Ottobre 2020

LEGGE PICCOLI COMUNI

Perché può essere una leva di rilancio per la piccola impresa

impresa

Come molti avranno letto, nelle scorse settimane il Ministero dell'Interno ha emanato l’atteso decreto (D.M. 10 agosto 2020) che definisce nel dettaglio i parametri per la determinazione delle caratteristiche che le amministrazioni comunali devono rispettare per beneficiare dei finanziamenti previsti dalla Legge sui Piccoli Comuni (Legge n. 158/2017) che aveva assegnato fondi ai comuni con meno di 5000 abitanti.

Come Confartigianato avevamo immediatamente espresso apprezzamento già alla pubblicazione del provvedimento, che andava nella direzione che l’Associazione indica già da diversi anni. Considerando il fatto che il 70% dei Comuni Italiani rientra nella definizione di “piccolo comune”, risulta evidente che fosse necessario riconoscere una specificità per queste aree, soggette già da tempo da calo demografico costante, mancanza di servizi, isolamento fisico e digitale. Nonostante questo, a livello nazionale, nei comuni con meno di 5000 residenti, sono ancora attive un milione di imprese ed è presente il 16% dei musei, monumenti e aree archeologiche di proprietà dello Stato. Inoltre, il 94% di questi comuni può vantare almeno un prodotto a Denominazione di Origine Protetta. L’Italia è fatta di questo in fondo, di piccole comunità che vivono ancora in una dimensione familiare, di prossimità, a misura d’uomo e non vanno certo lasciate morire. Anzi, noi pensiamo che le risorse stanziate debbano essere utilizzate proprio per contrastare e invertire la tendenza all’isolamento e allo spopolamento, intervenendo su economia, turismo, servizi e patrimonio edilizio.

Non serve sottolineare che il tema della valorizzazione del territorio sia particolarmente sentito in una provincia come la nostra, dove solo quattro comuni superano la soglia dei 5000 abitanti.

La legge in questione prevede insomma un sostegno concreto ai piccoli comuni e mira a valorizzare le piccole realtà locali oltre che a riqualificare e recuperare i centri storici. In questo contesto è stato introdotto il “Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni” con uno stanziamento di 100 milioni di euro, integrati da ulteriori 10 milioni annui per effetto della Legge di Bilancio 2018.

Il decreto ministeriale di agosto fornisce gli strumenti per assegnare tali fondi agli oltre 5500 comuni coinvolti, caratterizzati da fenomeni di dissesto idrogeologico, forte ritardo economico, decremento della popolazione residente, condizioni di disagio insediativo.

In particolare, il decreto prevede degli indicatori che i comuni devono possedere per beneficiare dei fondi da investire in progetti per:

  • Favorire l’insediamento di nuove attività produttive;
  • Promuovere la produzione e la vendita di prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile;
  • Tutelare le aree rurali e montane;
  • Informatizzare e digitalizzare le attività didattiche e amministrative;
  • Tutelare gli ambienti e i beni culturali;
  • Mitigare il rischio idrogeologico;
  • Salvaguardare la riqualificazione urbana dei centri storici;
  • Mettere in sicurezza le infrastrutture stradali e gli istituti scolastici;
  • Ristrutturare i percorsi viari di valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzano modalità di trasporto a basso impatto ambientale.

Come Confartigianato Imprese Rieti, abbiamo immediatamente scritto ai 69 Comuni della provincia di Rieti interessati alla normativa, affinché attivino tutte le procedure necessarie per ottenere finanziamenti dal Fondo per lo sviluppo strutturale. Il nostro auspicio è che le amministrazioni comunali si dimostrino pronte e propositive e che non venga persa questa importante opportunità per una riqualificazione del nostro territorio. È infatti un segnale, seppur limitato da un punto di vista delle risorse economiche, di attenzione nei confronti piccole comunità, anche in virtù delle ricadute lavorative di cui potranno beneficiare le imprese, soprattutto artigiane, in un momento di grande difficoltà economica. 

Non possiamo nascondere che, per un’ Associazione imprenditoriale come la nostra, questo sia un tema di vitale importanza, perché potrebbe rivelarsi una leva interessante per far ripartire i lavori pubblici, il cui importo, certamente ridotto, permetterà l’affidamento diretto dell’appalto, creando lavoro per le piccole imprese artigiane edili, degli impianti e di tutto il comparto costruzioni e affini. Un primo passo per fare dei nostri piccoli borghi dei gioielli di cui prendersi cura.

Per info Confartigianato Imprese Rieti

Via F.lli Sebastiani, 121 tel. 0746.218131/491435/251900

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