Febbraio 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

INCONTRO CON IL PROFESSORE SABATINI "SPAZI E LINGUE DELL'INDIVIDUO DI OGGI"

cultura

(di Domenico Di Cesare) Il verso di Petrarca ‘Il più bel fior ne coglie’, è il motto dell’Accademia della Crusca, fondata a Firenze nel 1583, e la più prestigiosa istituzione linguistica d’Italia (il simbolo della Crusca è un macchinario che veniva utilizzato per separare la farina dalla crusca). Ieri, 25 febbraio, la Biblioteca Paroniana ha ospitato il presidente onorario della Crusca, il professor Francesco Sabatini (ne è stato presidente dal 2000 al 2008), filosofo e linguista, autore di numerosi saggi e monografie che spaziano dalla storia alla linguistica, per finire all’omonimo dizionario della lingua italiana. L’incontro è stato organizzato dal Liceo Ginnasio Terenzio Varrone di Rieti e a prendere per prima la parola è stata proprio la Dirigente del Liceo, professoressa Santarelli, che ha comunicato alla numerosa platea presente che il professor Sabatini tornerà a farci visita anche il prossimo anno scolastico, forse con una serie di appuntamenti. L’assessore alla cultura professor Gianfranco Formichetti ha poi presentato brevemente l’oratore.

Il professor Sabatini ha tenuto gradevolmente desta l’attenzione delle persone presenti per oltre un’ora e mezza, senza interruzioni, spiegando quanto il fenomeno del linguaggio sia legato al nostro corpo, come la linguistica permetta di inoltrarsi su tanti e diversi sentieri e soprattutto quanto di fondamentale importanza sia parlarne con i giovani studenti: «Solo negli ultimi anni ci si è sofferma ti sul linguaggio, oggetto di studio, di approfondimento e di richiamo fortissimo: nella scuola è necessario che si rifletta su questo tema».

La specie umana («lo scimmione ’homo’») si distingue dalle altre specie per il linguaggio verbale il cui sviluppo è stato favorito nel bipede «scimmione ’homo’» dalla posizione eretta, e dalla modificazione dell’apparato fonatorio. L’uso specializzato delle dita ha permesso, in seguito, di arrivare alla scrittura: «È proprio l’origine della scrittura ciò che incuriosisce gli studenti. Dopo il linguaggio (orale), la grande svolta culturale e tecnologica è stata proprio l’invenzione della scrittura, vale a dire la rappresentazione segnica convenzionale dei suoni (del linguaggio). Una volta inventata la scrittura, in principio per pochi, iniziò la scuola, per far sì che venissero insegnati questi segni a chi era analfabeta». Il professor Sabatini spiega anche quanto siano importanti i neurologi e i grammatici (grammatica viene da segni scalfiti nell’argilla): «Sono alla base di tutte le lingue».

Proseguendo nella spiegazione del linguaggio e della scrittura, l’eminente studioso aggiunge: «Per l’istruzione e la formazione mi servo di uno schema grafico, con il quale cerco di rappresentare al pubblico le molteplici fasi di contatto delle varie lingue; la diffusione della lingua italiana è avvenuta tardi sulla massa, mentre hanno avuto lunga vita i dialetti, efficaci, immediati, ma appunto territorialmente ristretti».

Spiega poi come si evolve la conoscenza della lingua negli anni: «Nei primi anni di vita siamo immersi in un linguaggio ‘locale’, che non apre molti spazi; poi nella scuola primaria ci sono i primi approfondimenti dell’italiano, che amplia l’orizzonte geo-culturale della lingua. Lo spazio geografico della comunicazione si allarga ulteriormente con lo studio di una seconda lingua, e successivamente con una terza lingua o con lo studio del latino e del greco».

Quindi, riassume Sabatini, le fasi di apprendimento che iniziano con la scoperta dell’idioma locale, dell’italiano, della seconda lingua e del latino e del greco, coinvolgono anche altri aspetti: «Poi c’è la conoscenza dei linguaggi numerici e grafici, che avviene in sede professionale, per finire con la segnaletica, un ulteriore linguaggio con il quale ci rapportiamo con il mondo».

