Aprile 2024

EVENTI E MANIFESTAZIONI

I NONNI RACCONTANO

La chiamata al racconto delle nostre tradizioni popolari

convegni, tradizioni

Di Stefania Santoprete - Recuperare usi, costumi, tradizioni, che appartengono al passato e di cui sono custodi i nonni. E’ questo quanto si prefigge l’Associazione Orizzonti Sabini APS nell’ambito del progetto Centro Studi delle Tradizioni. “Un progetto per il quale ringraziamo l’Open Hub di Rieti, struttura regionale, che ci consente di avviare una serie di conferenze per ‘I nonni raccontano’ con la finalità di costruire un archivio delle tradizioni popolari di Rieti attraverso ogni possibile documentazione, che sia cartacea, visiva, sonora, o documentale: quindi invitiamo tutti a dare il proprio contributo. In tutte le conferenze che si svolgeranno si parlerà di argomenti che sono già stati oggetto di studio, pubblicati in bei saggi.  Ora vorremmo uscisse qualcosa di nuovo, attraverso la ricerca sul campo.” Ha spiegato a Format Sergio Luzzi. “Dietro ogni tradizione culturale del territorio, del mondo contadino e non, c’è il Dna di un popolo - aggiunge Francesco Rinaldi - E’ quindi importantissimo costruire un archivio vivo e fruibile di cui, al momento, Rieti è sprovvista”. “Quello della narrazione è un tema fondamentale, serve ad orientarci a darci dei punti di riferimento. L’altro aspetto è il concetto della tradizione (tradurre oltre – portare avanti) e chi meglio della scuola deve prendere in eredità questi usi e consumi, per essere i ragazzi stessi promotori, divulgatori di notizie che andranno ad apprendere - dichiara Benedetta Graziosi insegnante di Filosofia e Storia al Liceo Artistico di Rieti, istituto che anche in passato ha collaborato con Orizzonti Sabini - Il racconto dei nonni ci permette di dilatare il tempo, fermandolo, assimilarlo, in un bellissimo scambio intergenerazionale. I ragazzi creeranno una catalogazione di queste tradizioni con una prima parte di schede informative, con la collaborazione di Paola Fallerini insegnante di Lettere, altri andranno a curare l’aspetto audiovisivo e multimediale intervistando nonni, parenti, conoscenti, coordinati dalla professoressa Giacobbi, per un video riassuntivo legato al gioco, alle filastrocche, alle canzoni dei momenti di svago. La scuola esce così dall’aula per andare a toccare con mano il patrimonio, umano, sociale, relazionale del proprio territorio”.

“Nelle case, nei quartieri, nelle strade, ci sono voci inascoltate - ricorda Michele D’Alessandro - Al di là dei grandi eventi c’erano le piccole manifestazioni della comunità, i giochi, quelli che stiamo inseguendo e che vorremmo ci fossero raccontati da chi ancora non è totalmente cosciente di essere portavoce prezioso per chi arriverà dopo di noi. Di tempo ce ne è veramente poco: nel giro di 6/7 anni se ne andranno via gli ultimi grandi anziani legati alle tradizioni contadine e folkloristiche locali. Dobbiamo fermare questa corsa all’oblio”. 

Nel momento in cui andiamo in stampa si è già svolto l’incontro sulla Moresca (una danza armata in cui le forze del bene e del male si affrontano), la dottoressa Ciandrha Lorenzetti ne ha sottolineato le differenze tra Contigliano e Cicolano, mentre  Gregorio Gumina, ricercatore, ha presentato quella di Paganico Sabino. Delle musiche e i canti della Bassa Sabina ha già relazionato il ricercatore Enrico Scarinci, mentre il prof Giuseppe Ranucci ha affrontato l’aspetto del Brigantaggio. In modo particolare quello post-unitario nato come ribellione all’Unità d’Italia. Anche in questo caso quell’esperienza ha lasciato dei canti, delle tradizioni, raccolti da un gruppo teatrale.

A Francesco Rinaldi chiediamo l’introduzione dei prossimi appuntamenti:

22 aprile Gianmarco Pica è il presidente della manifestazione del Toro Ossequioso, una delle tradizioni più antiche del Lazio se non addirittura d’Italia. Nata in epoca preromana, a seguito del raccolto, il toro si inchinava per ringraziare la dea Vacuna, dea sabina. 

29 aprile Non potevano mancare in questo lungo elenco le festività religiose, che saranno introdotte da Fabrizio Tomassoni, presidente dell’Istituto Storico Massimo Rinaldi, con riferimento a Santa Barbara e Sant’Antonio.

6 maggio con Valentino Iacobucci, presidente dell’Associazione ‘I cavalli infiocchettati’, storica manifestazione legata alla benedizione degli animali nella ricorrenza di S. Antonio Abate, 

13 maggio Il prof Giancarlo Palombini, docente universitario de L’Aquila, insieme a Pietro De Acutis poeta della Valle del Velino si soffermeranno su un’altra importante tradizione, quella del ‘Canto a braccio’, molto seguita in alcuni paesi della Valle del Velino come Borbona, Posta ma anche in Toscana. Assegnato un tema due poeti si sfidano in una rima all’impronta, seguendo un particolare modello compositivo. Tema dell’incontro “Canti e musiche dell’Alta Sabina: canto a braccio e ciaramelle”

20 maggio Il dr Roberto Marinelli, conosciutissimo storico reatino, con al suo attivo decine di pubblicazioni, ripercorrerà con noi le tradizioni carnevalesche del Reatino : particolarmente truculente quelle della metà dell’Ottocento (il tiro al collo del gallinaccio, la corsa dei cavalli berberi, la giostra dei tori), e poi questue e pasquarelle.

27 maggio Il dr. Sergio Luzzi affronterà il tema del gioco nella tradizione popolare. Giochi che rappresentavano aspetti di tipo formativo educando all’ascolto, al rispetto delle regole, alla socializzazione.

3 giugno con Domenico Miluzzo e Michele D’Alessandro ci soffermeremo sulle tradizioni specifiche della Piana Reatina legate indissolubilmente al ciclo del lavoro nei campi, con le stornellate alla mietitora, il cantaoa e tante altre manifestazioni divenute tradizioni nel tempo e ancora in uso grazie all’associazione costituitasi da una decina d’anni (lu faone, l’acqua odorosa…).

Quello che, con questi convegni, vogliamo sottolineare è che, dietro le manifestazioni culturali e le credenze popolari c’è la cultura autoctona. Se vogliamo capire chi siamo dobbiamo rifarci non solo ai grandi eventi storici ma a questo che è il ‘colore’ della gente di un luogo”.

ph M. D'Alessandro

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