a cura di Federica Pitotti

Febbraio 2019

PILLOLE CINOFILE

LA NUOVA (E SCORRETTA) RUBRICA SUI CANI: TUTTO SUL MONDO A QUATTRO ZAMPE

Gennaio volge al termine.
Molti di voi avranno trovato sotto l'albero di Natale una piccola palla di pelo e ciccia da coccolare e con la quale condividere una parte di vita.
Lo avete magari tenuto stretto al petto per un mese sopra il divano ma, adesso, urge riprendere una routine che vi veda anche fuori di casa. Voi provate ma il piccolo piange quando non ci siete, graffia la porta, addenta il mobilio e vi rende protagonisti indiscussi delle riunioni condominiali. Ebbene, noi abbiamo la soluzione per riportare la pace nel palazzo e nella vostra casa. 

Nasce oggi la rubrica che vi aiuterà a capire e prendere dimestichezza con il mondo dei migliori amici dell'uomo. Non vi promettiamo, però, il politicamente corretto. Signori e signore ecco a voi: PILLOLE CINOFILE. (tatataaaa)

Avremmo potuto scegliere una figura più diplomatica per la neonata rubrica? Scomoderemo una locuzione che la Crusca boccerebbe in tronco: assolutamente sì!

Vi indignerete nel corso dell’articolo? Eccome.
Ma vi chiediamo il tempo di arrivare alla fine, anche solo per radicare il concetto che siamo assai scorretti, o chissà, magari ci darete ragione.

La misura contro il randagismo è acquistare un cane”, ecco come esordisce Federica.

Adesso rimettetevi a sedere.
Vi vedo, no non togliete il segui alla pagina di Format online, state comodi, c’è tempo per quello.

Rompendo la fantomatica quarta parete della scrittura giornalistica, in tutta franchezza, vi dico che anche io ho avuto non poche difficoltà a metabolizzare l’enunciato.
Io, orgogliosa posseditrice di un meticcio che ho trovato abbandonato nel bosco, ho fatto difficoltà. Ma poi ci siamo incontrate a lungo, per scrivere di come si gestisce un cane che fa pipì in casa o come evitare che ci stacchi un braccio in passeggiata e tante altre informazioni che vedrete nelle prossime uscite. È allora che ho cominciato ad intuire che forse, talvolta, andrebbe cambiato posto a sedere, per un’ottica più chiara sulle questioni.

Federica è giovanissima, 25 anni, e della sua passione a quattro zampe ne ha fatto una missione. Ha conseguito il diploma in educazione cinofila a Grosseto, nella scuola di Giuseppe Sollo, colui che si occupa di addestrate i Malinois (pastori belga) per le missioni anti esplosivi dei militari nelle zone di guerra.

Perché? Chiediamo.

Ho fatto la scelta di prendere un cane studiando. Sapevo che avrei dovuto scegliere seguendo qualche fonte più autorevole per comprare (si comprare) la mia Akita tigrata argento a cui si è aggiunto molto tempo dopo, un Akita tigrato rosso.

Per intenderci, Hachiko il fedelissimo cane di Richard Gere e sì, uscendo con lei lo sentirete ripetere spesso.

Perché un Akita Inu?
Perché è un cane indipendente, assai regale ma estremamente orgoglioso.

Ecco il dovere di spiegare, ancora. Sentirete spesso parlare di cani con aggettivazioni che si riservano alle persone. Non è nelle sue intenzioni dare una connotazione umana al cane, ma la riscoperta del fatto che quest’ultimo sia a tutti gli effetti, un essere vivente con un carattere.

Federica risulta di primo acchito assai ruvida, una di quelle persone che ti danno l’idea di non cedere alla pietà. E’ piena di tatuaggi e paladina delle regole, fosse anche solo per il rispetto maniacale del codice della strada, trasmessole da una madre nelle forze dell’ordine.

Però, nonostante la giovane età, ha rinunciato a molto per la sua scelta. Esce e non si ferma fuori a dormire, non va quasi mai in vacanza pur di non lasciare i suoi amici fraterni soli o con estranei ed è vegetariana. Insomma, dopo qualche reticenza abbiamo capito che quanto ci dice è per una totale abnegazione al mondo canino. Predica e razzola bene, tutto a sue spese.

I cani si dividono in varie categorie, ognuno ha una specificità e un raggio di azione. E’ importante conoscerle perché un cane appagato è uno che rende felice il padrone. La nostra Bibbia, l’Enci, che regola standard di razza e pedigree li divide: cani da guardia, da ferma, da difesa, da…

Si ma non essere troppo didascalica, dicci la sostanza, come la applichiamo? La sfidiamo.

“Vuoi un esempio? Il cane da guardia, come i pastori abruzzesi. Non hanno bisogno di vedere la recinzione per sapere qual è il territorio da difendere. Hanno i confini segnati a mente.
Se fuori da questo terreno che loro disegnano mentalmente metti un cane in calore, un pezzo di carne enorme e succulenta, o qualsiasi altra cosa che li possa attrarre, vedrai che non si muoveranno. La gratifica per loro è fare quello che la natura gli impone.”

E se scavalchi il limite da loro disegnato?

Meglio non farlo.

Dicci di più!

“Mmh… recentemente lavoro con Briciola, una meticcia che fa la pipì in casa nonostante la padrona la porti spessissimo fuori. Ho fatto quello che si fa sempre all’inizio, un colloquio conoscitivo. E’ venuto fuori che la cagnolina è stata presa a 40 giorni con urgenza, altrimenti l’avrebbero abbattuta.”

Mi dice con l’assunto che io sappia dove vuole andare a parare.

E allora?

“I cani nei primi due mesi imparano dalla mamma come stare al mondo ed è sempre in quell’età che la mamma insegna loro a fare la pipì fuori dalla cuccia. Meglio ancora se c’è il papà, che gli dà disciplina”

Serve anche il papà?

Mi fulmina “E’ ovvio”

(Mica tanto)

“Il papà serve a molto. Anche ad insegnare ai cuccioli come abbassare i toni quando interagiscono con il mondo. Tutto serve a fare di un cucciolo un cane equilibrato”.

La puntata zero della nuova rubrica di “Pillole cinofile” finisce qui. Nella prossima scopriremo il primo comando: il “seduto” e altre curiosità su razze ed inclinazioni.

Avete un problema con il vostro peloso e non sapete a chi rivolgervi? Scrivete a rietiformat@gmail.com. vi risponderà la nostra educatrice, Federica Pitotti.

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