Dicembre 2018

REGISTRO DI CLASSE

DACIA MARAINI "PRENDO IL CAFFE' E OFFRO I BISCOTTI AI MIEI PERSONAGGI. COSI' SCRIVO DI LORO"

eventi, libri, scuola

Oggi la Sala dei Cordari ha ospitato una gremita rappresentanza studentesca di medie e superiori reatine. I ragazzi della Minervini- Basilio Sisti hanno assistito alla presentazione del libro di Eugenio Murralli “Lontananze perdute. La Sicilia di Dacia Maraini” un viaggio "alla ricerca della Sicilia perduta" di Dacia Maraini, l'isola vissuta e quella scritta, un percorso attraverso le opere e la memoria dell'autrice.

I ragazzi hanno accolto gli scrittori con applausi prima e silenzio reverenziale dopo. E’ la Maraini a coinvolgere l’entusiasmo frenato dall’imbarazzo dei giovani chiedendo, da subito, interventi affinché ci fosse dibattito e scambio.

E’ stata Teresa, terza media, a rompere il ghiaccio chiedendo informazioni su Marianna Ucria, protagonista della ‘Lunga di vita di Marianna Ucria’ edito da Rizzoli nel 1990 e vincitore del Premio Campiello.
“Grazie della domanda Teresa, è molto interessante – esordisce la scrittrice -. Ero a Palazzo Alliata di Villafranca (n.d.r. dove abitò anche Topazia Alliata, la madre di Dacia Maraini) ed ho visto il dipinto di questa donna nelle vesti ufficiali di Cavaliere di Malta. Nonostante l’ufficialità dei paramenti  che indossava aveva occhi disperati e tristi. Solo allora notai un foglietto che stringeva nella mani  - perché? – chiesi.
Era sordomuta, quel foglietto le serviva per comunicare.
Tornai poi a Roma ma lei mi seguii.
Funziona così con i miei personaggi, bussano alla porta e si accomodano per un caffè. Offro i biscotti e mi parlano di loro, della loro storia. Talvolta restano a cena e anche a dormire, è così che scelgo di raccontarli.

Per quanto riguarda Marianna - continua la Maraini - ho fatto molta resistenza, non sapevo nulla del mondo del 1740. Avete letto i libri di storia? Non si parla mai di cosa mangiassero, leggessero o indossassero. Mi mancavano i dettagli.
Ma Marianna non ha accettato un diniego. Ha insistito. E’ cominciata allora la mia opera di studio: epistole, testamenti. Ci ho impiegato 5 anni per portare a termine il libro”

Poi ha raccontato di come sia difficile entrare in contatto stretto con una donna sordomuta, con l’impossibilità di sentire ma con la sottile capacità di intuire il non detto.

Un giorno, l’epifania “hanno bussato alla porta e io non ho sentito.
Non può chiudere la porta una donna che non sente, le verrebbe preclusa la conoscenza di sapere chi ci sia dietro. Ecco quello mi permise di essere Marianna, di capirla e la conferma arrivò alla Gallaudet University, l’unica università esclusivamente per non udenti negli Stati Uniti. Feci un incontro proprio su questo libro e alcuni di loro si dissero convinti che, leggendo le pagine del mio libro, fossi una scrittrice sordomuta. Quello fu il segnale che avevo fatto bene ”

Insomma, oggi ragazzi giovanissimi hanno incontrato una solida icona letteraria italiana, famosa nel mondo e di immenso calibro artistico. Si sono confrontati con la scrittura, hanno espresso pensieri e sensazioni. Una occasione di crescita quanto preziosa tanto degna di nota.

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