Aprile 2019

MOSTRE

IL LICEO ARTISTICO SCOPRE IL KARNHOVAL

Gli anni formidabili dell’arte contemporanea a Rieti

arte

(di Ines Millesimi) All’Archivio di Stato si inaugura il 16 aprile alle ore 16,00 una mostra per riscoprire cosa successe a Rieti nel febbraio 1969: con tantissima neve arrivò il ciclone dell’arte contemporanea sconvolgendo le menti benpensanti e creando scandalo. Alla riscoperta di questi documenti, che raccontano la storia di quella rocambolesca settimana di musica, teatro e installazioni per le strade del centro, ha collaborato l’indirizzo di Grafica del Liceo Artistico con la Prof.ssa Sabrina Bartolomei che ha curato la realizzazione di pannelli didattici sullo stile della grafica degli anni 60. La mostra e tutto l’evento si devono al direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti, ad Ubaldo Munzi ex docente dell'Artistico e all’apporto determinante del protagonista Alberto Tessore, infaticabile scrittore, fotografo e organizzatore visionario di eventi di arte contemporanea, ideatore allora del Karnhoval, un Carnevale alternativo e libertario che si svolse sotto un’inaspettata e abbondante nevicata. La neve rese gli eventi di cultura e di “controcultura” (si chiamava così la produzione che si opponeva alla tradizione) ancor più complicati e portò all’obbligato annullamento di alcune iniziative programmate. Nonostante tutto arrivarono a Rieti molti giovani artisti italiani e dal mondo che portarono un vento provocatorio, nuovo e originale. Rieti, una tranquilla città di provincia piccolo borghese, diventò portatrice di fiamma sotto gli occhi della stampa internazionale in un clima quasi futurista di energie e di voglia di partecipazione. Qualche velleità artistica forse c’era, ma c’era anche tanta utopica sperimentazione: nelle arti visive, musicali e soprattutto nel campo della performance e body art.
L’idea di rispolverare la documentazione del Karnhoval dopo 50 anni è nata al Direttore dell’Archivio di Stato Roberto Lorenzetti, desideroso di valorizzare il patrimonio documentario dell’Ente Provinciale del Turismo confluito nell’Archivio. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 30 agosto. A distanza di più di un decennio da quel clamoroso evento, seguirono a Rieti le due, altrettanto clamorose, “azioni” teatrali del Living Theatre, la punta più avanzata e rivoluzionaria del Teatro povero, di strada e di impegno politico, noto a livello internazionale. In seguito arrivò una progressiva normalizzazione delle arti: Rieti non ospitò più l'avanguardia.
Per approfondire l’eredità del Karnhoval e riflettere sul ruolo delle arti del nostro tempo, il Liceo Artistico organizza un confronto pubblico (ingresso libero) mercoledì 17 aprile presso la scuola in via Palmiro Togliatti dalle ore dalle ore 9,00 alle 11,00. Tema: cos’è un’opera d’arte? Volutamente aperto al pubblico, alla presenza delle classi terminali del liceo, sarà animato dallo stesso Alberto Tessore, alla presenza degli artisti invitati, degli studenti che vorranno porre domande insieme con il pubblico. A seguire, sempre presso il “Calcagnadoro”, alle ore 11,00 andrà in scena (replica di quanto realizzato il giorno precedente all’inaugurazione della mostra, ingresso libero), la pièce teatrale “Processo a Brancusi”, ispirata al vero processo che subì il noto scultore rumeno in merito ad una sua scultura che secondo il funzionario della dogana americana non poteva esporre in mostra se non dopo aver pagato una pesante tassa. L’opera, intitolata da Brancusi Uccello che vola, non veniva riconosciuta come opera d’arte ma come uno strano oggetto metallico, d’uso o in cucina o in ospedale. Il processo finì con l’assoluzione di Brancusi e la liberazione dal dazio, ma il caso restò esemplare e destò tanto clamore.
La pièce , con la presenza in scena di 9 studenti dell’Artistico, si è resa possibile grazie al contributo del regista Pino di Buduo del Teatro Potlach. Si tratta di un evento da non perdere per rivivere la sceneggiatura di quel curioso e ancora attuale processo che a quasi un secolo di distanza fa discutere. Seguendo fedelmente la redazione dei verbali, si tornerà a casa con qualche riflessione, conoscenza in più e soprattutto con l’eterna domanda: cos’è un’opera d’arte? Da Michelangelo a Veronese, da Caravaggio a Van Gogh, ogni contemporaneo della propria epoca aveva a che ridire sulle opere d’arte di questi che oggi consideriamo maestri indiscussi. Ma oggi, di fronte alle installazioni inquietanti e ricche di senso di Ai Weiwei, Marina Abramovic e Damien Hirst, abbiamo la grande occasione di comprendere che l’arte contemporanea non è una questione di “buon gusto”, come si compra una cravatta. Abita un limbo indefinibile, insidioso e poco circoscritto, è interpretazione personale di “profeti” sul tempo presente e futuro che non si sa decifrare. Ma che tuttavia turba, fa pensare ed emozionare con finalità estetiche ed extraestetiche.

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