Novembre 2022

L'editoriale di Stefania Santoprete

Il mondo alla rovescia

Sottosopra, ribaltati, squilibrati, a testa in giù, senza direzione né approdo, in balia dell’assenza di gravità (ma che pesantezza!), girovagando nello spazio dove questo mondo alla rovescia ci ha catapultato. Lo stesso ‘Mondo alla rovescia’ le cui note risuoneranno all’Antoniano di Bologna con le parole scelte per l’occasione dal nostro Maurizio Festuccia.

Eh sì, in copertina c’è un volto! Accadde solo tanti anni per un giovanissimo e promettente Andrew Howe, uno dei più grandi talenti dell’atletica italiana e per un Babbo Natale al femminile che aveva sensibilità maggiore grazie ad una sua particolarità. Ora abbiamo deciso di tributare il giusto riconoscimento ad una persona che continua a mostrare la caparbietà necessaria per far fronte a questa epoca. Qualcuno la definisce ‘resilienza’ ma la parola è ormai abusata. Diciamo che non finiamo mai di stupirci dinanzi alla sua poliedricità, alla fame di creatività che lo porta ad aver pronto un piano B, C, D, per resistere agli scossoni che questa vita dà. Un allenamento che arriva da lontano esplorando in modulazione di frequenza l’etere reatino nel ruolo di pioniere tra le prime radio libere negli anni Settanta e proseguito in ambiti assai diversi ma sempre dalla connotazione artistica, come premiato fotoamatore, o come realizzatore grafico, come organizzatore di eventi e spettacoli o come caratterista nel teatro vernacolare o animatore di feste per bambini nelle piazze del centro Italia, fino a tornare al punto iniziale in cui la voglia di comunicare aveva trovato concretezza: autore di testi. Un’esperienza che sta vivacizzando questo recente periodo in cui la sua firma attraverso decine di brani, accompagna la voglia di ritrovarsi e divertirsi dei tanti appassionati di ballo italiani, quelli che riempiono ora le sale dei molti locali presenti soprattutto al Nord. Un balsamo per un imprenditore che, come tanti, è costretto a fare i conti che la crisi per l’ennesima volta impone, e che tratteremo approfonditamente a pag. XX, una crisi che avrà ricadute maggiori sul settore pubblicitario, penalizzandolo, e su quello editoriale, aumentando a dismisura i costi per la stampa, mettendo in seria difficoltà giornali come il nostro. Eppure… ecco la sua creatura che tutti avete tra le mani da 26 anni, ancora una volta a casa vostra! Quindi sì, Maurizio questa copertina te la meriti, pronto a ricorrere alle tue tante passioni per far fronte ad un mondo che non sempre va… per il verso giusto! E veniamo all’altra immagine in copertina che evoca i 50 anni della nostra biglia blu. Il 7 Dicembre 1972 l’equipaggio dell’Apollo 17 scattò la prima foto del pianeta Terra ripresa per intero (in realtà si trattava di una ripresa più grande, decentrata, e mostrava l’Africa capovolta, quasi irriconoscibile), fu la prima volta che ci guardavamo da fuori. Immaginate lo stupore. Lo stesso che oggi avvertiamo dinanzi ad un mondo che ha perso i suoi punti di riferimento e che va veramente ‘alla rovescia’.

Dovevamo combattere per l’ambiente e sganciamo bombe, utilizziamo suolo, distruggiamo foreste, dovevamo lavorare per la pace e ci troviamo invece a produrre nuove armi, dovevamo essere liberi e rischiamo di essere ogni giorno più controllati, dovevamo costruire un futuro migliore per i nostri figli e li mettiamo al mondo con un mutuo al collo, dovevamo uscire migliori dalla pandemia e mai il dibattito sociale è stato così aspro e contrapposto, dovevamo comunicare con l’universo grazie alle nuove tecnologie e non sappiamo più relazionarci con il nostro vicino, dovevamo sconfiggere le discriminazioni e l’intolleranza è di razza, religione, di genere, di età.  Come ne usciremo? Forse recuperando la nostra capacità critica. E’ diventato difficile oggi dire ‘No’.

Lo sanno bene i genitori che per quieto vivere lasciano correre dopo una giornata passata a combattere con l’esterno. Quanto costa dissentire? Quanto sottrarsi al comun sentire? La pandemia ha rappresentato un momento di emergenza talmente estremo da farci accettare qualsiasi suggerimento contribuisse a ripristinare la normalità. Necessario. Utile. Abbiamo lasciato da parte la diffidenza ed abbiamo accolto ciò che la scienza suggeriva, chi più chi meno. Dobbiamo ora uscire da quella logica e fare in modo che quanto accaduto non comporti un riflesso condizionato applicabile ad ogni aspetto di questa vita. Porsi delle domande è giusto, andare in cerca di risposte è umano, sollevare delle perplessità su qualsiasi tema deve poter essere concesso a chiunque, senza che questo comporti l’esclusione sociale, il risentimento.  Stiamo perdendo questa capacità pur sapendo che il mondo cambia attraverso le domande critiche; che seguire fideisticamente la massa non comporterà evoluzione e soprattutto non educherà i nostri ragazzi rafforzando l’idea del branco e del pensiero unico. Ricordate la vostra adolescenza? La voglia di trasgressione, l’esigenza di sentirvi unici, di rappresentare qualcosa di originale? Perché non donare loro quella stessa capacità? “Se non stai facendo delle onde, non stai navigando”.

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