Giugno 2019

L'editoriale di Stefania Santoprete e Massimo Palozzi

Ognun per sé

A Rieti si organizza di tutto: eventi, convegni, fiere, manifestazioni e molto altro arriverà nei prossimi mesi. Chi come noi può usufruire di un osservatorio privilegiato, di una redazione in cui confluiscono comunicazioni su quanto si sta svolgendo di giorno in giorno, direbbe una menzogna definendo questa città ‘immobile’. Ora però confrontatevi con un commerciante... oppure fermatevi ad ascoltare un imprenditore, un professionista, un lavoratore di qualsiasi comparto. A tutto questo fermento organizzativo non corrisponde pari movimento economico. Non se ne percepisce l’indotto, manca il beneficio. O meglio, il fuoco d’artificio di due giorni non copre il buco generato da una crisi che si trascina da un periodo troppo lungo. C’è però, a fronte di tanto dispendio di energie, un dubbio: “E se non fossimo capaci di far fruttare ciò che produciamo?” Inutile dire che la tentazione di utilizzare quella fatidica frase è dietro l’angolo: ‘mettere a sistema’. Ma sappiamo veramente cosa s’intende? Tentiamo di dare definizione in un noctro altro articolo ad un concetto ostico ed assai difficile da tramutare in realtà ma è la sfida che dovremmo provare a raccogliere. Sembriamo tante formichine che si affannano nel trasportare chicchi pesantissimi, creando ingorghi dinanzi all’entrata del formicaio, sovrapponendoci, salendoci sopra e poi correndo e tirando, sbagliando strada, tornando indietro, perdendo il carico e riniziando tutto da capo. Il caos. Descrive bene questa situazione Massimo Palozzi, nostro collega, prendendo in considerazione una settimana simbolo, quella dal 6 al 12 maggio scorso “Il problema è la mancanza di coordinamento. Le analisi, le proiezioni, la descrizione di scenari sono appassionanti a livello concettuale ma non sempre riescono a fornire contributi realmente applicabili senza una visione d’insieme. Insomma, una bella overdose di appuntamenti (per citare solo quelli svoltisi in città), tutti concentrati nella stessa settimana e accomunati dal nobilissimo intento di fornire elementi di comprensione dei fenomeni di più stringente attualità per affrontare le sfide di questa particolare contingenza socio-economica.

Ribadito il sincero apprezzamento per chi ha inteso dedicare tempo ed energie a queste iniziative, non si può però evitare di notare come il loro accavallarsi rischi di polverizzarne la portata, mettendo per l’ennesima volta in evidenza l’estrema difficoltà di 'fare sistema' a Rieti.

Si potrebbe obiettare, citandone solo alcuni, che il corso di aggiornamento per gli operatori turistici non ha niente a che vedere con il progetto educativo dedicato agli studenti o con le iniziative di Legacoop, ma si commetterebbe un errore.

L’epoca degli egoismi identitari dovrebbe ormai essere definitivamente tramontata. Semmai è complicato selezionare un soggetto in grado di fare sintesi e pianificare azioni coordinate per il migliore utilizzo delle risorse e il potenziamento di programmi e strategie.

In un comprensorio contenuto come il nostro questa difficoltà potrebbe comunque essere superata riunendo intorno ad un tavolo tutti gli attori istituzionali e quelli portatori di interessi collettivi maggiormente rappresentativi per stilare almeno una scaletta di interventi che non veda più ammassarsi, se non addirittura sovrapporsi, le singole manifestazioni in momenti limitati, lasciando poi scoperti ampi periodi dell’anno.

Soprattutto, occorrerebbe che l’entità incaricata di questa regia si accollasse anche l’onere di seguire l’evoluzione delle varie iniziative per cercare di renderle funzionali le une alle altre o intervenire in caso di debolezze, carenze o scarsa efficienza sul piano operativo.

È davvero una semplice questione di buona volontà, peraltro a costi prossimi allo zero e che sarebbero comunque ben ripagati se solo si riuscisse ad evitare la frammentazione delle idee e la dispersione dei risultati, come purtroppo continua ad accadere.”

 

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