Aprile 2019

TERREMOTO

L'ON. TAJANI A RIETI. TRA EMERGENZA E RICOSTRUZIONE INDICA LA STRADA

politica

Non un’Europa da cui scappare ma da rafforzare, unica in grado di sostenere uno scontro con grandi colossi come Russia, Cina, America, sedersi ai tavoli economici rappresentando più Stati che, da soli, non riuscirebbero a difendere i propri interesse. E’ qui che approda Antonio Tajani , presidente del Parlamento europeo, candidato alle prossime elezioni e alla guida del Parlamento Ue, vicepresidente di Forza Italia – Le nostre esportazioni in Europa equivalgono a 250 miliardi di euro, cifra maggiore a quanto esportato in tutto il mondo,  garantendo milioni di posti di lavoro. Un' automobile tedesca è fatta al’80% in Italia. Essere dentro l’Europa è quindi un bene, ma starci  senza contare… no.”

Facendo riferimento alla supremazia e ai ruoli decisionali di Germania e Francia, che costituiscono la motivazione di chi invece vorrebbe separarsene, il presidente ha prospettato la possibilità per l’Italia di assumere un ruolo- guida formando un blocco con i Paesi dell’Est, capace di stilare accordi e tessere trattative con la Merkel, arrivando ad una media degli interessi in campo. Perorando le ragioni del blocco politico di appartenenza Tajani ha condotto i presenti attraverso le faglie della ricostruzione.

Dopo una giornata passata nei nostri territori colpiti dal sisma, è così intervenuto in sala dei Cordari all'incontro organizzato da Forza Italia  "Il terremoto del centro Italia del 2016: un bilancio tra emergenza  e ricostruzione" alla presenza degli amministratori provinciali e delle aree interessate.

E’ stato il Presidente della Provincia Mariano Calisse a ringraziarlo per 'non portarsi dietro la banda', stesso aspetto che in mattinata aveva sottolineato il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci all’inaugurazione della ‘Casa della Cultura’. “Amministrare una comunità intera di un territorio è sempre un’emergenza – ha anticipato Calisse riferendosi al tema dell’incontro  – L’unica risposta vera è capire come progettare i finanziamenti europei. E’ diventato modo di dire comune  “Bisogna cambiare l’Europa”, io direi che bisogna invece cambiare l’Italia e in particolare la Regione Lazio: ultima su scala nazionale per tempi di lavorazione.  Noi non riusciamo a pubblicare i bandi relativi ai fondi.”

“Questo terremoto ha spazzato via tutte le esperienze precedenti. Chiediamo di essere accompagnati in questo processo per trasformare tutti i sindaci coinvolti in protagonisti: siamo i primi enti locali che lavorano ‘su’ e ‘per’ il territorio – ha precisato il Sindaco di Amatrice Palombini - Ogni giorno nel nostro ufficio entrano ed escono persone in preda a sentimenti e necessità diverse, solo noi abbiamo il polso della situazione e possiamo degnamente rappresentare le necessità di tutti. Le regole vanno fatte in base a questo, non dettate dalla politica nazionale.  E’ tempo di obiettivi non di promesse. Un cittadino non coinvolto è un abitante in meno domani, chi sa di partecipare attivamente ad una ricostruzione che lo riguarda direttamente, invece resta.”

“Dopo due anni e mezzo non abbiamo fatto grandi passi in avanti – ha constatato il presidente Tajani – Facile occuparsi dei danni nell’immediato, ma dobbiamo rimanere fin quando i problemi non si risolvono completamente. Migliaia di persone sono ancora coinvolte: non hanno più una casa, un ricordo, un oggetto, non possono tornare ad una vita normale. E’ una ferita profonda non solo dal punto di vista economico ma anche morale. E non è un problema del momento, ma di tutti i giorni. Cosa fare? Accelerare i tempi e lavorare costantemente affinché, nel caso malaugurato, dovesse di nuovo ripresentarsi una calamità naturale  ci siano già le leggi giuste da applicare.

Appena venni eletto, quindi a ridosso del terremoto, partecipando ad una puntata di “Porta a porta” promisi che l’Europa avrebbe inviato un paio di miliardi. Così è stato attraverso il fondo di solidarietà: mai prima era stata impiegata una cifra simile per disastri naturali, purtroppo la reazione positiva era dovuta alla vastità dell’area interessata.  C’è stato da parte dell’Europa un altro segnale positivo: cambiare la norma per l’utilizzo dei fondi che una volta risultavano cofinanziati al 50% dalle Regioni, mentre oggi solo al 5%, così che i Comuni possano beneficiarne ‘cash’. Ecco una dimostrazione di come per il futuro si possano già avere soluzioni ai problemi anche dal punto di vista normativo.”

Già la burocrazia! La stessa che ogni giorno frappone ostacoli anche ai sindaci di buona volontà che rischiano di vedersi recapitato immediatamente un avviso di garanzia, ben lo sa il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, presente insieme al suo collega di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci.  La burocrazia, affare di Stato, responsabile di vicende paradossali quali quelle affrontate dallo stesso  onorevole dopo avere devoluto ai terremotati del centro Italia la dotazione economica del Premio Carlo V che gli è stato consegnato da re Felipe VI di SpagnaI 30mila euro del Premio sono stati devoluti da Tajani ai comuni di Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli. “I sindaci non avrebbero potuto metterli in bilancio, doveva invece essere individuato un progetto ma affidato a quale associazione? Abbiamo dovuto provvedere alla certificazione attraverso un’odissea assurda per un’operazione di beneficenza volontaria. Alla fine Norcia ha la sua campana, Accumoli la ‘Casa della Cultura’, Arquata un giardino ricreativo. Ma  se nel mio caso è occorso circa un anno, immagino come i Comuni possano gestire i fondi per affrontare le emergenze.” 
Ed eccola la necessità di superare quei vincoli che risultano già pesanti in regime di normalità.  Un’emergenza ormai diluita e vanificata dal tempo perso nella mancata decisione di avere uno strumento straordinario per fronteggiare le urgenze.

“Se non si rimette in movimento l’economia, se non si ristrutturano le infrastrutture, se non si creano le infrastrutture digitali quei territori si svuoteranno.  Se non si rimette in moto la vita, se lo Stato non mette in condizione i Sindaci di intervenire con rapidità dando prospettive ai giovani perché dovrebbero tornare? Intanto a risentirne è anche l’ambiente non più tutelato, la ricchezza naturale di quelle terre. Ecco perché serve una possibile reazione straordinaria.”  

Manifesta solidarietà per Palombini, comprendendone il grido di dolore  per le situazioni difficili da affrontare e vivere. “Quelle casette vanno bene al mare, non in alta montagna. Potevano essere accettate per un periodo breve di tre/quattro mesi eppure lì, incredibilmente, vivono ancora piccoli imprenditori capaci di reagire. E’ a loro che dobbiamo guardare, incentivandoli, incoraggiandoli.”

Applausi e strette di mano per il vice presidente di Forza Italia accolto dal consigliere comunale Fabio Nobili sottoponendogli i risultati ottenuti sul territorio e da Maurizio Ramacogi consigliere provinciale che ribadiva il sostegno nella necessità di essere dentro l’Europa per cambiarla veramente. L’incontro è stato moderato dal giornalista Mediaset.

 

 

 

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