Aprile 2020

STORIE

IL VIRUS, I BEATLES, LA SPERANZA

arte, società

(di Massimo Palozzi) Non usa commentare le copertine dei giornali per cui si scrive. A maggior ragione se si mantengono nel solco di una lunga e mai tradita consuetudine di accuratezza stilistica.

La scelta di Format per il mese di aprile, una foto di Wewak 254 scattata nel 2016 e attualizzata di recente, è però davvero speciale per potenza espressiva e forza evocativa. Lo è per diversi motivi legati alla contingenza e per quel richiamo alla celeberrima immagine apparsa su “Abbey Road,” il penultimo album dei Beatles uscito nel 1969. Con significative differenze, beninteso. Tanto per cominciare il verso, da destra a sinistra, opposto al senso di marcia dei Fab Four. E poi perché invece di quattro ragazzi sono ritratte quattro donne, quattro dottoresse dirette verso la trincea dell’ospedale.

Non è nemmeno il bianco e nero ad esaurire la serie delle discrepanze. Ma un altro, piccolissimo dettaglio. Così minuscolo da risultare invisibile.

Sullo sfondo della foto del disco, realizzata a Londra l’8 agosto 1969 di fronte agli studi della Emi, rimase impresso un uomo. Si tratta di un ignaro turista americano, che quel giorno si trovava per caso su Abbey Road e che anni dopo raccontò di aver pensato come quei quattro giovanotti che attraversavano ripetutamente la strada alla ricerca dello scatto perfetto si stessero divertendo a fare uno stupido gioco.

Anche nella nostra si vede in lontananza un uomo, ma non è solo. Con lui c’è un convitato di pietra: il virus. Quando l’intruso sparirà davvero, quella foto tornerà a colori. Tutta, non soltanto le strisce pedonali dipinte come la bandiera italiana.

 

06-04-2020

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