Maggio 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

FALESIA DI GROTTI, ALLA SCOPERTA DI UN PARADISO EUROPEO CHE IN POCHI CONOSCONO

natura, storia

(di Maria Teresa Amici) Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà
San Bernardo da Chiaravalle

Ormai sta diventando una tradizione, quella della passeggiata, guidata dalla sottosezione del Cai di Poggio Bustone “Cima D’Arme”  dalla “Micciani Unità” e "Lo Scarpone" gruppo Trekking Sella di Corno ed organizzata dall’associazione Terra delle Grotte, che avviene ogni anno in occasione del primo Maggio a Grotti, tra le bellezze naturali del territorio. Il paesaggio è così suggestivo che potreste scoprirvi grandi amanti della natura.
Si parte di buon mattino dalla piazza principale del paese e si giunge salendo tra i boschi ai piedi di una grandissima parete rocciosa, dove dei professionisti di arrampicate, Lea Sansoni e suo figlio Simone, hanno dimostrato al pubblico curioso come scalarla. Grotti è una delle più belle falesie laziali immersa in bellissimi boschi che offre gradi di difficoltà a volte non accessibili a tutti. La falesia è esposta al sole. Calda, molto calda.
È una falesia frequentabile tutto l'inverno oppure in primavera ed in autunno verso sera  sfruttando il fresco dell'ombra della parete. Presenta un calcare a buchi, unico nel suo genere ,ambita meta di tutti i climbers in visita in Italia. L’imponente falesia si snoda, come una muraglia, lungo la valle del Salto. La diversa difficoltà e la varietà delle vie fanno si che chiunque possa divertirsi scalando sulle rocce di Grotti, godendo del magnifico panorama della vallata che si apre al di sotto e del cromatismo particolare delle pareti, caratteristica di questo tipo di calcare.
Ci sono centinaia di vie che vi aspettano, nei giorni infrasettimanali spesso capita di avere questa bellezza tutta per sè. Fino ad oggi sulle riviste specializzate e sul web sono stati scritti molti articoli riguardanti Grotti. Si dice abbia le potenzialità per divenire una delle falesie più grandi d’Italia. È il posto ideale per vivere l’essenza di un soggiorno naturale.

Si prosegue sempre a piedi  e si arriva davanti ad una grotta; qui l’Ispettore Murino del Gruppo Carabinieri Forestale, fornisce una spiegazione circa le piante selvatiche, indicando dove trovarle e il loro utilizzo.
Poi l’archeologo Carlo Virili ripercorre la storia del territorio e precisa: “ Abbiamo un territorio che soprattutto in queste zone è poco conosciuto dal punto di vista archeologico.  Per questo motivo l’università di Perugia circa ormai venti anni fa ha cominciato ad indagare queste cavità aperte su questa falesia che rappresenta nel panorama europeo una meta ambita ma assolutamente sconosciuta a chi vi risiede nelle immediate vicinanze. Inoltre sono stati trovati dei reperti di un’importanza eccezionale,  cioè delle raffigurazioni rupestri, delle schematizzazioni sulla roccia, che gli archeologi ,per confronti su altri contesti meglio conosciuti, riconducono al periodo che viene definito eneolitico o età del rame, corrispondente a circa cinquemila anni fa. Quindi dobbiamo immaginare che qualcuno circa cinquemila anni fa utilizzasse le cavità che si aprivano su questa falesia per rappresentare il mondo e la società in cui viveva. Pensiamo che queste raffigurazioni siano corrispondenti a un luogo di culto dobbiamo perciò, immaginarci una sorta di santuario a cielo aperto.  Il valore di questa zona accresce ancora di più perché tutta la falesia, secondo alcuni recenti scavi fatti dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma, ha trovato delle stratigrafie corrispondenti al neolitico e al paleolitico. L’eccezionalità di queste raffigurazioni sta nel fatto che sono uniche per questo territorio e per gran parte della provincia di Rieti e che presentano le prime raffigurazioni umane”.
Un altro momento coinvolgente è reso dalla messa in scena di due giovani attori, Federico Colapicchioni e Diletta De Santis, con la regia di Pascale Saccone, che in questo paesaggio bucolico hanno rievocato un momento storico di grande pathos.  La camminata si conclude con la visita al santuario della Madonna dei Balzi, particolarmente emozionante per l’affascinante immagine che crea questo connubio tra spiritualità e natura. La fatica è stata poi ricompensata da un ricco pranzo a base di gnocchi, piatto tipico del luogo, protagonista della famosa sagra degli gnocchi di Grotti.

Foto di Maria Teresa Amici

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