Febbraio 2022

LIBRI

LORETO MATTEI DEVOTO IN LINGUA, TRASGRESSIVO IN DIALETTO

Gianfranco Formichetti: "Ruolo di primo piano nella letteratura dialettale"

cultura, libri

di S. Santoprete - “E’ il libro della mia vita, ho iniziato da qui con la mia tesi di laurea - il professore Gianfranco Formichetti mostra a Format con orgoglio l’ultima sua fatica letteraria ‘Loreto Mattei 1622-1705. Devoto in lingua trasgressivo in dialetto - I sonetti e gli enigmi’. L’assessore alla Cultura del Comune di Rieti torna quindi ad una delle sue grandi passioni “Provengo da una formazione storicistica, con particolare attenzione alle poetiche inserite all’interno del contesto storico, dandomi la possibilità di poter meglio analizzare i personaggi. L’opera del biografo è diversa da quella del filologo, ma nel caso di questo protagonista i due aspetti convivono: mi ero già occupato anche della sua biografia per il Dizionario Biografico degli italiani per l’Enciclopedia Treccani.”

Chi è Loreto Mattei?
“Personaggio interessante perché oltre ad essere un grande intellettuale (primo traduttore dei Salmi di Davide in italiano) - spiega l’autore - si inserisce all’interno della letteratura tardo seicentesca della Controriforma, si occupa anche di una serie di testi come Horatio parafrasato e moralizato, dando una veste alla letteratura classica in sintonia con la riforma cattolica del tempo. E’ un grammatico, il primo a parlare di ‘nazional favella’ con un atteggiamento estremamente innovativo per il suo tempo, affermando che il volgare è da preferire al latino. Anche all’interno della realtà reatina diventa interessante il profilo del poeta dialettale. Per comprenderne la caratura basti pensare come Giuseppe Gioacchino Belli si lasci ispirare dai suoi sonetti. Nel libro è presente un interessante appendice dedicata all’analisi delle tangenze fra le due scritture. Nella cultura della sua epoca lo spessore di Mattei è tale da farlo diventare nel 1692 membro dell’Accademia dell’Arcadia e da permettergli di vivere in una dimensione addirittura internazionale, come dimostra la corrispondenza epistolare con l’imperatrice a Vienna. Ritengo che sia stato ingiustamente trascurato nella nostra realtà, mentre è molto considerato a livello nazionale, tanto che un saggio della mia tesi fu pubblicato sulla Rassegna della Letteratura Italiana, la rivista più importante per il settore”.

Dov’è la forza della sua modernità?
“Sono convinto della sua modernità per il ruolo svolto all’interno della letteratura dialettale italiana, e dal punto di vista del grammatico, colui che ha studiato la storia della lingua italiana. Quanto mai originale il fatto che, accanto all’intellettuale ligio e morigerato, un’altra parte della sua produzione presenti un poeta stravagante e trasgressivo. Sorprendente anche questo aspetto che lo accomuna al Belli, ci sono poesie che hanno significati ‘robusti’ anche sul piano erotico, sessuale addirittura. Se pensiamo che, dopo la morte della moglie, prese anche i voti, è chiaro che non avrebbe avuto intenzione di pubblicarle. Più di 120 anni dopo fu Angelo Maria Ricci nel 1829 a farlo, censurandolo. Rintracciando gli originali ho mostrato come non si trattasse di un intellettuale di provincia chiuso nel proprio spazio, ho poi voluto dare un ulteriore contributo offrendo un approfondimento con un glossario dedicato alle parole dei 62 sonetti: ne sono rimaste una decina non esattamente tradotte. Nella pubblicazione appaiono anche enigmi, indovinelli giocati in maniera brillantissima dimostrando la padronanza della lingua, una peculiarità dal punto di vista metrico, aspetto poco curato nella storia della letteratura italiana: in pochi vi si sono cimentati”.

Il lavoro è stato presentato recentemente all’Auditorium Varrone; sono intervenuti oltre l’autore, Marcello Teodonio ed Elio di Michele. Carlo Simeoni, Guido Marcellini, Giovanna Palomba hanno  offerto il proprio contributo nella lettura di alcuni versi in dialetto reatino.

(da Format Gen-Feb 2022)

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