Sono davvero molteplici gli spunti di riflessione offerti dal professor Sabatini, che durante il suo lungo incontro ha fatto continui rimandi alla grammatica e alla sua importanza: «La grammatica è il meccanismo che permette di comunicare ma, ancor prima, di pensare; più è limpido il meccanismo, più permette di capire come funziona, e di usarlo in questo modo sempre in maniera migliore».

È importante sottolineare anche il fatto che il linguaggio grafico passa attraverso gli occhi, e per quanto riguarda la produzione, attraverso le dita di una mano. L’occhio permette di guardare e di riflettere a lungo su una parola, mentre l’orecchio non lo consente. Si deve educare l’occhio a fissare prima una e poi più parole e organizzare così periodi più complessi.

Il linguaggio ci rende ciò che siamo: «Con la lingua costruiamo noi la scena», ed è quello che ha fatto il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, regalando alle persone presenti all’incontro un vero e proprio viaggio nella parola.

La lingua è un sistema di simboli che esprime le percezioni del mondo esterno, permettendoci di conoscere il mondo stesso; le sue funzioni sono quelle cognitiva e conoscitiva, che si rafforzano tra di loro (la funzione cognitiva, spiega Sabatini, ha permesso l’organizzazione dei simboli).

Ma cosa deve fare la scuola? «Deve migliorare il rapporto tra emittente e ricevente e quindi insegnare la grammatica, in quanto rappresenta il meccanismo che mette in moto la lingua e la comunicazione».

Il lungo intervento si conclude con dei versi del poeta Mario Luzi: “La lingua è dentro di te e tu sei tra le sue braccia” e, compiacendosi di quelle parole, il professor Sabatini conclude con: «Evviva la poesia».

Un molto lungo e davvero caloroso applauso è la risposta del pubblico presente subito seguito dalle parole dell’assessore Formichetti: «Il professor Sabatini ci ha portato dentro le aule e ci ha fatto guardare con interesse prospettive importanti. Ci conferma l’importanza anche della lingua locale, fino al 1861 dominata dai dialetti, lingua d’uso che ancora oggi ascoltiamo e anch’essa elemento di ricchezza».

L’assessore alla cultura ha invitato il pubblico a intervenire e tra le tante domande non poteva mancare quella che nell’ultimo periodo ha sorpreso un po’ tutti e cioè l’uso dei verbi transitivi-intransitivi e quindi l’ ormai noto ‘Esci il cane’. Il professor Sabatini ha spiegato come la natura stessa della lingua faccia sì che siano introdotte nuove parole che servono e che inventiamo noi e che, se entrano nell’uso comune, vengono poi accolte nei vocabolari: «Il vocabolario è una lingua viva».

Riguardo a ‘Esci il cane’ ha aggiunto: «Il passaggio da intransitivo a transitivo fa parte di tutte le lingue; i verbi intransitivi tendono a diventare transitivi. In francese il verbo sortir, che è intransitivo, si usa anche in modo transitivo, proprio come l’italiano ‘uscire il cane’. Nell’uso comune oggi si dice ‘fumare la pipa’, ma anche fumare era in origine intransitivo (significava ’emettere umo’) e poi, inventato il tabacco, è stato impiegato anche transitivamente».

Il linguista Sabatini conclude con un consiglio: «È bene sapere cosa cova sotto la cenere. Cosa fare? Spiegare che è interessante un nuovo modo di dire e se lo si usa, metterlo tra virgolette. Poi se lo useranno in molti diverrà comune  e pronto per essere inserito nel dizionario».

Nell’ultimo intervento viene ringraziato il professor Sabatini per la sua lezione sull’importanza della glottologia (o linguistica che dir si voglia) nel percorso scolastico dalla scuola elementare all’esame di maturità, lezione raccontata con semplicità in soli 90 minuti, abbracciando un insieme di temi e problemi e avendoli resi fruibili a tutti; sorride il letterato: «I complimenti me li prendo perché fanno bene alla salute».

Applauso.

 

 

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