Giugno 2021

“RIETI DEMOCRATICA LIBERI E FORTI": COMMERCIANTI A RISCHIO

politica

La ferma volontà manifestata dal Sindaco e dall’Assessore Emili di portare avanti la edificazione nella zona delle Porrara e nell’ex Zuccherificio e la realizzazione del sottopasso in Viale Maraini a solo vantaggio dell’Ente Ferroviario, attribuendo a ciò il rilancio di un settore e dell’economia, nonché il processo di sviluppo del territorio, inquieta e preoccupa.

Il sottopasso di Viale Maraini, sarebbe l’ultimo sfregio alla città di Rieti fin troppo martoriata, deturpando uno dei brani più significativi e storici, anello di congiunzione fra antico centro e la zona di sviluppo oramai storica, in quella direttrice Nord, dove hanno guardato e si sono integrate tradizioni contadine e nuove realtà industriali, dando vita all’ampliamento urbano con attività scolastiche, di culto, sportive, commerciali.

Non gioverebbe certo a cittadini e città, barattare uno scorcio di pregio in prossimità della Porta Cintia, con la peggiore espressione viaria, anche nella considerazione che il minimo disagio di un passaggio a livello può essere superato con un più adeguato sistema viario (magari, nel frattempo, con più attenzione dei tempi di chiusura del passaggio a livello ultimamente troppo dilatati).

La zona di espansione delle Porrara è stata concepita con funzioni complementari a quelle attribuite alle aree ex industriali delle quali non si ha notizia e alle quali non è possibile consentire alcuna “fuga” in avanti, poiché i relativi Comprensori rappresentano un unicum progettuale, così come concepito dai pianificatori, ribadito dalla apposita Commissione di cui faceva parte l’attuale Assessore all’Urbanistica e richiamata nelle Linee Programmatiche per le Azioni di mandato dal Sindaco.

Il quadrante costituito dalle aree ex Zuccherificio, ex Montedison, ex Snia e Porrara, rappresenta un tavolo su cui giocare le future dinamiche di sviluppo, un tavolo che potrà svolgere un importante ruolo solo se avrà quattro gambe e tutte uguali; la lunghezza, non separatamente variabile è rappresentata dalle previsioni del vigente Piano Regolatore, pertanto anche la benché minima variante per ciascun Comprensorio, farebbe “zoppicare” il tavolo, salvo che non si voglia riconsiderare il tutto a prescindere da esigenze elettorali.

Ad oggi, appare incomprensibile l’insistenza ingiustificata di un’azione amministrativa che avrebbe l’effetto di mortificare la città, di non produrre alcun beneficio al settore edilizio che necessita di ben altro, di produrre danni irreversibili al commercio, con la realizzazione di nuove strutture sparpagliate, peggiorare il sistema viario con il sottopasso di Viale Maraini.

Le Linee Programmatiche per le Azioni di mandato del Sindaco, ad oggi disattese, prevedono fra l’altro:

Certezza normativa; gli uffici sono incartati dalla confusione di norme, disposizioni e interpretazioni;

Ristrutturazione strutture in disuso (compreso il complesso di S. Benedetto di proprietà comunale); in città e periferia ci sono incompiute che marcano un palpabile degrado e nessun intervento risulta sia stato quantomeno proposto;

Incentivare il ritorno dei cittadini residenti; ci chiediamo come, considerando che la desertificazione è sempre più evidente;

Interventi nel Centro Storico attraverso analisi dei residenti e attività commerciali per valutare le esigenze; tenuto conto dello stato di fatto deve immaginarsi che Sindaco e Vice Sindaco stiano ancora in fase di analisi e tuttavia hanno previsto un investimento per il recupero del Mercato coperto con destinazioni tutte da valutare;

La Fiera dell’Artigianato, ripensata in formula diversa, accompagnata da eventi; sarebbe bastato e basterebbe ancora che si leggessero gli atti di costituzione, dove gli eventi concomitanti, erano condizione imposta dalla Regione per concedere l’autorizzazione la terza settimana del mese e che l’apposita Commissione dal Sindaco cancellata di fatto, vigilava fra l’altro sulla qualità degli espositori e l’obiettivo da raggiungere era quello di realizzare una mostra di eccellenza, estesa verso via del Porto per riqualificare tutti i locali inutilizzati e predisporre il mercato delle moto d’epoca e relativi pezzi di ricambio;

Il Mercato coperto; dopo aver ignorato il progetto di fattibilità con due soluzioni alternative, redatto da professionisti locali, sono state messe in campo due iniziative, una per la minima ristrutturazione e l’altra una gara di project financing, miseramente naufragate e poi il nulla per trenta anni;

Centro Commerciale Naturale, accordo con i proprietari dei locali, riportare gli Uffici al centro, sono le altre estemporanee neanche tentate, senza alcuna visione complessiva, senza programmazione, senza alcun presupposto.

La città tutta, ha bisogno di azioni che armonizzino l’intero territorio, l’intero tessuto connettivo; non si può gestire con una visione parziale perché il sistema funziona se c’è equilibrio, non si può armonizzare l’attività commerciale nella città senza un Piano adeguato della Rete Distributiva, non può sopravvivere il commercio nel Centro Storico svuotato, così come non può sopravvivere il Centro storico senza un’adeguata attività commerciale; in questo contesto, forzare l’urbanistica per consentire un forsennato insediamento di edifici con destinazione non abitativa, significa creare un ulteriore pericoloso disequilibrio fra offerta e bacino di utenza.

L’antico centro, rappresenta l’identità del territorio, il richiamo per i residenti ma anche per i turisti e non si può abbandonare; sarebbe anacronistico pensare, come qualcuno pensa, che il Centro Storico possa svolgere le funzioni essenziali della città come una volta ma anche per questo è necessario individuarne la vocazione e agevolare tutte le iniziative per renderlo attrattivo e non rischiare con interventi in altre zone, di vanificare tale possibilità.

Crediamo sia improcrastinabile fare il punto della situazione con analisi e dati puntuali da proiettare in prospettiva, evitando di sperperare le poche risorse rimaste che offre il territorio.

Rieti 18/06/2021

assrietidemocraticaliberieforti@pec.it     rietidemocraticaliberieforti@gmail.com

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