Giugno 2024

EVENTI E MANIFESTAZIONI

LA PROCESSIONE DEI CERI AMMALIA I TURISTI

foto, tradizioni, turismo

“Proponiamo alle parrocchie e all’agenzie legate ad esse l’appuntamento con la Processione di Sant’Antonio due anni prima, spiegando la relazione che ha con questo territorio. – ci spiega la veterana del turismo Rita Giovannelli, titolare di ‘Rieti da Scoprire’, globetrotter e guida turistica, imprenditrice caparbia e inarrestabile, anima della ‘Rieti Sotterranea’ che dal 1998 è stata visitata da circa ottantamila persone - Presentiamo come legato alla tradizione, questo atto di fede, con le donne vestite di nero che abbracciano i ceri, lo spettacolo delle mille fiammelle che, sul far della sera, s’insinuano nei vicoli e la meraviglia dei fuochi d’artificio che accompagnano e concludono la giornata. Ha una sua peculiarità anche perché le processioni, soprattutto nel nord Italia, vanno scomparendo. A Padova il 13 giugno, ricorrenza del Santo, sono ben poche le persone che sfilano, mentre qui la partecipazione è di massa. I gruppi ospiti partecipano alla colazione della mattina, quella in programma dopo la Messa ed è chiaro a tutti, sin dalla partenza, che occorre collaborare con tre euro per far sì che queste tradizioni vengano sostenute. Una fuga al Terminillo per la visita al Tempio di San Francesco, pranzo in città e poi via con il giro delle Infiorate: di segatura colorata, di riso tinto, di petali freschi. Il feedback è straordinario dinanzi a questa condivisione di azioni, cibo e arte. Ho spesso detto agli amministratori che i dipendenti dovrebbero mescolarsi ai turisti per ascoltare la loro meraviglia. Tra poco parte una mia campagna promozionale indirizzata a 4mila agenzie in tutta Italia intitolata ‘Rieti: molto di più di quello che ti aspetti di trovare’ ed è questo che loro dicono. Guardare la città con gli occhi degli altri ti dà dei flash su cui lavorare, capisci dove sono le sue potenzialità, hai delle indicazioni: ciò che per noi è ridicolo per loro è importante. Non potete capire come piaccia ai turisti! “Non sapevo ci fosse tutto questo a Rieti, non immaginavo fosse tanto bella!”

E allora portiamoli all’imbrunire sul ponte romano, segnaliamo sulla mappa i migliori luoghi di osservazione dell’interminabile sfilata, lì dove la Statua del Santo appare commoventemente circondata dalla devozione popolare e dalle luminarie, sollevata con orgoglio dalle quattro squadre in cui nonni, padri, figli, hanno affrontato il peso e la fatica di quei 16 quintali in salita, in discesa, con il sole o la pioggia.

“La Processione dei Ceri è straordinaria, ha ancora grande appeal - conferma Rita - La promuoviamo soprattutto nel Veneto in generale, che ama questo territorio ed ha una rete ecclesiale vastissima, con servizio d’agenzia molto attivo. E’chiaro che devi essere abile nel confezionare un buon pacchetto non esclusivamente a sfondo religioso, unendola alla visita a Greccio, alla Rieti Sotterranea, alle Terme di Vespasiano, ad Amatrice o magari a Castelluccio passando per Leonessa, sfruttando come pretesto gli eventi in corso”. 

Quindi quando ci lamentiamo che troppi eventi accadano contemporaneamente sbagliamo?

“Non sono mai troppi. Siamo un’area interna e questo territorio dovrebbe progettare almeno una manifestazione ogni 15 giorni poiché così stimoli la curiosità. Il passaparola è immediato e nel giro di poco tempo altri decideranno di partire senza troppa pianificazione. La visita di una città piccola, sconosciuta ai più, si muove attraverso originali appuntamenti. Ipotizzo la Giornata della musica classica con dieci musicisti piazzati in luoghi caratteristici, creando un percorso che includa ad esempio la Cattedrale, con luce d’ambiente, le volte del Palazzo papale, i Giardini del Vignola… guide che illustreranno Rieti e piccole degustazioni al termine di ogni mini concerto: per assistervi io mi muoverei da Roma e passerei una giornata in città. Quando fissavo le visite alla Rieti Sotterranea alle 18 qualcuno mi criticava, oggi hanno compreso che terminando alle 19.30 non si ritorna a casa ma si cena qui oppure a Greccio, al Terminillo d’estate ed è l’intero territorio a lavorare. Purtroppo anche la Processione dei Ceri è ballerina sul calendario e questo è un problema. Quando venne rimandata ai primi di luglio, anni fa, pagai una penale di tremila euro per coprire le spese che avrebbero dovuto sostenere i due pullman in arrivo. A Santa Rosa piove, nevica, tira il vento, è lunedì, è martedì… è sempre il 3 settembre ed ovvio che l’operatore ci investe. Lì arrivano due Boeing 477 con più di mille persone che rimangono per sette giorni: 7mila pernottamenti che Rieti non fa in tre anni” 

Sant’Antonio come Santa Rosa?

“Potrebbe, se si arricchisse il tutto con qualcosa in più rispetto al concerto della sera prima della Processione. Organizzando ad esempio uno studio sul Santo. Noi abbiamo sempre pensato che Sant’Antonio non fosse mai passato da queste parti e non ci si spiega questa lunga affiliazione, ma studi recenti hanno portato alla convinzione che il Taumaturgo abbia parlato con San Francesco proprio qui.

C’è una bibliografia talmente vasta da permettere una contestualizzazione. Il Santo dei miracoli è stato sezionato, analizzato, sono stati pubblicati sermoni proprio per esaltare la figura di questo grande predicatore. 

Non solo quindi un evento religioso importante: la Processione dei Ceri di Rieti è considerata una delle più belle al mondo in onore di questo Santo, ma ha bisogno di essere trainata e contornata anche da un’offerta culturale E poi, se vogliamo rilanciare: si possono fare dei concerti itineranti di musica medievale? Si possono coinvolgere attori che declamino quei sermoni oggi così attuali? Dei convegni basati sul confronto tra le predicazioni di Francesco e quelle di Antonio, dal quale si evinca come quest’ultimo fosse culturalmente elevato mentre il Poverello avesse più empatia nei confronti della gente? Attuando questa operazione si attirerebbero studiosi ed appassionati.

Dando loro la possibilità di partecipare inoltre ad almeno due/tre visite di qualità, li convinceremo e a restare, elevando l’offerta: non più solo tradizione e rito ma una proposta fondata su una base culturale, soddisfacendo altri ‘appetiti’.” 

S. Santoprete

foto Festuccia - D'Alessandro - Agostini

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