Dicembre 2019

SALUTE

FORMAT RISPONDE ALLA NOTA DELL'ASL A PROPOSITO DELLA PROPRIA INCHIESTA

sanità

Sarebbe stato più facile se fosse stato ‘un infame’ a ‘ispirare’ l’inchiesta di Format (LEGGI QUI), come lascia sottintendere l’Asl nella sua risposta. Purtroppo quanto scritto è frutto di un lungo lavoro di redazione che ci vede da mesi al fianco dei lavoratori e dei pazienti, con numerosi ascolti ed interviste lasciate sempre in stand-by in attesa di momenti migliori.  Un'insinuazione che, per quanto mascherata di gentilezza, risulta essere un tentativo maldestro di voler sminuire il lavoro della redazione (oggi ripreso anche dal Corriere di Rieti).  Di una cosa infatti deve essere consapevole la direzione sanitaria, che questa testata si è sempre mossa nell’interesse primario dei reatini e della salvaguardia dei loro diritti, estremamente preoccupata per il grido di allarme arrivato dalle associazioni di volontariato da sempre in prima linea all’interno del nosocomio, dalle richieste rimaste inevase e dalle 19mila firme raccolte (LEGGI QUI), ignorate pur parlando di cittadini già provati e vessati dagli eventi sismici e collocati geograficamente in una posizione difficile perché molto decentrata (non consideriamo una risposta il decreto di sospensione a tempo determinato).

Non avevamo chiesto alla Asl un report sulla propria attività che, ne siamo certi, sia stata intensa (suffragata da decine di comunicati che Format ha sempre pubblicato, dando uguale visibilità sia alla protesta che all’azione). Purtroppo c’è un unanime ‘sentire’ che si discosta dai risultati di cui si parla, vissuto sulla propria pelle dai pazienti in fila al Cup o in pellegrinaggio nei vari reparti, per non parlare della pressione cui sono sottoposti gli operatori sanitari, le cui conseguenze, inevitabilmente, ricadono sul malato.

Non abbiamo invece notato un minimo accenno alla validità o meno delle fonti alle quali l’inchiesta fa riferimento, si parla di interventi chirurgici ma ovviamente c’è grande differenza tra un’unghia incarnita e la rimozione di un tumore intestinale! In breve avremmo sperato che la Asl rispondesse a queste domande:

- e' vero che la chirurgia ha fatto 76 ricoveri nel 2019?

- e' vero che il 46 % dei reatini si cura fuori regione?

- e' vero che i pazienti in attesa di visite sono fuori lista?

- è vero che in ospedale c'e' malumore e conflittualità dopo l'assegnazione degli incarichi?

- è possibile conoscere nel dettaglio le liste d'attesa? 

Vorremmo chiarire  perché ci interessa così tanto questo dato: esprime le 'potenzialità' e le 'necessità' di questo territorio, al di la dei dati conseguiti. Rappresenta la 'domanda' a cui il nostro ospedale dovrebbe e potrebbe dare risposta, un bacino importante per certificare la necessità del suo rilancio. 

Per quanto riguarda la convenzione con il Centro Trapianti del S. Camillo di Roma che, a detta della Asl, garantirà a Rieti la presenza del professor Giuseppe Maria Ettorre e della sua Equipe medica per l’alta chirurgia Epato – bilio – pancreatica, al momento non ci risulta sia stata firmata dal professore. Magari potremmo sbagliare, saranno certamente i documenti a confermarlo o meno.

#sanità
21_12_2019 10:43

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