Aprile 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

KARNHOVAL, LORENZETTI "ALL' ARCHIVIO DI STATO ENTRA L' ARTE CONTEMPORANEA"

amministrazione

Non una operazione nostalgica ma una scintilla per il mondo artistico, soprattutto giovanile. Questo il leitmotiv che ha contraddistinto la giornata inaugurale della Mostra all’Archivio di Stato dedicata al Karnhoval, carnevale degli artisti, andato in scena a Rieti in quel 1969 pieno di fermento, sospinto dal “vento caldo della ribellione” come Format ha intitolato la rubrica dedicata agli avvenimenti di quell’epoca.

Protagonisti del pomeriggio, oltre al direttore dell’Archivio Roberto Lorenzetti ed al ‘patron’ della manifestazione giunto appositamente dalla Francia, Alberto Tessore, quanti non hanno voluto perdere l’opportunità di essere presenti, testimoni dell’arte contemporanea dell’epoca ma anche attuale. Alcuni ospiti lo hanno fatto attraverso video-racconto montato dal factotum di questa mostra il prof. Ubaldo Munzi che ne ha curato anche il prezioso catalogo rimasto così ad  imperitura memoria. Ex insegnante capace di fungere da collante tra l’energia dei ragazzi di ieri e quelli di oggi, Munzi ha coinvolto in questa celebrazione, attualizzandola, l’Istituto d’Arte ‘Calcagnadoro’ presente con la sezione grafica e quella del laboratorio  teatrale. Gli alunni hanno realizzato delle tavole esposte nella Mostra ed hanno messo in scena, guidati dal regista Pino di Buduo del  Teatro Potlach, gli atti  del ‘Processo a Brancusi’ in cui ci si chiede di definire il significato di opera d’arte.

A chi potrebbe definire insolita questa commistione tra Archivio ed installazioni moderne, quali quelle di Mauro Pulcinella e Ugo Antinori che qui hanno trovato collocazione, Roberto Lorenzetti ha annunciato come sia nelle intenzioni della Sovrintendenza aprire un portale d’arte contemporanea “Gli archivi quindi si apriranno a questo tipo di tematica:  l’opera d’arte non può essere affrancata dal mondo dell’artista. Partirà probabilmente da Rieti questo progetto pilota. Monica Grossi direttrice del Lazio, ma anche dell’Archivio di Firenze, uno dei più grandi del mondo, pur non potendo partecipare a questa inaugurazione, verrà a visitare la mostra nei prossimi giorni affrontando l’argomento.”

“Vorremmo passasse questo messaggio – ha proseguito Lorenzetti – ‘Non è vero che a Rieti non è mai accaduto nulla’. E’ stata capitale dell’avanguardia teatrale ed artistica, ma non venne compreso. Sono proprio quelli gli anni in cui per la prima volta la cultura si affranca dal comunismo. A quel tempo quando si voleva definire qualcuno estremista si usava la parola ‘maoista’ e così venne titolato negli articoli in mostra, il Karnhoval.  In realtà della politica non interessava nulla a nessuno, i progetti presentati erano carichi di fantasia.”

L’assessore alla Cultura del Comune di Rieti ha ricordato nel suo intervento come fossero quelli i primi segnali di un cambiamento in un percorso poi sviluppato personalmente che avrebbe portato ognuno verso una direzione diversa. “In passato Tessore era stato avvicinato per la volontà di riportare alla luce questo ricordo, poi è intervenuto l’Archivio di Stato molto meglio attrezzato, in modo mirabile ha sviluppato l’iniziativa.”

In chiusura ancora il coinvolgimento della scuola, con il rinfresco realizzato dall’Istituto Professionale per l’Alberghiero ‘Costaggini’.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 agosto  ad ingresso libero.

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