Dicembre 2020

SALUTE

L'USCA(D) FINALMENTE ANCHE A RIETI PER LA SORVEGLIANZA DOMICILIARE DEI SOGGETTI PIÙ FRAGILI

salute, sanità

Il 21 novembre avevamo pubblicato la lettera inviata al Ministro Sileri e al Sottosegretario Zampa dalla segreteria regionale dello SMI (Sindacato Medici Italiani) in cui spiegavano le ragioni del loro ricorso al Tar, al fine di attivare le Usca. “Il TAR non ha fatto altro che condannare la Regione Lazio perché non ha applicato una legge dello Stato, legge voluta dal vostro governo per il contenimento della diffusione del virus sul territorio – spiegavano - Siamo in una situazione tragica e solo chi vi lavora ne ha la piena percezione” Più volte avevamo amplificato attraverso le nostre intervisto il grido d’aiuto dei medici di famiglia è già nel marzo 2020 l’UGL scriveva “Il Ministero della Sanità indica l'applicazione degli Usca, l’attività delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), previste e applicate già da Regione Lombardia con funzione di supporto all’attività del territorio.” Rieti ne ha forzatamente fatto a meno sino ad oggi, quando finalmente – dicembre 2020 – vedono la luce a seguito della chiusura del bando del 24 novembre per il reperimento di medici ed infermieri volontari. I 14 medici ed i 10 infermieri che hanno risposto avranno il compito intervenire in situazioni di emergenza, effettuando la sorveglianza sanitaria ‘in supporto ai medici di famiglia, tramite un servizio multidisciplinare  a domicilio” che riguarderà anche ‘le strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali nelle quali si è reso manifesto un focolaio di contagio’. L’USCAD Unità Speciale Controllo Assistenziale Distrettuale saranno attivi ogni giorno dalle 8 alle 20 su tutto il territorio e si articola in team sanitari di intervento, composti di norma da un medico ed un infermiere (API), possibilmente stabili, a seconda dell’intervento potranno mutare nel numero e nella composizione del personale. Secondo il bando “Interverranno a due giorni del manifestarsi dei sintomi presso le persone più fragili, non autonome, impossibilitate a recarsi presso il drive-in, a cui verrà, dopo un triage, eseguito il test antigenico e prescritta l’eventuale terapia farmacologica”.

11_12_20

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