a cura di Matilde Fallerini

Giugno 2024

RIETE DDE NOJANDRI

L’ANTICO BORGO SANT’ANTONIO

storia

di Matilde Fallerini - Il mese di giugno riporta alla mente un tragico avvenimento che si verificò il giorno 6 del 1944: il bombardamento del Borgo. Nel passato, il Borgo aveva una particolare rilevanza per l’economia cittadina. Nel Borgo passavano le greggi durante la transumanza dalle montagne alla pianura sabina, nel Borgo c’erano numerosi mulini da guado, posizionati lungo il canale della Cavatella che lo circondava, nel Borgo si trovava una concentrazione di attività artigiane di ogni genere. Ma il Borgo non è solo la piazza e le chiese che vi si affacciavano, San Michele e un tempo Santa Cecilia, comprende anche i due rami paralleli costituiti da Borgo Sant’Antonio e Borgo dei Ferrari. Si legava alla città attraverso l’antico ponte romano, ma durante la sera il Borgo rimaneva isolato per la chiusura delle porte dei due casseri che si trovavano all’inizio e alla fine del ponte. Il Borgo ha una storia segnata da una costante povertà, con gente abituata a fatiche di ogni genere e mal retribuita e a calamità di ogni sorta: dalle “pianare”, all’aria malsana dovuta ai fossi, paludi e stagni che lo circondavano, dalle pestilenze ai conflitti armati che interessavano la città. Borgo Sant’Antonio ebbe origine intorno alla metà del’300 “da pede Sancti Blasii” così era individuato, ai piedi della chiesetta di San Biagio. Era abitato da braccianti, mezzadri, boscaioli, pescatori, che il lavoro tratteneva fuori, tanto che sembrava fosse abitato da sole donne, dedite alle faccende domestiche. Furono loro che nel 1499 si ribellarono al Comune per la chiusura di una porta lungo un muraglione di difesa e ottennero in seguito lo scavo di un fossato difensivo (Cavatella); per questo, molto probabilmente, fu poi chiamato Borgo delle Femmine. Ma l’ultima luttuosa tragedia che colpì Borgo Sant’Antonio, fu il bombardamento degli alleati che lo rase al suolo, durante la ritirata dei tedeschi e di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. Intorno alle 10.30 del 6 giugno, uno stormo di bombardieri cominciò a sganciare bombe che in pochi minuti lo colpirono e distrussero, ventisette furono le vittime, tra cui un bimbo di tre anni.

Dida foto:

Foto 01 - Borgo Sant’Antonio - anni 20 del ‘900
Foto 02 - La chiesa di S. Michele Arcangelo prima del bombardamento
Foto 03 - L’antica chiesa di Santa Cecilia 

(Foto archivio Bernardinetti)

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