a cura di Francesco Pasquetti

Dicembre 2018

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

LA MALEDIZIONE DI SAN BERNARDINO

rieti

I reatini e le strade: storia di un amore mai nato. C'è chi dà la colpa alla famosa “maledizione” di San Bernardino da Siena.
Non nuovo a simili anatemi (ve n'è traccia di uno del 1443 contro Alvito, FR) si racconta che il santo, sviato sulla strada del ritorno da due burloni della Piana - episodio mirabilmente descritto da Vincenzo Marchioni nel suo sonetto in vernacolo “Li rietini e San Berardinu” - decretò di lì a venire la perdita dell'orientamento per tutti i reatini che intraprendessero un viaggio. Verità o leggenda, un fatto è certo: se non sono stati i reatini a perdere la strada, sono state certo le strade a perdersi Rieti, che pure i romani anticamente elessero come snodo dell'importantissima “via del sale”. Ebbene, proprio quella “Salaria”cui negli anni '60 diede impulso decisivo Franco Maria Malfatti, è stata forse l'ultima, importante opera viaria completata ed oggi ridotta a tragico teatro di incidenti per la sua palese inadeguatezza. Da allora una sorta di autentica maledizione pare incombere su tutte le vie di comunicazione che collegano il capoluogo alle altre città vicine. Opere progettate e poi annullate. Stralciate, rifatte, appaltate e contestate. Oppure bloccate per interessi particolari, di piccoli paesi o fazioni politiche o per provvedimenti della magistratura. Opere che si trascinano da decenni, senza che si riesca ad  imprimere quella svolta tale da consentire finalmente un collegamento viario degno di questo nome alla città. Rieti-Terni: progettata a quattro corsie, poi ridotta a due, anche per l'intervento della magistratura, per non “deturpare la piana”. Da allora, anni di attesa per la galleria di Marmore: oggi si aspetta il suo definitivo completamento, al palo da almeno un biennio. Rieti-Torano: realizzata fra l'83 ed il '91 nel tratto dallo svincolo di Roccaranieri a Torano.
Poi, 27 anni per fare soli tre chilometri: ad oggi tutto bloccato, con le note ed annose diatribe in materia di progetto definitivo. Salaria per Ascoli: i lavori del cantiere di Micigliano fermi per anni. Gallerie, nuovi tratti: tutto  immobile. Ora ad agosto la notizia dello sblocco: “maledizione” permettendo, si dice che i lavori finiranno per febbraio 2019. La galleria di Colle Giardino: realizzata in quasi tre lustri, costata 71,4 milioni di euro (fonte Anas).  Una montagna di danaro che forse poteva contribuire a raddoppiarla, quella Salaria oggi ridotta ad autentica “via crucis”. Il treno, infine. Il 15.03.2002 un cinema Moderno strapieno accoglie il ministro Lunardi, che con Cicolani, Rositani e Cicchetti, annuncia trionfante: “a gennaio le prime traversine della Rieti - Roma!”. Il 17.10.2017 ci prova il ministro Del Rio, in provincia, ma ad oggi non vi è traccia nemmeno dei bulloni per fissarle, quelle traversine. Maledizione divina o inettitudine? Appio Claudio Cieco, politico romano, soleva dire: “Faber est suae quisque fortunae”, cioè "ciascuno è artefice della sua fortuna". Tanti i politici e gli amministratori succedutisi, nei decenni: nessuno, però, in grado si sfatare la “maledizione”. E così, paiono realizzarsi beffarde le parole che Marchioni, nel suo pungente sonetto, immagina sulla bocca di “San Berardinu”: "Che tutti li rietini, in ogni tèmpu, pòzzanu retroà la strae dé casa, oppu tantu penà e, pè lu spaentu, 'n saccoccia no' jà da remanì....còsa!".

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