Maggio 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

GIAN LUCA GASCA AD AMATRICE PER RACCONTARE L'APPENNINO SELVAGGIO E LIBERO

eventi

Gian Luca Gasca incontra Amatrice sabato 1 giugno alle ore 18 alla Sala del Gusto, Area food di Amatrice. E' il terzo evento di Montagne in Movimento del CAI Amatrice, con il patrocinio del Comune di Amatrice, la collaborazione dell'Istituzione Formativa Professionale dell'Alberghiero di Amatrice e il sostegno di Montura (ingresso libero).

L'incontro con il giovane scrittore e instancabile camminatore è mirato soprattutto a far conoscere con occhi diversi la dorsale appenninica e le montagne della Laga attorno ad Amatrice. Gian Luca ricostruirà attraverso i suoi ricordi le impressioni molto forti  della seconda terribile scossa del 30 ottobre 2017 visto che si trovava quella mattina ad Amatrice. Sarà un racconto emozionante e avvincente, con l'uso di immagini del suo lunghissimo viaggio a piedi; sarà l'occasione per ricostruire con i presenti  un diario intimo e sincero di tanti personaggi incontrati, soprattutto partendo dal celebre cantautore Francesco Guccini che si è ritirato a vivere in Appennino emiliano, a Pavana. Ad Amatrice verrà presentato il suo libro dal titolo simbolico Mi sono perso in Appennino, a riprova che un escursionista del Nord, con i suoi schemi mentali abituati alle Alpi, abbandona lungo il cammino quegli schemi scoprendo una montagna inattesa, più libera e selvaggia, forse più autentica: proprio in Appennino!

Sarà presente un' ampia delegazione di escursionisti dall'Emilia Romagna, appartenenti alle sezioni di Ferrara e di Lugo di Romagna che dal 31 maggio al 2 giugno soggiorneranno  tra Accumoli e Amatrice per conoscere paesaggi,  montagne e persone portando un aiuto solidale a chi in queste terre ci vive e ci lavora. Durante l'evento interverrà il Presidente del Club 2000 metri Giuseppe Albrizio per illustrare scopi e attività degli Appenninisti.

 

Gian Luca Gasca, classe 1991 è un reporter e scrittore di montagna. Amante dei viaggi con lo zaino in spalla, nel 2014 inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera. Nell'estate 2015 attraversa le Alpi in parte a piedi e in parte con i mezzi pubblici. Impiega 54 giorni per andare da Trieste a Nizza e nel suo percorso "esplora" e raccoglie testimonianze di vita che oggi fanno parte del suo primo libro 54 giorni nel cuore delle Alpi (Fusta, 2016). Durante il 2016 scrive il suo primo libro dedicato alla storia dell'alpinismo Nanga Parbat, la montagna leggendaria (Alpine Studio, 2016) in cui racconta la storia della nona montagna del pianeta. Nel 2018 per Ediciclo pubblica Mi sono perso in Appennino. Sempre nel 2016 percorre gli Appennini con le stesse modalità utilizzate sulle Alpi, viaggio-preparazione per una sfida più grande. La sua passione per i viaggi lenti infatti, lo porta, nell'estate 2017, a partire da Torino per raggiungere a piedi e con i mezzi pubblici la base del K2.

Attualmente collabora e scrive per Meridiani Montagne e Montagna.tv.

 

BOX

“ Non ci si capita per caso in Appennino. No, non si finisce per caso in quei piccoli borghi arroccati sui monti che si vedono sfrecciando lungo l'Autostrada del Sole. Sono piccoli paesi, luoghi di seconde case, vecchie abitazioni ereditate da parenti e ormai popolate solo d'estate. Posti dove si torna per dare forme, odori e colori ai racconti dei nonni. Nicelli, Cutigliano, Balze, Magliano De' Marsi, Grumento Nova, Mammola, Serra Pedace... Si potrebbe continuare all'infinito senza che nessuno riconosca un nome. E questa la bellezza dell'Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall'abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti, per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane. E sono proprio quelle specificità, le note carismatiche di quelle montagne e di quei piccoli borghi, a spingere Gian Luca Casca a imbarcarsi in un viaggio dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 2000 km attraverso la spina dorsale di un'Italia abbandonata dal turismo, alla ricerca di un Appennino che resiste”.

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