Dicembre 2018

TERREMOTO

LETTERA A GESU' BAMBINO DAL SINDACO DI UN BORGO TRADITO

ricostruzione

Caro Gesù Bambino,
sono il sindaco di un piccolo borgo di montagna, che una volta era molto bello ma lo conoscevano in pochi. Purtroppo ora è distrutto, ma sembra che tutti lo conoscano.
Ti scrivo per chiederti un grande dono di Natale. No, non per me, per carità. Io sono il primo cittadino ma rappresento gli ultimi, e quando rappresenti chi soffre, come sai bene, ti accorgi che a te non serve nulla.
Ti scrivo per la mia gente. È un popolo tosto, fiero, dignitoso. Ha sofferto e sta lottando. Lo so che non sempre è stato il miglior popolo del mondo, a volte è stato un po’ burbero, presuntuoso e litigioso, e forse a volte non ha meritato. 
Ma oggi, lo sai, ha bisogno di te. 
Non ti chiedo di regalargli oggetti preziosi, dolciumi o giocattoli, anche se molti hanno bisogno di tante cose. 
Ti chiedo di fargli solo un dono: regalagli un po’ di SPERANZA.

La speranza non costa niente ma non è facile donarla. 
Solo tu lo puoi fare.
Fai sparire invidie, gelosie, presunzioni.
Rimuovi ciò che divide e esalta ciò che unisce.
Rendi visibili gli invisibili e non chi pretende di esserlo. 
Allontana chi gli tende la mano ma pensa al proprio tornaconto.
Togli le carte bollate, le burocrazie, le complicazioni delle procedure, e dagli il coraggio di affrontare le loro difficoltà.
Fa che chi deve decidere del loro futuro lo faccia con serietà, competenza e coraggio, e soprattutto lo faccia insieme a loro.
Togli di mezzo quei politicanti che venderebbero chiunque per 30 denari. 
Circondali di gente che lavora per passione e col cuore.

Ti prego Gesù Bambino, fai ripartire quell’orologio, che scandisca un tempo che la gente possa vivere pienamente. Anche se oggi l’orologio non si muove, il nostro tempo sta trascorrendo, faticosamente, lo stesso.

Grazie Gesù Bambino per quello che potrai fare, per loro e per tutti quei piccoli borghi come noi che sono stati abbandonati. Donagli la fiducia che un giorno, non troppo lontano, possano tutti riavere le chiavi della loro nuova città

F.to
Un sindaco di un piccolo grande borgo tradito

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