Giugno 2020

REGISTRO DI CLASSE

IL FUTURO DELLA SCUOLA È IL NOSTRO FUTURO

8 proposte perché sia equo

politica

12 associazioni e coordinamenti – realtà non profit impegnate in campo educativo: MCE Movimento di Cooperazione Educativa, LEGAMBIENTE Scuola e Formazione, CGD-Coordinamento Genitori Democratici, Federazione Italiana dei CEMEA, GRUPPO NAZIONALE NIDI e INFANZIA, RETE di Cooperazione Educativa-C’è speranza se accade, CENCI Casa-Laboratorio, Fondazione MONTESSORI Italia, CSV Lazio - Centro di Servizio per il Volontariato, FOCUS-Casa dei Diritti, Acque Correnti, ACROSS - hanno presentato il documento “Da una scuola grande come il mondo a una grammatica per la riapertura” (il testo si può leggere a questo link: https://bit.ly/3hWs3h5) che contiene una proposta non solo per riaprire scuola, ma per darle un futuro. È infatti necessario, in questo momento più che mai, un approfondimento sul ruolo che la scuola ha e dovrebbe avere per il futuro nel nostro Paese, mettendo finalmente al centro i bambini e i loro diritti.

L’educazione costituisce il risultato, ma anche la condizione della nostra democrazia. Si tratta oggi di disegnare insieme un nuovo modello di sviluppo democratico dell’educazione del Paese, dove la scuola pubblica è al centro della proposta educativa e formativa, ma lo fa aprendosi al dialogo con tutti gli altri soggetti che si occupano di educazione. 

SI tratta anche di investire nella scuola risorse adeguate: le cifre che si ipotizzano in questi giorni non bastano e c’è il rischio che la collaborazione con il Terzo Settore e con altri soggetti serva solo per abbassare i costi della scuola, affidando alcuni servizi della scuola a soggetti esterni sottopagati. E bisogna attuare una “politica del rammendo” per recuperare tutti quei bambini e ragazzi che per tre mesi sono stati esclusi dall’apprendimento. 

I punti fermi

Secondo le associazioni che hanno elaborato la proposta, ci sono alcuni punti fermi per la riapertura a settembre di tutto il sistema educativo e formativo:

  •         No alla didattica mista per la fascia zerosei e il primo ciclo di istruzione, ma, se necessario, in forme limitate alla secondaria.
  •         Incremento degli organici e copertura stabile dei posti vacanti
  •         Mantenimento e incremento del tempo pieno.
  •         Mantenimento delle sezioni di nido e scuole dell’infanzia indipendentemente dal numero di iscrizioni per l’a.s. 20/21 e rafforzamento del Sistema Integrato 0/6.
  •       Ricorso a tutte le opportunità consentite dall’autonomia dei servizi educativi e scolastici, affinché le disposizioni che verranno adottate per la riapertura in sicurezza siano inserite all’interno di una forte cornice di senso pedagogico. 

Gli 8 criteri per una riapertura equa 

    1. Le storie non sono uguali - Non può esserci una soluzione uguale e valida per tutte le scuole.  L’elemento cardine per l’organizzazione della riapertura è la progettazione in capo ad ogni singola scuola e agli organi collegiali. 

    2. Quanto più tempo a scuola – Vanno garantiti il massimo possibile di tempo educativo a tutti i ragazzi e le ragazze in presenza a scuola, la quale deve essere luogo di vita, di partecipazione, di dialogo attraverso la relazione con i pari e i soggetti dell’insegnamento/ apprendimento. 

      3. Una cornice comune di riferimento - La regolamentazione del rapporto tra enti locali e scuole, con la partecipazione dell’associazionismo e del Terzo settore, deve potersi avvalere di LINEE GUIDA del Ministero dell’Istruzione che definiscano una macro cornice dei possibili interventi congiunti.  

      4. Stare insieme in salute - Serve un protocollo di sicurezza sanitaria unico per le attività negli edifici scolastici e negli spazi pubblici e privati, ma flessibile e articolato per ordine di scuole. 

     5. Fuori dall’aula senza paura - Occorre definire in modo chiaro le responsabilità di tutti: dirigenti, docenti, personale educativo, personale ATA, famiglia e alunni, sviluppando una nuova logica basata sulla corresponsabilità di tutti i soggetti.  

    6.  Attualizzazione di argomenti e temi finora oggetto di insegnamento. I contenuti affrontati non potranno rimanere gli stessi, e dovranno essere quanto più interconnessi con modalità di ricerca di gruppo e in riferimento alle linee pedagogiche relative al sistema integrato zerosei e alle Indicazioni nazionali. 

  7. Formazione e qualità dell’azione educativa - scuola all’aperto, in natura, per piccoli gruppi e percorsi laboratoriali nel territorio, richiedono un’innovazione didattica e metodologica strutturale. Non si tratta unicamente di trasferire le attività fuori dall’aula a piccoli gruppi, ma di cambiare la cornice pedagogica, per reimpostare un nuovo e permanente modo di fare scuola e di essere adulti che educano. 

     8.  Spazi di partecipazione, democrazia a scuola e nel territorio. L’emergenza ci ha dimostrato quanto siano importanti la partecipazione e il coinvolgimento delle famiglie. Il Patto Educativo di Cor responsabilità dovrebbe essere il momento in cui chi è investito, a qualunque titolo, del compito educativo si riconosca nel conseguimento di un obiettivo. Insieme e oltre al Patto Educativo di Corresponsabilità, dovrebbero essere discussi, condivisi e stipulati Patti di Alleanza Educativa, che coinvolgano nella prospettiva di una società educante tutti i soggetti inseriti nel processo educativo, già a partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche ragazzi e ragazze.  

Le associazioni firmatarie del documento si rendono disponibili con le loro strutture territoriali ad offrire supporto alle scuole/ai servizi educativi nella fase della riorganizzazione delle attività. 

La conferenza stampa si può riascoltare sulla pagina Facebook della Federazione Italiana CEMEA, a questo link: https://bit.ly/2Nu9O4t

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