dell’idea di “razza”.

Sul rischio della maggioranza di emarginare o addirittura reprimere le minoranze, il dott. Canzio ha evidenziato l’equilibrio e l’armonia giuridica insite nella nostra Costituzione, frutto di analisi accurata dell’architettura legislativa che era stata costruita per realizzare lo stato razzista.

Come riferimento il dott. Canzio ha citato la poesia di Primo Levi,“Se questo è un uomo”, dove troviamo il monito “Ricordate che questo è stato” lanciato dal chimico e grande scrittore torinese, seguito dall’imperativo: “Scolpitelo nel vostro cuore”.

La Costituzione italiana ha in qualche modo dato veste giuridica alla memoria storica affinché fosse eretta una barriera normativa contro la follia razzista, sempre possibile e mai estinta, su cui la riflessione si è soffermata per sottolineare come il baluardo normativo non possa mai costituire un limite invalicabile. Qui il dott. Canzio ha utilizzato il famoso contrasto rappresentato nell’Antigone di Sofocle dove si contrappongono “leggi divine” e leggi umane. Se la legge è il frutto della forza e della tracotanza umana, ad essa si contrappone sempre la coscienza, creando una contraddizione giuridica insanabile su cui si è interrogato l’antico autore greco. Ma, ha assicurato il dott. Canzio, oggi questa contrapposizione non può più avere luogo proprio grazie all’architettura giuridica della nostra Costituzione che prevede un sistema normativo in grado di tutelare pienamente il cittadino. Cosa che era stata appositamente eliminata nella struttura giuridica dello stato razzista,impedendo ogni possibilità di ricorso e di appello da parte dei discriminati.

Tutta la platea degli studenti ha seguito con attenzione e profondo interesse la limpida trattazione del dott. Canzio. Particolarmente interessati gli studenti delle terze liceo perché hanno colto l’opportunità di poter seguire una lezione specialistica e chiara, utilissima in vista del prossimo esame di stato che prevede la presenza di tematiche legate proprio a “Cittadinanza e Costituzione”. Ma anche gli studenti delle altre classi si sono mostrati estremamente sensibili e coinvolti dalla tematica. Molte sono state infatti le domande sottoposte al dott. Canzio che ha risposto con totale disponibilità. Le domande dei ragazzi erano talmente tante che, giunti alla fine della mattinata, la preside dell’IIS Varrone, prof.ssa Stefania Santarelli, ha dovuto, a malincuore, interrompere le richieste di approfondimento.

Il dott. Canzio ha fatto i suoi elogi agli studenti per la profondità e l’acutezza delle loro domande.

Come ultimo atto della giornata, lo studente Giovanni Aguzzi, della I B del Liceo Classico ha letto un brano in ricordo dell’eccidio delle Foibe, in merito alle quali il dott. Canzio ha ribaditola necessità di mantenere sempre viva la memoria storica, di tutelare un sistema giuridico in grado di impedire derive razziste e antidemocratiche, di studiare con serietà e impegno per formare una coscienza collettiva e individuale immune dall’indifferenza verso l’ingiustizia e il sopruso, perché solo la coscienza critica e l’assunzione individuale di responsabilità possono garantire un solido baluardo contro la tirannide.

In conclusione è stato fatto omaggio al dott. Canzio di alcuni doni da parte degli studenti e dei docenti del Liceo Ginnasio M.T.Varrone. In particolare il dott. Canzio ha gradito il dono della felpa ideata dai ragazzi e fatta appositamente realizzare per lui dalla prof.ssa Nadia Laudazi.

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